Politica

Conte: “Resuscitare Renzi? Scelta inaccettabile, è harakiri. E apre una ferita con il M5S”

Il leader del M5S, Giuseppe Conte
Il leader del M5S, Giuseppe Conte (ansa)

L’ex premier contrario all’apertura al leader di Iv nel progetto di alternativa a Meloni. E ai dem dice: “Serve un chiarimento sulla politica estera”. Replica il senatore: “Noi con Kamala, tutto il campo largo lo sia”

2 minuti di lettura

"Anche io sono convinto che resuscitare Renzi, premiandolo dopo la disfatta elettorale europea e i suoi ripetuti fallimenti, sia una scelta che avrebbe un costo pesantissimo per la serietà e credibilità del progetto di alternativa a Meloni", dice all’Ansa il leader del M5S, Giuseppe Conte, commentando l'intervento sul Fatto Quotidiano di Goffredo Bettini. Che considera “giusto far cadere i veti” ma “stravagante dare le chiavi dell'allargamento del centrosinistra a Renzi. L'ex premier ha esaurito un ciclo".

La posizione di Conte è chiara. Come ha spiegato in un’intervista a Repubblica nei giorni scorsi: “Per aggregare un due-tre per cento di voti, si farebbero scappare tutti gli elettori del M5S e anche una buona parte di quelli del Pd. In tanti mi fermano per strada e mi implorano di non imbarcare Renzi. Temono la sua capacità demolitoria, si è sempre distinto per farli cadere, i governi, anziché per farli durare. Senza contare le volte che in Parlamento ha votato con la destra”.

E ora Conte ribadisce il concetto: “Sarebbe una scelta peraltro incomprensibile per gli elettori, visto che Italia viva in questa legislatura ha votato quasi sistematicamente con il centrodestra e governa con le destre in molte amministrazioni territoriali. Ma - aggiunge parlando con l’Ansa - è una scelta inaccettabile anche se vogliamo che il progetto politico progressista sia costruito nel segno, per noi imprescindibile, dell'etica pubblica e della lotta all'affarismo. Lasciare questo spazio a Renzi, incoronarlo così platealmente come credibile rappresentante di un polo moderato, è un grande harakiri".

Politica estera

L’ex premier critica quindi l’apertura al leader di Italia viva che piace ai big del Pd: "Il metodo e il merito con cui tutto ciò sta avvenendo e viene assecondato dai vertici del Pd sta aprendo una grave ferita con la mia comunità del M5S: una comunità che intende antropologicamente la politica in modo diametralmente opposto. Se poi qualcuno pensa che Renzi possa facilitare un dialogo diretto con il Partito democratico statunitense e con il governo israeliano allora dico che, a maggior ragione, occorre un forte chiarimento sulla politica estera: per noi del Movimento 5 Stelle i governi italiani non si decidono a Washington". La risposta di Renzi non si è fatta attendere. “L’attenzione di Giuseppe Conte alle questioni di politica estera è meritevole di un approfondimento serio, trasparente e rigoroso. Per la nostra idea di centrosinistra il rapporto con gli americani non è in discussione. Non facciamo scegliere i governi a Washington - aggiunge - ovviamente, e ancora più ovviamente non lasciamo che sia Mosca a decidere per noi. Quanto alla politica americana tra Trump e Harris noi non abbiamo dubbi: stiamo dalla parte dei democratici americani, di Kamala senza se e senza ma. Ci auguriamo che tutto il campolargo sia dalla parte dei progressisti contro i sovranisti".

I commenti dei lettori