Due ministri in bilico, uno in uscita: perché Meloni ha un problema rimpasto. E perché vorrebbe evitarlo
di Valeria ForgnoneTre ministri: Gennaro Sangiuliano, Raffaele Fitto e Daniela Santanchè. Tre problemi da risolvere. Il ministro della Cultura in imbarazzo sul ruolo della “consulente-fantasma” Maria Rosaria Boccia, quella del Turismo alle prese – da mesi – con diverse e pesanti grane giudiziarie (con una richiesta di rinvio a giudizio a Milano che verrà discussa in autunno) e quello agli Affari europei pronto a traslocare a Bruxelles in veste di commissario. Tre nomi che ora Giorgia Meloni potrebbe essere costretta a sostituire, soprattutto se i primi dovessero dimettersi, visto che sul terzo è praticamente certo il suo ingresso nella squadra di von der Leyen. Rimpasto possibile, dunque, con possibile passaggio dalle Camere per chiedere una nuova fiducia e dare vita a un Meloni bis. Circostanza che però la presidente del Consiglio vuole evitare a tutti i costi. Ecco chi sono i personaggi in questione e perché la premier non vuole cambiare squadra.
Il caso Sangiuliano
A fine estate scoppia il caso …
Tre ministri: Gennaro Sangiuliano, Raffaele Fitto e Daniela Santanchè. Tre problemi da risolvere. Il ministro della Cultura in imbarazzo sul ruolo della “consulente-fantasma” Maria Rosaria Boccia, quella del Turismo alle prese – da mesi – con diverse e pesanti grane giudiziarie (con una richiesta di rinvio a giudizio a Milano che verrà discussa in autunno) e quello agli Affari europei pronto a traslocare a Bruxelles in veste di commissario. Tre nomi che ora Giorgia Meloni potrebbe essere costretta a sostituire, soprattutto se i primi dovessero dimettersi, visto che sul terzo è praticamente certo il suo ingresso nella squadra di von der Leyen. Rimpasto possibile, dunque, con possibile passaggio dalle Camere per chiedere una nuova fiducia e dare vita a un Meloni bis. Circostanza che però la presidente del Consiglio vuole evitare a tutti i costi. Ecco chi sono i personaggi in questione e perché la premier non vuole cambiare squadra.
Il caso Sangiuliano
A fine estate scoppia il caso della aspirante assistente al ministero della Cultura. Lei è Maria Rosaria Boccia che sui social annuncia il suo nuovo incarico al dicastero, poco dopo smentito dallo staff del ministro. Le giornate trascorrono a suon di smentite e attacchi delle opposizioni. Sangiuliano inizialmente tace, cerca di prendere le distanze, poi travolto dalla bufera mediatica prova a chiarire soprattutto sulle presunte irregolarità nelle trasferte istituzionali con Boccia al seguito. “Mai un euro del ministero, neanche per un caffè, è stato impiegato per viaggi e soggiorni della dottoressa Boccia", dice il titolare del Collegio romano. Ma Boccia sui social posta diverse “storie” che smentiscono la versione del ministro ripetuta in tv anche dalla premier Meloni: “Io non ho pagato mai nulla – spiega la donna – Mi è sempre stato detto che il ministero rimborsava le spese dei consiglieri tant’è che tutti i viaggi sono stati organizzati dal capo segreteria del ministro”. Ora Sangiuliano cosa farà? Il 19 settembre si apre il G7 della Cultura: con o senza di lui?
Il caso Santanchè
La prima a far salire la tensione nella maggioranza è stata la ministra del Turismo. Su Daniela Santanché pendono a Milano due richieste di rinvio a giudizio: la truffa ai danni dell'Inps, legata ai fondi Covid e quella relativa a un'accusa di falso in bilancio nella gestione del gruppo Visibilia. Meloni l’ha sempre difesa ma ora sembra quasi scontato che in caso di rinvio a giudizio le verrebbe chiesto di lasciare.
Il caso Fitto
Raffaele Fitto volerà presto a Bruxelles per diventare commissario lasciando l’incarico di ministro per gli Affari europei, Politiche di coesione e il Pnrr. Meloni per evitare il rimpasto imposto dal Quirinale potrebbe provare ad assumere alcune deleghe del Pnrr.
La strategia per evitare il rimpasto
La presidente del Consiglio vuole aggirare il rimpasto per arrivare al termine del suo mandato con la stessa squadra di governo. E poi non vorrebbe alterare gli equilibri all'interno della maggioranza. La Lega infatti già punta a Cultura o Turismo, poltrone che la premier vuole invece tenere per Fratelli d’Italia. Quindi la strategia potrebbe essere “scaglionare le sostituzioni”: cambiare i tre ministri in momenti diversi ed evitare così che il Colle imponga il rimpasto che aprirebbe una nuova fase politica, con tutti i rischi che ciò comporterebbe non solo per la stabilità dell'esecutivo ma anche per l’orgoglio della premier che ambisce a raggiungere il record di governo più longevo della storia d’Italia.