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Sciopero all’Espresso. I redattori: “L’editore prova a far uscire ugualmente il giornale”

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La denuncia dei giornalisti del settimanale
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La redazione è in sciopero, ma l’editore prova ugualmente a far uscire il settimanale. E’ quanto denunciano i giornalisti de L’Espresso parlando di “ un grave attacco al diritto di sciopero sancito dalla Costituzione, che configura i profili di un’azione antisindacale. Il tentativo è ancora più grave in quanto espressione di una concezione delle relazioni sindacali del tutto estranea alla storia e alle tradizioni de L’Espresso, testata che si è sempre battuta per il rispetto dei diritti dei lavoratori e per la democrazia nei luoghi di lavoro”. Ancora la nota della redazione spiega che “l’assemblea dei redattori de L’Espresso continua la sua battaglia per un giornalismo libero e democratico, per relazioni sindacali improntate al rispetto reciproco e difenderà in ogni forma possibile i diritti dei giornalisti e di un giornalismo indipendente, sempre più sotto attacco da parte dei centri di potere economico e politico”.

La segnalazione della redazione arriva dopo la nota congiunta del c…

La redazione è in sciopero, ma l’editore prova ugualmente a far uscire il settimanale. E’ quanto denunciano i giornalisti de L’Espresso parlando di “ un grave attacco al diritto di sciopero sancito dalla Costituzione, che configura i profili di un’azione antisindacale. Il tentativo è ancora più grave in quanto espressione di una concezione delle relazioni sindacali del tutto estranea alla storia e alle tradizioni de L’Espresso, testata che si è sempre battuta per il rispetto dei diritti dei lavoratori e per la democrazia nei luoghi di lavoro”. Ancora la nota della redazione spiega che “l’assemblea dei redattori de L’Espresso continua la sua battaglia per un giornalismo libero e democratico, per relazioni sindacali improntate al rispetto reciproco e difenderà in ogni forma possibile i diritti dei giornalisti e di un giornalismo indipendente, sempre più sotto attacco da parte dei centri di potere economico e politico”.

La segnalazione della redazione arriva dopo la nota congiunta del cda e del direttore dell’Espresso Emilio Carelli (nota pubblicata lunedì 2 settembre) in cui, dopo aver rivendicato i risultati positivi recenti, è scritto “appare del tutto incomprensibile e immotivata la proclamazione di una giornata di sciopero e molto grave nonché contraria alla natura stessa dello sciopero, la dichiarazione di voler impedire l’uscita del prossimo numero del giornale. Tale fatto prorompente ha una qualificazione pregiudizievole e di danno nonché di edulcorazione di tutti gli sforzi fatti in queste settimane con apprezzabili risultati ed un significativo aumento delle vendite. A questo proposito, al fine proprio di salvaguardare tutti gli sforzi messi in campo dell’Editore, il CdA ritiene di dover garantire la regolare uscita del giornale, ed ha quindi deciso di spostare la chiusura di questo numero a mercoledì sera, consentendo così nella giornata di mercoledì di completare le operazioni di titolazione e impaginazione, nel rispetto del diritto allo sciopero, seppur non condivisibile nelle motivazioni e negli obiettivi".

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