Maria Rosaria Boccia smentisce Sangiuliano: “Io non ho pagato mai nulla". Ma il ministro insiste e vede Meloni: “Alla premier ho ribadito la mia verità”
di Giuliano FoschiniMaria Rosaria Boccia
“Ma siamo sicuri che la nomina non ci sia mai stata? A me la voce che chiedeva di strappare la nomina sembrava femminile… La riascoltiamo insieme? E poi: in questi mesi io non ho mai pagato nulla: i viaggi li organizzava la segreteria del ministro”. Dopo giorni di silenzi, o meglio di messaggi subliminali, Maria Rosaria Boccia parla. Sono le due della notte quando la ragazza di Pompei, dopo aver trattato da Pinocchio la premier Giorgia Meloni che in tv è andata a parlare del caso che la riguarda, racconta la sua versione dalla pagina Instagram. E sono guai per il governo Meloni e per il ministro Gennaro Sangiuliano. Che nel pomeriggio è stato ricevuto per quasi due ore a Palazzo Chigi, dove da questa mattina è al lavoro la premier. Al termine del colloquio il ministro diffonde una nota che conferma la sua linea difensiva: “Sono stato a colloquio con il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per ribadire la verità delle mie affermazioni contenute nella lettera inviata questa mattina…
“Ma siamo sicuri che la nomina non ci sia mai stata? A me la voce che chiedeva di strappare la nomina sembrava femminile… La riascoltiamo insieme? E poi: in questi mesi io non ho mai pagato nulla: i viaggi li organizzava la segreteria del ministro”. Dopo giorni di silenzi, o meglio di messaggi subliminali, Maria Rosaria Boccia parla. Sono le due della notte quando la ragazza di Pompei, dopo aver trattato da Pinocchio la premier Giorgia Meloni che in tv è andata a parlare del caso che la riguarda, racconta la sua versione dalla pagina Instagram. E sono guai per il governo Meloni e per il ministro Gennaro Sangiuliano. Che nel pomeriggio è stato ricevuto per quasi due ore a Palazzo Chigi, dove da questa mattina è al lavoro la premier. Al termine del colloquio il ministro diffonde una nota che conferma la sua linea difensiva: “Sono stato a colloquio con il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per ribadire la verità delle mie affermazioni contenute nella lettera inviata questa mattina al quotidiano 'La Stampa': mai un euro del ministero, neanche per un caffè, è stato impiegato per viaggi e soggiorni della dottoressa Maria Rosaria Boccia che, rispetto all'organizzazione del G7 Cultura, non ha mai avuto accesso a documenti di natura riservata”.
Ma Boccia già in mattinata aveva risposto punto per punto alla lettera che il ministro aveva inviato alla Stampa.
“Il gabinetto ha riscontrato potenziali conflitti di interesse”, scrive Sangiuliano per giustificare la mancata nomina della Boccia. “Quando lo avrebbe riscontrati?” si chiede la donna. “Durante le vacanze estive? Il capo di gabinetto era presente da remoto alla riunione del 15 agosto perché era in ferie. Sotto l’ombrellone ha verificato i miei potenziali conflitti di interesse? E soprattutto quali sono?”. Sangiuliano scrive che, per via di questi conflitti di interesse, non ha dato seguito alla nomina. “Siamo sicuri ce non ci sia mai stata?” dice Boccia. Che fa intendere di avere una registrazione che mette spalle al muro il ministero. “A me la voce che chiedeva di strappare la nomina sembrava femminile… La riascoltiamo insieme ?”.
Boccia sostiene di aver partecipato anche a diverse riunioni operative sul G7 di Pompei, al contrario di quello che dice Sangiuliano. Prima, in risposta a Meloni che aveva sostenuto che la donna non avesse avuto accesso a informazioni riservate, ha pubblicato alcuni documenti interni. Poi ha attaccato. “Non abbiamo mai fatto riunioni operative?” si è chiesta ironicamente. “Non abbiamo fatto sopralluoghi? Non ci siamo mai scambiati informazioni?”.
Infine l’attacco più delicato. Sangiuliano ha sostenuto di non aver impegnato per lei alcun euro del ministero. Ed è su questo anche che Meloni ha fissato anche la linea di difesa del suo ministro. Linea che Boccia bombarda. “Io non ho mai pagato nulla” scrive. “Mi è sempre stato detto che il ministero rimborsava le spese dei consiglieri tant’è che tutti i viaggi sono stati organizzati dal capo segreteria del Ministro”. E ora?
Le reazioni
Le opposizioni non restano in silenzio. E vanno all’attacco. Italia viva lancia una petizione, a prima firma Ivan Scalfarotto, per chiedere le dimissioni di Gennaro Sangiuliano. "Il ministro della Cultura non solo ha mentito, non solo con il suo comportamento ha esposto Pompei, patria della cultura, al ridicolo, ma ha anche messo a rischio la sicurezza del G7. Per questo la sua presenza al governo in un ruolo così delicato non è più sostenibile. Con una firma chiediamo di restituire la cultura italiana a mani più serie, più competenti, più capaci", si legge sul sito di Iv.
Chiede chiarezza il Partito democratico: “ "La difesa d'ufficio del governo che arriva per bocca della presidente del Consiglio viene smentita in diretta sui canali social della 'consigliera del ministro mai formalizzata' che ha pubblicato foto di alcuni documenti legati al G7 Cultura che le sono stati condivisi. È la prova che quanto riportato da Sangiuliano a Meloni non corrisponde esattamente al vero e coinvolge adesso la più alta carica del governo in questa imbarazzante vicenda. Può un ministro mentire alla presidente del Consiglio per cercare di autoscagionarsi da una situazione dai contorni così poco chiari? – osserva la capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi – Anche la ricostruzione di Sangiuliano contenuta in una lettera pubblicata oggi su La Stampa viene messa in discussione dalle repliche della 'consulente mai formalizzata' che, sempre sui social, risponde punto su punto e sostiene di non aver mai pagato un euro per i suoi viaggi con Sangiuliano dal momento che venivano organizzati direttamente dalla segreteria del ministro". Una cosa però è sotto gli occhi di tutti, continua Manzi, “la dottoressa Boccia, su cui il Gabinetto del ministro avrebbe riscontrato potenziali conflitti di interessi, ha avuto accesso a informazioni sensibili e riservate sul prossimo G7 Cultura e ha partecipato in più occasioni a incontri con funzionari dello Stato in cui si è parlato di questioni economiche e strategiche e di investimenti culturali. A che titolo ha partecipato? Sangiuliano - aggiunge l'esponente dem - deve chiarire nelle sedi istituzionali. Ribadiamo la richiesta al presidente Mollicone di convocarlo in commissione con urgenza". Invoca le dimissioni di Sangiuliano anche il senatore dem Michele Fina: "Governo ridotto ad una corte bizantina dove assistiamo ad una triste commedia dei finti equivoci. Meloni oramai difende l'indifendibile: Sangiuliano si dimetta", scrive su X. Stessa richiesta arrivata dal collega di partito, il deputato Arturo Scotto: “Il ministro deve fare chiarezza in Parlamento, se mente in una lettera e dichiarazioni pubbliche, persino alla presidente del Consiglio, deve dimettersi in maniera istantanea”.
Quella di Sangiuliano-Boccia, per il segretario di Azione, Carlo Calenda, "è una vicenda tragicomica, le dimissioni gli vanno chieste per come ha fatto il ministro della Cultura. Meloni non è impreparata, ho avuto dei confronti con lei, ma la classe dirigente non riesce a gestire questo Paese. Sangiuliano è inadatto a fare il ministro, non per la vicenda della signora che porta in giro, ma perché ogni giorno lancia sbruffonate", dice a L'Aria che tira, su La 7. Matteo Renzi si dice amareggiato per la vicenda “di una sua collaboratrice, più o meno ufficiale” e sta “esponendo anche la presidente Meloni e tutto il governo. Quello che però fa male in questa storia è l'utilizzo spregiudicato di Pompei”.