✕

Caso dossieraggi, 172 vip spiati. “Informazioni riservate passate anche a soggetti istituzionali”

Ascolta l'audio

Nell’ordinanza del gip che rigetta gli arresti per Laudati e Striano, il numero delle personalità oggetto degli accessi abusivi tra politici e manager. La procura di Perugia: “Prove inquinate”
2 minuti di lettura

Il tenente della finanza Pasquale Striano effettuava centinaia di accessi abusivi ai sistemi informatici per aiutare “amici” ma anche “soggetti organici all’interno di organismi istituzionali”. Per questo l’inchiesta sul presunto spionaggio dei vip non può che andare avanti.

Il rigetto della richiesta di arresto dei due principali indagati, il tenente della Finanza Pasquale Striano e l’ex magistrato antimafia Antonio Laudati, non cambia niente per i pm di Perugia che anzi, tramite una nota firmata dal procuratore capo Raffaele Cantone, spiegano che le indagini «non si sono affatto concluse», e che «non è prevedibile la conclusione in tempi brevi» perché dagli accertamenti sono emersi «ulteriori episodi di possibili accessi abusivi».

Le intrusioni informatiche nelle banche dati in uso all’Ufficio Sos (Segnalazioni di operazioni finanziarie sospette inviate dalla Banca d’Italia) della Direzione nazionale antimafia, dove lavoravano sia Striano che Laudati e ritenute dalla procura illegal…

Il tenente della finanza Pasquale Striano effettuava centinaia di accessi abusivi ai sistemi informatici per aiutare “amici” ma anche “soggetti organici all’interno di organismi istituzionali”. Per questo l’inchiesta sul presunto spionaggio dei vip non può che andare avanti.

Il rigetto della richiesta di arresto dei due principali indagati, il tenente della Finanza Pasquale Striano e l’ex magistrato antimafia Antonio Laudati, non cambia niente per i pm di Perugia che anzi, tramite una nota firmata dal procuratore capo Raffaele Cantone, spiegano che le indagini «non si sono affatto concluse», e che «non è prevedibile la conclusione in tempi brevi» perché dagli accertamenti sono emersi «ulteriori episodi di possibili accessi abusivi».

Le intrusioni informatiche nelle banche dati in uso all’Ufficio Sos (Segnalazioni di operazioni finanziarie sospette inviate dalla Banca d’Italia) della Direzione nazionale antimafia, dove lavoravano sia Striano che Laudati e ritenute dalla procura illegali perché prive di giustificazione, sono migliaia. Ora però, dall’ordinanza della gip di Perugia che ha respinto l’istanza dei pm e che Repubblica ha potuto visionare, si apprende il numero esatto delle personalità spiate: 172. «Le indagini — scrive la giudice Elisabetta Massini — hanno consentito di accertare che Striano ha operato accessi abusivi relativi a ben 172 soggetti, politici, personaggi del mondo dello spettacolo, ministri, imprenditori calciatori».

Nell’elenco figurano, oltre al ministro Guido Crosetto dal cui esposto è partita l’inchiesta dopo che l’importo delle sue consulenze con Leonardo era finito sulla stampa, praticamente tutti i ministri dell’attuale governo, più Renzi, Conte, Cristiano Ronaldo, Massimiliano Allegri, Fedez e tanti altri. L’accusa sostiene che Striano, in autonomia ma in alcuni casi su input di Laudati che era il coordinatore dell’Ufficio Sos, abbia esfiltrato documenti contabili e finanziari confidenziali «in favore non solo di numerosi giornalisti (sono indagati tre cronisti del Domani, ndr), ma anche di privati e soggetti organici all’interno di organismi istituzionali».

La procura teme che Striano stia inquinando le prove, come dimostrerebbero «la memoria posticcia depositata dall’indagato con riferimento alla vicenda Crosetto» elaborata insieme a un giornalista, «l’incontro o comunque il contatto con alcuni coindagati», «l’invio ad alcuni giornalisti dell’invito a comparire» e «il rilascio di un’intervista alle Iene». Non solo. Secondo Cantone è concreto il rischio di reiterazione del reato «essendo Striano ancora in servizio, sia pure in un reparto non operativo e sia pure privato da tempo delle password per accadere alle banche dati». In particolare, il pericolo di recidiva è ipotizzato «alla luce delle articolate relazioni che Striano ha dimostrato di avere».

Per quanto riguarda Laudati, l’esigenza dei domiciliari era motivata dal fatto che l’ex magistrato si è avvalso della facoltà di non rispondere quando chiamato per l’interrogatorio «ma ha poi rilasciato una dichiarazione agli organi di stampa e ha inoltrato la sua versione a colleghi, ministri, soggetti che rivestono ruoli istituzionali nel governo inviando un appunto difensivo in cui riconduce falsamente l’incipit della vicenda processuale a una sua relazione, redatta il 21 novembre 2022, che Laudati scrisse in risposta a una richiesta di informazioni della procura di Roma».

Come detto, però, la gip di Perugia a metà luglio ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari, pur riconoscendo «l’indiscutibile la sussistenza di plurimi, gravi e precisi indizi di reità in ordine a tutte le fattispecie contestate». La procura ha fatto ricorso verso il provvedimento, che sarà discusso dal Tribunale del Riesame il 24 settembre.

Nel frattempo saranno trasmessi alla commissione Antimafia tutti gli atti relativi ai presunti dossieraggi. Commissione Antimafia che con la presidente Chiara Colosimo non ha intenzione di lasciare il passo. «Attendavamo gli sviluppi dell’inchiesta nel rispetto dei ruoli - ha spiegato - l’obiettivo è arrivare a una ricostruzione d’insieme e di valutare quali proposte formulare per evitare il ripetersi di analoghi gravi casi».

Leggi i commenti