«Era inevitabile, Conte ha neutralizzato tutti i capi originari». L’avvocato Lorenzo Borrè per anni ha difeso i dissidenti 5s e conosce ancora i cavilli dello Statuto.
Avvocato, oggi quanti M5S ci sono?
«Coesistono tre distinte associazioni denominate “Movimento 5 Stelle”: la prima del 2009 di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio; una seconda composta da Beppe Grillo, Enrico Maria Nadasi ed Enrico Grillo, nata per consentire alla prima di presentarsi alle elezioni del 2013; infine c’è il M5S presieduto da Conte, costituito nel dicembre 2017 da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio».
«Era inevitabile, Conte ha neutralizzato tutti i capi originari». L’avvocato Lorenzo Borrè per anni ha difeso i dissidenti 5s e conosce ancora i cavilli dello Statuto.
Avvocato, oggi quanti M5S ci sono?
«Coesistono tre distinte associazioni denominate “Movimento 5 Stelle”: la prima del 2009 di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio; una seconda composta da Beppe Grillo, Enrico Maria Nadasi ed Enrico Grillo, nata per consentire alla prima di presentarsi alle elezioni del 2013; infine c’è il M5S presieduto da Conte, costituito nel dicembre 2017 da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio».
A chi appartiene l’attuale simbolo 5s?
«Il simbolo originario è di Grillo, che è anche l’unico titolare del diritto di utilizzo del nome “Movimento 5 stelle”. Lo dice una sentenza della Corte d’appello di Genova del 2021».
Dal Movimento dicono che appartiene a Conte però.
«Il logo attuale appartiene all’associazione dell’ex premier, ma è una derivazione diretta di quello di Beppe».
Chi può apportare modifiche?
«Se rispetta statuto e codice civile, l’Assemblea può cambiare sia nome che simbolo. Rottamando nome e simbolo Conte si affranca da Grillo, privandolo di qualsiasi leva. Da tempo poi il fondatore non esercita la funzione di Garante prevista dallo Statuto».
Grillo avrebbe altre strade legali?
«Se il partito di Conte decidesse di utilizzare nome e simbolo contro la sua volontà lui potrebbe ottenere un provvedimento di inibitoria, con tanto di sanzione pecuniaria per ogni violazione».
Lo farebbe secondo lei?
«Grillo mi è sempre sembrato restio a intraprendere azioni giudiziarie».
Potrebbe costituire una nuova associazione?
«Sì, magari utilizzando in via esclusiva nome e contrassegno M5S. Ma non avrebbe più successo dell’idea del “Ridotto in Valtellina”».
Così però sfila i soldi a Conte?
«No, i fondi sono appannaggio dell’associazione presieduta dall’ex premier».
Una scissione non è esclusa?
«È più probabile un’azione per ottenere in via giudiziaria l’annullamento delle modifiche statutarie e dell’elezione di Conte a Presidente».
Strada vincente?
«Diciamo che quell’elezione si basa su un’interpretazione giurisprudenziale isolata rispetto a quella prevalente della Cassazione».