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Manovra, il diktat di Meloni ai suoi: “No ad emendamenti non autorizzati”

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La premier ha convocato per mercoledì l’esecutivo di Fratelli d’Italia. Sullo sfondo le preoccupazioni per l’iter della legge di Bilancio e le richieste fuori budget di Lega e Forza Italia. La linea: «Non rispondere alle provocazioni degli alleati”
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Serrare le file dei suoi, spiegare il momento delicato del governo e della legislatura, e invitare a non parlare della manovra di bilancio se non in stretto raccordo con Palazzo Chigi. In vista del lungo iter della legge di bilancio, che sta già creando non poche tensioni con gli alleati Lega e Forza Italia, Giorgia Meloni ha convocato per mercoledì l’esecutivo nazionale del partito, allargato ai gruppi di Camera e Senato. Nessun ordine del giorno, ancora, è stato inviato ai dirigenti meloniani se non un generico «analisi politica e determinazioni». Ma considerando che l’ultimo esecutivo è datato alla fine del 2022, poco dopo la formazione del governo Meloni e l’inizio della legislatura, si capisce che l’incontro è importante e non di routine insomma.

«Da tempo sentivamo l’esigenza di fare un punto tra di noi, stiamo entrando nel terzo anno di governo e comincia adesso la vera salita perché, considerando anche la situazione di bilancio, non potremo fare tutto quello che vorremmo …

Serrare le file dei suoi, spiegare il momento delicato del governo e della legislatura, e invitare a non parlare della manovra di bilancio se non in stretto raccordo con Palazzo Chigi. In vista del lungo iter della legge di bilancio, che sta già creando non poche tensioni con gli alleati Lega e Forza Italia, Giorgia Meloni ha convocato per mercoledì l’esecutivo nazionale del partito, allargato ai gruppi di Camera e Senato. Nessun ordine del giorno, ancora, è stato inviato ai dirigenti meloniani se non un generico «analisi politica e determinazioni». Ma considerando che l’ultimo esecutivo è datato alla fine del 2022, poco dopo la formazione del governo Meloni e l’inizio della legislatura, si capisce che l’incontro è importante e non di routine insomma.

«Da tempo sentivamo l’esigenza di fare un punto tra di noi, stiamo entrando nel terzo anno di governo e comincia adesso la vera salita perché, considerando anche la situazione di bilancio, non potremo fare tutto quello che vorremmo per dare risposte al Paese», dice un deputato con filo diretto verso Palazzo Chigi. L’incontro convocato da Meloni avviene non a caso all’avvio dell’iter per l’approvazione della manovra di bilancio: «Questa deve essere la priorità, l’unica», è stato detto da Palazzo Chigi ai capigruppo meloniani di Camera e Senato, Tommaso Foti e Lucio Malan. Sottolineando anche una certa irritazione per le fughe di notizie su ridimensionamento assegno unico e aumento della tassa di soggiorno, quest’ultima smentita ieri da Riccardo Zucconi, deputato FdI in commissione Attività produttive in ascesa nel partito.

Meloni chiederà quindi ai suoi di essere uniti e di non farsi distrarre da provocazioni o interventi scomposti degli alleati: e potrebbe aprire, si mormora nel partito, anche un rimpasto di deleghe nell’organigramma di FdI dando più spazio a volti come quello di Zucconi o di Manlio Messina e del senatore Andrea De Priamo. Già con una sindrome da accerchiamento in corso, iniziata fin dal suo insediamento a oner del vero, la leader di FdI chiederà comunque ai suoi la massima compattezza perché sa che dagli alleati non l’avrà: al pronti via, dopo il vertice dei leader di venerdì scorso, Matteo Salvini ha voluto evidenziare un distinguo sulla posizione Ucraina, ma è sulla manovra che si annuncia una ridda di richieste da parte del Carroccio e di Forza Italia. Se lo scorso anno Meloni poteva contare su un mite Antonio Tajani, questa volta il segretario di Forza Italia proverà a imporre l’inserimento di norme o comunque le sbandiererà ai quattro venti come ha iniziato a fare in questo agosto “militante”: dall’aumento delle pensioni agli aiuti a giovani coppie e start-up.

«Non possiamo passare noi per quelli a favore dell’austerity e loro invece che promettono l’irrealizzabile», dicono i meloniani e per questo la premier chiederà ai suoi, nell’esecutivo nazionale, di non rispondere agli alleati né annunciare norme da mettere nella manovra, se non richiesto direttamente da lei o dal suo staff di comunicazione a Palazzo Chigi guidato dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.Tre le priorità che chiederà Meloni nell’azione parlamentare c’è poi la conclusione dell’esame del disegno di legge su sicurezza e lavoro. E sul fronte politico parlerà dell’argomento rapporti con gli alleati e poi con la presidenza della commissione europea Ursula von der Leyen in vista del primo Consiglio europeo della nuova legislatura a Bruxelles.

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