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Il Pd: “Trump democratico? Conte sbaglia”. E Todde: “Io scelgo Harris”

(ansa)

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Dai dem a Italia Viva critiche per i giudizi dell’ex premier sul leader americano in un’intervista a Repubblica
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Il giudizio di Giuseppe Conte su Donald Trump, considerato interlocutore credibile e «democratico», scatena un coro di indignazione e polemiche nel campo largo. Creando più di un dubbio sulla tenuta, in politica estera, di un’alternativa alle destre di Meloni e Salvini. E la presa di distanza si fa sentire ancora di più quando a esprimerla è la governatrice della Sardegna Alessandra Todde, grillina doc. Todde ci tiene a precisare che, se potesse, farebbe campagna e voterebbe per Kamala Harris.

«Dovremo dialogare con qualunque presidente sarà eletto dai cittadini americani», ha detto Conte a Repubblica. Pronta la risposta su X del dem Filippo Sensi: «Non basta dirsi progressisti per esserlo» scrive mentre accusa l’ex premier di avere «una idea di pol…

Il giudizio di Giuseppe Conte su Donald Trump, considerato interlocutore credibile e «democratico», scatena un coro di indignazione e polemiche nel campo largo. Creando più di un dubbio sulla tenuta, in politica estera, di un’alternativa alle destre di Meloni e Salvini. E la presa di distanza si fa sentire ancora di più quando a esprimerla è la governatrice della Sardegna Alessandra Todde, grillina doc. Todde ci tiene a precisare che, se potesse, farebbe campagna e voterebbe per Kamala Harris.

«Dovremo dialogare con qualunque presidente sarà eletto dai cittadini americani», ha detto Conte a Repubblica. Pronta la risposta su X del dem Filippo Sensi: «Non basta dirsi progressisti per esserlo» scrive mentre accusa l’ex premier di avere «una idea di politica estera populista e radicalmente opposta a quella democratica». Parere condiviso anche da Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri al Senato: «le posizioni di Conte sono stranote. Anzi — ironizza — registro persino qualche passo avanti nei giudizi positivi verso Kamala Harris e i dem Usa. Dopo di che Trump è indifendibile». Non si dovrebbe dialogare con chiunque arrivi alla Casa Bianca? «Quella è una risposta da presidente del Consiglio. Se uno si colloca nel campo dei progressisti non ha dubbi su da che parte stare negli Stati Uniti, e nel conflitto in Ucraina, ossia da quella delle democrazie liberali». «Di certo — continua Alfieri — sui temi della politica estera si dovrà lavorare molto per costruire un’alternativa seria e credibile al governo di destra».

Ancora più dura Lia Quartapelle, vicepresidente dem in commissione Esteri alla Camera, che accusa Conte di «furbizia politica con le gambe corte» e «ambiguità». «La differenza tra Harris e Trump è netta: — dichiara — da un lato una candidata che promette di mettere l’interesse del proprio paese al primo posto; dall’altro un presidente, condannato, che non ha accettato di aver perso le elezioni e ha cercato di truccare l’esito anche con la violenza. L’ambiguità di Conte, tutta basata sul calcolo personale, non lo farà andare lontano». Il malumore raggiunge Strasburgo. «Trump è un pericolo per la democrazia, non un candidato qualsiasi. — attacca la vicepresidente Pd del Parlamento europeo Pina Picierno — Sottovalutare questo fatto significa non avere chiare le sfide che il fronte progressista si troverà davanti nei prossimi anni». Mentre per l’europarlamentare Elisabella Gualmini le parole di Conte sono “inaccettabili”. Lo sconcerto arriva anche da +Europa. «Quello su Trump, che Conte sfuma fino a non prendere posizione tra lui e la vice presidente democratica Harris — afferma Benedetto Della Vedova — «è un passaggio che lascia senza parole». Senza se e senza ma la condanna di Italia Viva, per voce del responsabile Esteri Ivan Scalfarotto: «È incredibile come Conte proprio non ce la faccia ad articolare il concetto che Trump è un pericolo pubblico. Un centrosinistra che si rispetti dovrebbe mettersi a organizzare i comitati per Kamala Harris, altro che storie».

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