Lo scontro con Conte, il fastidio per Renzi e Orlando: così Grillo resta in silenzio e molla la ‘sua’ Liguria al voto
di Matteo PucciarelliBeppe Grillo
(ansa)L'ultima volta che Beppe Grillo si è speso in prima persona, politicamente parlando, per la "sua" Genova e la Liguria, fu il 2017, alle Comunali. Da lì in poi, col disastro di una votazione online invalidata d'imperio perché l'esito finale non era quello a lui gradito, il comico e fondatore del M5S si è eclissato a livello locale, talvolta addirittura disertando il proprio seggio elettorale sulla collina di Sant'Ilario. Ecco, anche a questo giro sarà così.
Con una certa fatica il M5S ha deciso di convergere sulla candidatura di Andrea Orlando (Pd), questo nel mentre il garante vive già la sua (grande, piccola?) guerra interna con Giuseppe Conte in vista del congresso del Movimento. Da una parte Italia viva che con ogni probabilità rientrerà dalla finestra in coalizione, magari dando vita a una lista centrista senza simbolo, il trionfo del politicismo tanto denunciato dal Grillo dei bei tempi andati; dall'altra la scelta di un nome che al fondatore non è mai piaciuto.
L'ultima volta che Beppe Grillo si è speso in prima persona, politicamente parlando, per la "sua" Genova e la Liguria, fu il 2017, alle Comunali. Da lì in poi, col disastro di una votazione online invalidata d'imperio perché l'esito finale non era quello a lui gradito, il comico e fondatore del M5S si è eclissato a livello locale, talvolta addirittura disertando il proprio seggio elettorale sulla collina di Sant'Ilario. Ecco, anche a questo giro sarà così.
Con una certa fatica il M5S ha deciso di convergere sulla candidatura di Andrea Orlando (Pd), questo nel mentre il garante vive già la sua (grande, piccola?) guerra interna con Giuseppe Conte in vista del congresso del Movimento. Da una parte Italia viva che con ogni probabilità rientrerà dalla finestra in coalizione, magari dando vita a una lista centrista senza simbolo, il trionfo del politicismo tanto denunciato dal Grillo dei bei tempi andati; dall'altra la scelta di un nome che al fondatore non è mai piaciuto.
Sul proprio blog nel 2013 Grillo dedicò un corrosivo post a Orlando, per la rubrica "ministri allo sbaraglio": «Iniziò la sua carriera nel 1990 nel consiglio comunale di La Spezia con il Pci. Da allora, forte del suo diploma, si è occupato di tutto, ma mai di ambiente. Per compensare alla carenza Capitan Findus Letta l’ha nominato ministro dell’Ambiente». Nel 2014 lo definì "senza dignità", sempre sul blog: «Sedersi al tavolo con il manichino Orlando vorrebbe dire riconoscerne la dignità, ma lui l'ha persa nel momento in cui ha scelto di negoziare la giustizia con un condannato in via definitiva per truffa fiscale. Che credibilità può avere un ministro del genere?». Oppure nel 2017, ospitando le parole di Giulia Sarti: «La commissione Antimafia non diffonderà la lista degli impresentabili prima delle elezioni regionali siciliane. Un grave insabbiamento di cui è responsabile innanzi tutto il ministro Orlando».
Già nel 2020 il M5S fece l'alleanza con il Pd, candidando Ferruccio Sansa, vicino di villetta del comico. Un civico, un battitore libero, firma del Fatto quotidiano, il giornale amico. Anche allora Beppe sparì dai radar, pare anche per beghe spicciole legate alle rispettive abitazioni. Candidato alla presidenza in alternativa a centrodestra e centrosinistra ci sarebbe pure l'ex 5 Stelle e presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, lui sì vicinissimo a Grillo in passato, che corre con una lista promossa da un altro già senatore del Movimento, Mattia Crucioli, oggi confinato nella riserva contigua ai no-vax e ai filo-russi. Tutto molto triste in generale, per il comico si prospetta un'altra elezione senza la passione d'un tempo.