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Sondaggi politici: gli italiani scelgono lo Ius Scholae. Lo Ius Soli invece non piace al 41%

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Il 52% degli italiani dice sì. Non piace il diritto legato al suolo o alle tasse
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Nel Paese c’è un clima complessivamente favorevole ad una revisione dei requisiti per ottenere la cittadinanza italiana. Segno questo che il dibattito in corso fra le forze politiche non è così distante dalla sensibilità degli italiani. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Repubblica in cui sono stati analizzati i favorevoli e contrari a varie ipotesi in campo, dallo Ius Scholae allo Ius Soli passando dalla possibilità che possano diventare italiani anche gli stranieri che lavorano e pagano le tasse all’erario italiano.

In generale emerge che oltre il 42% della popolazione sarebbe d’accordo ad ampliare le norme che attualmente regolano la possibilità di diventare a tutti gli effetti cittadini del nostro Paese contro il 32% che invece sarebbe contrario a rivedere la legislazione in atto. È da evidenziare che se la maggioranza degli elettori di tutti i partiti dell’opposizione si dichiara favorevole a cambiare la legge, a questi si aggiunge …

Nel Paese c’è un clima complessivamente favorevole ad una revisione dei requisiti per ottenere la cittadinanza italiana. Segno questo che il dibattito in corso fra le forze politiche non è così distante dalla sensibilità degli italiani. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Repubblica in cui sono stati analizzati i favorevoli e contrari a varie ipotesi in campo, dallo Ius Scholae allo Ius Soli passando dalla possibilità che possano diventare italiani anche gli stranieri che lavorano e pagano le tasse all’erario italiano.

In generale emerge che oltre il 42% della popolazione sarebbe d’accordo ad ampliare le norme che attualmente regolano la possibilità di diventare a tutti gli effetti cittadini del nostro Paese contro il 32% che invece sarebbe contrario a rivedere la legislazione in atto. È da evidenziare che se la maggioranza degli elettori di tutti i partiti dell’opposizione si dichiara favorevole a cambiare la legge, a questi si aggiunge anche il 48% dei votanti Forza Italia, mentre in FdI e Lega prevale nettamente la contrarietà.

Se dal generale si passa al particolare l’opinione cambia ulteriormente e la differenza tra i pro a rivedere le modalità dell’ottenimento della cittadinanza ed i contrari diventa più marcata. La maggioranza percepisce lo status di cittadino come condivisione della cultura nazionale, dei valori e dei principi, di quell’educazione civica che la scuola fornisce assieme agli insegnamenti e che rende i bambini e i ragazzi “cittadini” dello Stato italiano.

Se ciò vale per coloro che sono nati da genitori italiani, il 52% degli italiani non vede perché non dovrebbe valere anche per i nati da genitori stranieri. È il cosiddetto Ius Scholae, o Ius Culturae, che al diritto di sangue, basato unicamente sulla discendenza, aggiunge il riconoscimento della cittadinanza al conseguimento del percorso scolastico. In questi giorni di dibattito pubblico le diverse forze politiche si stanno confrontando su questo tema e quindi è interessante verificare quale sia l’orientamento dei rispettivi elettorati.

Cittadinanza, da Ius Soli a Ius Scholae: cosa prevede la legge e come può cambiare

L’analisi condotta riporta un quadro abbastanza coerente con le posizioni espresse dagli esponenti politici. Potremmo dire che quasi la totalità degli elettori di Pd e Avs sono a favore, così anche il 71% dei 5Stelle. Mentre per gli altri partiti di opposizione, il movimento di Calenda e quello di Renzi, le percentuali scendono rispettivamente al 57% e al 54%, pur rimanendo maggioritarie. Ma il dato più rilevante è il sostegno alla proposta dello Ius Scholae da parte del 48% di coloro che dichiarano di votare il partito guidato da Antonio Tajani.

Anche in questo caso la sensibilità degli elettori di Forza Italia si discosta da quella degli altri partiti che compongono la maggioranza di governo. Chi sceglie Fratelli d’Italia e Lega è perlopiù contrario all’introduzione dello Ius Scholae (rispettivamente il 69% e il 74%). È d’altro canto da notare che comunque quote minoritarie, ma non trascurabili, in entrambi i bacini elettorali apre a questa possibilità (il 29% di FdI ed il 24% di Lega). Se invece si passa dallo Ius Scholae allo Ius Soli, ossia l’ottenimento della cittadinanza semplicemente per il fatto di essere nato in Italia, l’opinione pubblica cambia radicalmente. In questo caso, la maggioranza (41%) è contraria mentre i favorevoli si fermano al 35%, e diverse sensibilità emergono non solo all’interno della maggioranza, ma anche fra le forze dell’opposizione.

Va segnalato che persino fra i partiti più aperti a modifiche sul tema della cittadinanza, lo Ius Soli raccoglie favori limitati, seppure maggioritari. Per esempio tra i dem la percentuale di consenso scende al 60% (i favorevoli allo Ius Scholae arrivano al 90%), indicatore questo che evidenzia comunque una spaccatura nell’elettorato del partito guidato da Elly Schlein. Il favore alla proposta dello Ius Soli scende ancora di più se si guarda nel campo del Movimento 5 Stelle. Solo il 36% è favorevole, contrario il 45%, una percentuale quasi simile a quella di chi vota Azione (42% contro 40%) e Italia Viva (47% contro 38%). L’ipotesi del diritto di cittadinanza per nascita non scalda nemmeno gli azzurri di FI (46% contrari e 35% a favore) e vede la forte ostilità di leghisti (81%) e FdI (71%).

Un posizionamento similare si riscontra anche per la possibilità di concedere lo status di cittadino a coloro che lavorano e pagano le tasse nel nostro Paese, ma con una distribuzione piuttosto differente. Legare la cittadinanza alla contribuzione all’erario è visto con sfavore da Azione e Iv (47% e 48%) ma anche dal 29% di M5S e dal 18% del Pd. Mentre non dispiace a FI, con il 39% a favore e il 27% contrario, e incontra meno contrasto da parte di FdI (63% contro 23%) e Lega (62% contro 28%). In conclusione, si può rilevare che gli italiani sono favorevoli a considerare concittadini gli stranieri che condividono un medesimo bagaglio culturale e valorialem (Ius Scholae), mentre non accettano il mero automatismo del diritto di nascita (Ius Soli) né ritengono sufficiente il contributo, in termini di tasse e tributi, alla società. La cittadinanza, nella percezione pubblica, non può non corrispondere a qualcosa di sostanziale e fondamentale come i principi ed i valori culturali su cui si basa la nostra società.

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