Ci risiamo. Ancora una volta, presi con le mani nel sacco, le sorelle e i fratelli d’Italia se la prendono con i giornalisti: sarebbe una fake news aver scritto che il governo sta pensando di dire addio all’assegno unico per i figli, misura erga omnes creata dal governo Draghi nel 2022. La ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, ci accusa addirittura di procurato allarme. Eppure basterebbe leggere quello che gli stessi esponenti della maggioranza hanno detto e dicono di questa misura per capire che la notizia è assolutamente confermata. Prendiamone uno a caso, il presidente della commissione Finanze della Camera, Andrea Osnato, stesso partito di Giorgia Meloni. Dopo essersi unito alla batteria di dichiaratori contro Repubblica, ha ammesso proprio quello che abbiamo scritto nell’articolo di Valentina Conte. Ovvero che il governo sta “ragionando” su alcune modifiche alla legge, perché ad avviso di Meloni&Co l’assegno unico ha “una premialità ridotta su natalità e per le famiglie …
Ci risiamo. Ancora una volta, presi con le mani nel sacco, le sorelle e i fratelli d’Italia se la prendono con i giornalisti: sarebbe una fake news aver scritto che il governo sta pensando di dire addio all’assegno unico per i figli, misura erga omnes creata dal governo Draghi nel 2022. La ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, ci accusa addirittura di procurato allarme. Eppure basterebbe leggere quello che gli stessi esponenti della maggioranza hanno detto e dicono di questa misura per capire che la notizia è assolutamente confermata. Prendiamone uno a caso, il presidente della commissione Finanze della Camera, Andrea Osnato, stesso partito di Giorgia Meloni. Dopo essersi unito alla batteria di dichiaratori contro Repubblica, ha ammesso proprio quello che abbiamo scritto nell’articolo di Valentina Conte. Ovvero che il governo sta “ragionando” su alcune modifiche alla legge, perché ad avviso di Meloni&Co l’assegno unico ha “una premialità ridotta su natalità e per le famiglie numerose”, inoltre ci sarebbe un problema “sulla cumulabilità con Isee e quindi anche su questo bisogna ragionare”. Per poi concludere: “Mi sembra che si possa ipotizzare una valutazione sulla revisione della norma, ma da qui a dire che verrà cancellato tutto…”.
Ora, tutto si può fare tranne giocare con le parole. Se l’assegno unico, che ora viene dato a tutti i genitori in base al reddito dichiarato nell’Isee, sarà ridotto sia come importi, sia come ampiezza della platea dei destinatari, semplicemente diventerà un’altra cosa. Sul sito dell’Inps la misura si chiama “Assegno Unico e Universale”. Il secondo aggettivo – universale - è importante quanto il primo, proprio perché l’assegno “può essere richiesto anche in assenza di Isee o con Isee superiore alla soglia di 45.574,96 euro”. Se domani non sarà più così, l’assegno unico non ci sarà più. Resterà lo stesso nome? La sostanza non cambia, sarà un taglio per le famiglie. Come il Reddito di cittadinanza, che è stato decurtato in lungo e in largo, è diventato un “assegno di inclusione” e viene percepito da un decimo dei nuclei familiari che prima contavano sulla quella misura per tirare avanti. Se anche continueranno a definirlo assegno unico, noi applicheremo la vecchia regola del rasoio di Occam: nel dubbio, scegli sempre l’ipotesi più semplice. Se a un cavallo tagli due gambe su quattro, lo potrai anche continuare a chiamare cavallo ma sarà difficile portarlo a piazza di Siena.