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Scontro sull’addio all’assegno unico, insorgono le opposizioni. Meloni frena: “Ma estenderlo agli immigrati sarebbe ucciderlo”

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La premier sui social con Giorgetti parla di “ricostruzioni fantasiose”. Ma anche nella maggioranza parlano di “revisione”. Schlein: “Cancellarlo sarebbe gravissimo”
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Appare in video con accanto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, convocato in tutta fretta a Palazzo Chigi. Giorgia Meloni vuol smentire quelle che definisce “ricostruzioni fantasiose su una manovra ancora da scrivere”, ma nel tentativo di correggere il tiro viene fuori che l’idea di abolire l’assegno unico non è affatto esclusa. La premier si riferisce all’articolo pubblicato oggi da Repubblica. Nel ricordare di averlo aumentato, Meloni aggiunge che il governo sta “dando battaglia in Europa proprio perché non si creino problemi visto che la Commissione ci dice che dovremmo darlo anche ai lavoratori immigrati che ci sono in Italia e che di fatto vuol dire uccidere l'assegno unico”. L’Europa ne fa una questione di equità e l’esecutivo sa che non può non tenerne conto, soprattutto in caso di richiamo. I fondi necessari aumenterebbero e il sentiero della manovra è già strettissimo, considerato che tutti i partiti di maggioranza hanno già iniziato ad avanzare le loro richieste. …

Appare in video con accanto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, convocato in tutta fretta a Palazzo Chigi. Giorgia Meloni vuol smentire quelle che definisce “ricostruzioni fantasiose su una manovra ancora da scrivere”, ma nel tentativo di correggere il tiro viene fuori che l’idea di abolire l’assegno unico non è affatto esclusa. La premier si riferisce all’articolo pubblicato oggi da Repubblica. Nel ricordare di averlo aumentato, Meloni aggiunge che il governo sta “dando battaglia in Europa proprio perché non si creino problemi visto che la Commissione ci dice che dovremmo darlo anche ai lavoratori immigrati che ci sono in Italia e che di fatto vuol dire uccidere l'assegno unico”. L’Europa ne fa una questione di equità e l’esecutivo sa che non può non tenerne conto, soprattutto in caso di richiamo. I fondi necessari aumenterebbero e il sentiero della manovra è già strettissimo, considerato che tutti i partiti di maggioranza hanno già iniziato ad avanzare le loro richieste.

A parlare esplicitamente di “revisione”, però, sono gli stessi esponenti di maggioranza: “Sicuramente è una misura importante sulla quale negli anni il governo Meloni ha anche aumentato fino a 20 miliardi di euro lo stanziamento", spiega Marco Osnato, FdI, presidente della Commissione Finanze della Camera. "Detto questo, c'è una procedura di infrazione sulla quale la Commissione europea deciderà, se non ricordo male, entro il 2025. Sicuramente c'è una premialità ridotta su natalità e per le famiglie numerose, sulla cumulabilità con ISEE e quindi anche su questo bisogna ragionare. Mi sembra – spiega Osnato – che si possa ipotizzare una valutazione sulla revisione della norma, ma da qui a dire che verrà cancellato tutto mi sembra come al solito un atteggiamento di prevenzione nei confronti del governo di chi invece dovrebbe fare informazione”.

Nel frattempo si sono mosse le opposizioni con la segretaria del Pd Elly Schlein in testa. “Sarebbe gravissimo – dice dalla festa dell’Unità di Abbadia San Salvatore, in provincia di Siena - se il governo intendesse cancellare l’assegno unico, uno strumento universale che ha molto aiutato le famiglie, che è molto apprezzato e per cui il Pd si è molto battuto e intende difendere. Questo è un governo settario perché quando una misura, anche se funziona, non porta la loro firma, decidono di stravolgerla di solito per metterci la loro bandierina. Sarebbe veramente un guaio - aggiunge - vedere minata la dimensione universalistica di uno strumento che è stato richiesto dal 91% delle famiglie che ne hanno diritto”. Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, punta il dito contro questo “caos sotto gli occhi di tutti” generato dall’esecutivo sull'assegno unico, “tra mezze ammissioni e repentine smentite. Il governo è nel pallone e non sa che pesci prendere per costruire una manovra che forse non riuscirà a confermare nemmeno le misure varate l'anno scorso”. Preoccupato anche il dem Piero De Luca, capogruppo in commissione Affari europei della Camera: “Dopo gli attacchi alla Cei che ha denunciato gli effetti drammatici dell'autonomia differenziata per il mezzogiorno, adesso apprendiamo che il governo si prepara ad attaccare le famiglie, mettendo in discussione l'assegno unico che è uno strumento fondamentale di welfare sociale. La pausa estiva non ha portato consiglio”.

Interviene anche la Cgil: “Ci opporremo con forza a tagli alle risorse o limitazioni nell'accesso all'assegno unico ma ribadiamo la necessità che il governo intervenga subito per superare ogni discriminazione, a partire da quella che riguarda i figli residenti nei Paesi d'origine”, dice la segretaria confederale Daniela Barbaresi. Dello stesso avviso la Uil. E per il Movimento 5 Stelle parla il capogruppo dei senatori Stefano Patuanelli ricordando che “un anno fa Fdi si diceva contrario all'assegno unico, per loro era un bonus da abolire. Oggi però il Mef, dopo indiscrezioni di stampa, corre ai ripari dicendo giustamente che l'assegno unico non si tocca. Siamo a un livello di presa in giro dei cittadini mai visto”. Qualcosa nella ricostruzione del governo non quadra.

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