✕

Caso Boccia, Meloni difende Sangiuliano ma la consulente la smentisce

(ansa)

Ascolta l'audio

La presidente del Consiglio in tv sostiene di aver sentito il ministro e di aver avuto garanzie: “Nessun documento riservato nelle mani della collaboratrice”. Ma Maria Rosaria Boccia pubblica in un post l’immagine di un atto del G7 Cultura
2 minuti di lettura

Giorgia Meloni e, più in basso, un’immagine di Pinocchio. A seguire due documenti “riservati” sul G7 di Pompei. Maria Rosaria Boccia rilancia. E, dopo aver attaccato gabinetto e collaboratori del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, punta direttamente la premier. Meloni in televisione, ospite di Paolo del Debbio su Rete 4, aveva appena parlato dell’affaire che riguarda Boccia. «Ho sentito Sangiuliano: mi ha detto che lui aveva valutato la possibilità di dare un incarico di collaborazione non retribuito a questa persona, poi ha fatto una scelta diversa. Mi ha garantito che questa persona non ha avuto accesso a nessun documento riservato e che non è stato speso nemmeno un euro di denaro pubblico e questo è quello che mi interessa. Il gossip lo lascio ad altri». Una difesa del suo ministro, quindi. Ma dopo qualche minuto Boccia ha ribaltato il tavolo. «Questa persona ha un nome, un cognome e un titolo», scrive. Per poi pubblicare i due documenti “riservati” su Pompei. Come a dire…

Giorgia Meloni e, più in basso, un’immagine di Pinocchio. A seguire due documenti “riservati” sul G7 di Pompei. Maria Rosaria Boccia rilancia. E, dopo aver attaccato gabinetto e collaboratori del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, punta direttamente la premier. Meloni in televisione, ospite di Paolo del Debbio su Rete 4, aveva appena parlato dell’affaire che riguarda Boccia. «Ho sentito Sangiuliano: mi ha detto che lui aveva valutato la possibilità di dare un incarico di collaborazione non retribuito a questa persona, poi ha fatto una scelta diversa. Mi ha garantito che questa persona non ha avuto accesso a nessun documento riservato e che non è stato speso nemmeno un euro di denaro pubblico e questo è quello che mi interessa. Il gossip lo lascio ad altri». Una difesa del suo ministro, quindi. Ma dopo qualche minuto Boccia ha ribaltato il tavolo. «Questa persona ha un nome, un cognome e un titolo», scrive. Per poi pubblicare i due documenti “riservati” su Pompei. Come a dire: uno tra Meloni e Sangiuliano ha mentito.

Benzina su un fuoco che già faceva fatica a spegnersi. Perché più passano le ore e più aumentano le domande su questa storia. Per esempio: chi ha procurato a Maria Rosaria Boccia i biglietti per la tribuna autorità del concerto dei Coldplay a Roma, il 15 luglio scorso? E ancora: il 12 luglio, quando ha festeggiato il suo compleanno a Riva Ligure, in compagnia del ministro Gennaro Sangiuliano (lì per discutere con l’amministrazione della “valorizzazione dell’area archeologica di Capo don Costa Balenae”), Maria Rosaria a spese di chi è andata? A Polignano, il giorno successivo, sicuramente è arrivata autonomamente ma con un uomo della scorta del ministro della Cultura. Ha viaggiato su un’auto blu? O autonomamente? Certo, a spese del Festival del Libro possibile – mastodontica kermesse di cultura e libri, finanziata da privati e pubblico, dove il ministro Sangiuliano è stato duramente contestato in piazza – ha soggiornato. E non lo ha fatto da imbucata. Ma perché, come ha rivelato ieri Repubblica, indicata dallo stesso Mic come una collaboratrice del ministro. Ancora: chi ha pagato i sette viaggi che dal 3 giugno al 3 agosto la Boccia ha compiuto al fianco del ministro? A carico di chi erano soggiorni e vitto? E ancora: in questi viaggi, e in particolare nelle tappe di Pompei, città da dove arriva la dottoressa Boccia, sono state condivise informazioni sensibili visto che proprio negli scavi campani Sangiuliano aveva deciso di organizzare il prossimo G7 della Cultura?

Ecco, dipenderà dalle risposte a queste domande la permanenza dell’ex direttore del Tg2 al ministero. Perché è vero, come dice Meloni: a quanto risulta a Repubblica non esiste alcuna delibera di spesa del Mic che porti il nome della dottoressa Boccia. D’altronde non poteva essere altrimenti perché appunto non esisteva nessun atto ufficiale che collocasse la (da appuntare la definizione: straordinaria) “Presidente tecnico-scientifica Intergruppo-Parlamentare La cultura della bellezza: medicina estetica, formazione, ricerca e benessere” all’interno del ministero. Diverse fonti hanno raccontato di aver visto la dottoressa Boccia muoversi con il ministro e la sua scorta nei vari spostamenti. Almeno otto tra giugno e agosto: il 3 giugno e il 23 luglio erano a Pompei, il 20 giugno a Taormina, l’11 luglio a Riva Ligure, il 14 a Polignano, il 16 a Sanremo e il 3 agosto a Milano. È vero che in molti casi lo stesso Sangiuliano era ospite delle kermesse, ma è altrettanto vero che se la Boccia è stata invitata era soltanto perché indicata dal ministero come assistente.

C’è poi il tema delle informazioni riservate: Sangiuliano ha giurato a Meloni che Boccia non ne ha mai ricevute. Tre elementi però fanno pensare il contrario: la mail istituzionale, pubblicata da Dagospia, del sovrintendente del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, che aveva tra i destinatari anche la Boccia. E i due gruppi di staff (Social e Monitoraggio ministro) di cui la Boccia faceva parte. Infine: Boccia era nota a mezzo governo. Il ministro Lollobrigida e il sottosegretario Gemmato hanno organizzato diverse manifestazioni al suo fianco.

Leggi i commenti