Sangiuliano in lacrime: “Con Boccia una relazione sentimentale. Meloni ha respinto le mie dimissioni, non sono ricattabile. Chiedo scusa a mia moglie”
di Lorenzo De CiccoQuindi sì, era l’amante. Alle otto di sera, con la faccia contrita, la barba incolta, un graffio in fronte, balbettando e coi lucciconi, Gennaro Sangiuliano ammette quello che i più avevano intuito dall’inizio della storia, o almeno sospettato: con Maria Rosaria Boccia non c’era solo una «identità di vedute», versione iniziale, ma un flirt. «Una relazione sentimentale, di tipo personale», ammette il ministro della Cultura intervistato all’ora di cena dal direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci.
L’apparizione registrata sul primo canale Rai, col placet di Palazzo Chigi, un minuto e mezzo in apertura e altri 15 minuti filati in prima serata, un battage che forse il servizio pubblico ha imbastito solo per il Papa, serve a Sangiuliano - e …
Quindi sì, era l’amante. Alle otto di sera, con la faccia contrita, la barba incolta, un graffio in fronte, balbettando e coi lucciconi, Gennaro Sangiuliano ammette quello che i più avevano intuito dall’inizio della storia, o almeno sospettato: con Maria Rosaria Boccia non c’era solo una «identità di vedute», versione iniziale, ma un flirt. «Una relazione sentimentale, di tipo personale», ammette il ministro della Cultura intervistato all’ora di cena dal direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci.
L’apparizione registrata sul primo canale Rai, col placet di Palazzo Chigi, un minuto e mezzo in apertura e altri 15 minuti filati in prima serata, un battage che forse il servizio pubblico ha imbastito solo per il Papa, serve a Sangiuliano - e dunque al governo - per fornire l’ennesima versione sul caso della consulente fantasma che l’ha accompagnato in giro per lo Stivale, accedendo a documenti sul G7, pronta a carpire filmati col suo già leggendario occhiale-telecamera. L’opposizione naturalmente protesta per lo «spazio abnorme» in Rai e dal Pd a Iv ai 5S parla di «soap opera», reclamando un intervento della Vigilanza per «l’uso privato della tv pubblica». Tranne Conte, tutti chiedono le dimissioni: «Sembra Beautiful - il biasimo di Elly Schlein - questa classe dirigente è inadeguata».
Sangiuliano al Tg1: "Avevo una relazione sentimentale con Boccia. Non sono ricattabile"
L’intervista al Tg1 è il rilancio disperato per salvare il posto. Si punta sul patetico, fino alle lacrime. Sangiuliano racconta di avere detto a Giorgia Meloni, che l’ha ricevuto inviperita l’altro ieri, di essere «disponibile alle dimissioni». E la premier «le ha rifiutate», per ora. A domanda, però, non dice se ha ancora in testa il passo indietro. Intanto sbandiera i bonifici per i viaggi dell’assistente: tutto, dice, «pagato con la mia carta». Prova a mostrarsi persino orgoglioso quando giura di «non essere ricattabile», perché «non è stato speso un euro dello Stato». Ma questa è un’altra bugia, perché alcuni festival che hanno ospitato l’amante erano foraggiati da contributi pubblici. L’ex collaboratrice attende incollata alla televisione col cellulare in mano, pronta a sfornare nuove stories su Instagram. Già nella notte tra martedì e mercoledì, intorno alle 2, aveva scodellato ai suoi 60mila follower (ne guadagna oltre 10mila al giorno) un audio registrato in cui un funzionario del Mic ammette che un decreto di nomina per il suo incarico di «consigliere per i Grandi eventi» c’era, poi esibisce una mail che lo conferma, un’altra mail ancora in cui le girano i biglietti del treno per una missione dalla segreteria del ministro. E racconta pure di un’ultima telefonata con Sangiuliano, solo l’altro ieri. «L’ho chiamata per dirle di essere corretta nelle informazioni», la versione di lui.
Caso Boccia, Sangiuliano si commuove e si scusa con la moglie e con Meloni
Con la voce che s’incrina, Sangiuliano racconta di avere conosciuto Boccia durante la campagna delle Europee, che lì sarebbe nata «un’amicizia» e che avrebbe apprezzato le doti organizzative dell’ex negoziante di vestiti, tanto da volerle assegnare il ruolo di consigliera. Amicizia divenuta flirt, fino «ai primi di agosto». Un contratto c’è stato ma, è la tesi del ministro, non è mai stato spedito «all’ufficio di bilancio», dunque non sarebbe valido. Sostiene di essere stato lui a stoppare la nomina, anche se ammette di avere «continuato a portarla avanti» anche quando la relazione era iniziata. Solo dopo ha chiesto al capo di gabinetto di valutare i conflitti d’interesse e di bloccarla. Sangiuliano racconta poi che pure la moglie gli ha chiesto di «interrompere ogni rapporto, anche lavorativo» con l’influencer. E conferma che potrebbe essere della consorte la «voce di donna» che Boccia racconta di avere registrato, in cui le veniva chiesto di stracciare la lettera d’incarico. I documenti del G7? «Programmi con gli orari», minimizza. I vertici di Boccia col suo consigliere diplomatico? «Parlavano del menù». Teme altre rivelazioni però, il ministro, e quasi adombra il ricatto: «Potrebbero uscire chat personali, ma sarebbe un reato». Confessa un’altra ingenuità: «A un certo punto ho avuto il sospetto che Boccia registrasse». Allude a una cospirazione: «Non sono mai stato complottista, ma alcuni dettagli mi spingono a riflettere». Afferma di non temere un’inchiesta, anche se c’è già l’esposto dei Verdi: «Sul piano morale sono censurabile, ma non vedo profili giuridici». Poi il gran finale, altro inedito: in lacrime, il ministro chiede «scusa» alla moglie, la persona «più importante della mia vita, a cui non intendevo rinunciare». E a Meloni «per l’imbarazzo». Racconta che la premier, martedì, gli ha quasi ordinato: «Dì la verità».
E Boccia, perché avrebbe reagito così? Per «delusione sentimentale», ipotizza il ministro, o più probabile «per la mancata nomina». L’influencer intanto manda segnali, in diretta: «Un bugiardo recidivo in Parlamento non sarebbe gradito!», appunta su Ig. «Non sono ricattabile». E posta i pop corn.