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Mulè: “Salvini parla la lingua di Vannacci, così passa l’immagine di un’alleanza litigiosa”

Giorgio Mulè 

 (ansa)

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Intervista al vicepresidente forzista della Camera: “Sull’Ucraina valgono le intese in Parlamento. Su viale Mazzini mi rifiuto di pensare che sia un problema di nomi”
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ROMA — «Salvini è libero di parlare il linguaggio di Vannacci, ma sull’Ucraina contano gli accordi presi in Parlamento». Il vicepresidente della Camera e deputato di FI Giorgio Mulè chiede alla maggioranza di tornare a un clima di compattezza.

Onorevole Mulè, la nota diffusa per errore al termine del vertice tra i leader della maggioranza in cui compariva la frase, poi sparita, «contrari a ogni ipotesi di interventi militari fuori dai confini ucraini», è rivelatrice della distanza tra Lega e il resto dell’esecutivo?

«Non è una sorpresa che la Lega tiri il freno. Quello che conta però è la mozione che abbiamo approvato insieme in Parlamento che conferma gli equipaggiamenti militari fino al 2024».

Matteo Salvini però fa un passo oltre. Per il leader leghista ogni intervento dell’Ucraina fuori dal confine è da condannare. Quindi anche quello a Kursk, come recitava il primo comunicato. Su questo si è spaccata la maggioranza?

«È nella libera deliberazione dell’Ucraina difendersi e riapprop…

ROMA — «Salvini è libero di parlare il linguaggio di Vannacci, ma sull’Ucraina contano gli accordi presi in Parlamento». Il vicepresidente della Camera e deputato di FI Giorgio Mulè chiede alla maggioranza di tornare a un clima di compattezza.

Onorevole Mulè, la nota diffusa per errore al termine del vertice tra i leader della maggioranza in cui compariva la frase, poi sparita, «contrari a ogni ipotesi di interventi militari fuori dai confini ucraini», è rivelatrice della distanza tra Lega e il resto dell’esecutivo?

«Non è una sorpresa che la Lega tiri il freno. Quello che conta però è la mozione che abbiamo approvato insieme in Parlamento che conferma gli equipaggiamenti militari fino al 2024».

Matteo Salvini però fa un passo oltre. Per il leader leghista ogni intervento dell’Ucraina fuori dal confine è da condannare. Quindi anche quello a Kursk, come recitava il primo comunicato. Su questo si è spaccata la maggioranza?

«È nella libera deliberazione dell’Ucraina difendersi e riappropriarsi del suo territorio. Non sta violando le leggi internazionali, noi diciamo solo che non può farlo con le nostre armi».

C’è una Lega all’interno della maggioranza sempre più schiacciata sulle posizioni dei Patrioti e della Russia?

«Ognuno in casa sua conosce la lingua che deve parlare per rivolgersi ai suoi elettori, parla una sua lingua che è la lingua di Roberto Vannacci. Abbiamo sfumature diverse all’interno della maggioranza ma per me la sostanza è fondamentale. E la sostanza la dà la posizione del Parlamento che non permette passi indietro sul sostegno agli ucraini».

Il vicepresidente della commissione europea Josep Borrell ha chiesto di usare le armi fornite dagli alleati anche in territorio russo, l’Italia ha respinto la proposta per assecondare Salvini?

«Non è così. Secondo il mandato del Parlamento non è possibile assumere una forma offensiva rispetto alla Russia. C’è stata l’accelerazione di Borrell ma l’Italia ha ribadito che noi non siamo in guerra contro Putin».

Lei è presidente del gruppo di collaborazione Italia-Ucraina. Su cosa state lavorando?

«Andremo a Kiev e ad Odessa a ottobre. Lo sforzo deve essere per la pace, ma devono volerla in due. La Russia non può appropriarsi dei territori ucraini, se la Lega vorrà assumere una posizione diversa dovrà farlo in Parlamento, dove c’è stato già il voltafaccia di M5s».

Fumata nera anche sulla Rai durante il vertice di maggioranza?

«Mi rifiuto di pensare che sia una questione di nomi. Simona Agnes, che noi proponiamo come presidente, è una professionista. Come su altri temi bisogna ritornare alla compattezza e all’unità della coalizione, evitando di dare l’impressione di essere litigiosi».

Come sta succedendo sullo Ius scholae?

«Prima si trova una sintesi all’interno della maggioranza e poi la si propone all’esterno. Alla fine anche Salvini arriverà a più miti consigli. Conoscendo il suo pragramatismo sulle questioni legate all’infanzia sono sicuro che la Lega saprà ragionare insieme a noi». — gab.cer.

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