Fact checking - Il “bavaglio” di Costa / Tutto segreto fino al processo. Chi pubblica rischia pene pecuniarie e l’arresto
di Liana MilellaPerché la norma di Enrico Costa è stata battezzata da tutta la stampa italiana come un “bavaglio” ? Che cosa comporta? Quali rischi possono correre i colleghi che decidono comunque di pubblicare una frase dell’ordinanza di custodia cautelare divenuta ormai un atto segreto? Cerchiamo di addentrarci in questo ginepraio.
Cos’è l’ordinanza di custodia cautelare?
È il fascicolo sottoscritto dal giudice per le indagini preliminari (il gip) su richiesta e atti esibiti dal pubblico ministero (il pm) in cui vengono documentati, come se si trattasse di un libro, i fatti (un omicidio, un furto, una violenza su donne e bambini, una corruzione, un attentato, un’associazione mafiosa) che si presentano come un…
Perché la norma di Enrico Costa è stata battezzata da tutta la stampa italiana come un “bavaglio” ? Che cosa comporta? Quali rischi possono correre i colleghi che decidono comunque di pubblicare una frase dell’ordinanza di custodia cautelare divenuta ormai un atto segreto? Cerchiamo di addentrarci in questo ginepraio.
Cos’è l’ordinanza di custodia cautelare?
È il fascicolo sottoscritto dal giudice per le indagini preliminari (il gip) su richiesta e atti esibiti dal pubblico ministero (il pm) in cui vengono documentati, come se si trattasse di un libro, i fatti (un omicidio, un furto, una violenza su donne e bambini, una corruzione, un attentato, un’associazione mafiosa) che si presentano come un reato. Il pm e la polizia giudiziaria hanno indagato e hanno raccolto le prove, hanno intercettato dei telefoni, e adesso sono pronti ad arrestare i possibili responsabili. Nell’ordinanza c’è tutta la storia dell’inchiesta.
Perché Enrico Costa vuole l’ordinanza segreta?
In base al principio, riconosciuto in Europa dalla convenzione del 2016 sulla “presunzione d’innocenza”, il responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa, deputato ormai dal 2006, ritiene che “nessuno possa essere descritto come colpevole fino alla sentenza definitiva”. Sostiene inoltre che nelle ordinanze ci sono anche verbali e intercettazioni che di per sé ledono la privacy di “persone innocenti” e che vengono “sputtanate” con la pubblicazione.
Cosa prevede il bavaglio di Costa?
Innanzitutto il “bavaglio” di Costa adesso è divenuto il “bavaglio” di tutto il governo, nonché di Azione e di Italia viva che a dicembre del 2023 hanno votato a favore. Prevede che non si possa pubblicare l’ordinanza di custodia fino al processo. È possibile solo riassumerne il contenuto.
Ma che succederà quando una persona sarà arrestata? Come si fa a raccontare perché ciò è avvenuto? E quali sono le prove utilizzate?
Il “bavaglio” sta proprio qui. Avviene un arresto, esiste un atto giudiziario, l’ordinanza di custodia cautelare che contiene i fatti accaduti, le indagini avvenute, le persone interrogate, le intercettazioni fatte, ma tutto questo materiale si potrà solo riassumere. Non si potrà citare una sola riga testualmente. Per Costa questo è “garantismo” e “non sputtanamento”. Per i giornalisti, ma anche per i cittadini italiani che chiedono di essere informati, è “solo un bavaglio”.
Nella maggioranza c’è qualcuno che considera un danno questa censura?
Sì, anche nel governo si possono registrare voci di dissenso e di preoccupazione per una segretazione, anche se a tempo, che rischia di provocare solo cattiva informazione, laddove proprio l’arrestato e l’imputato hanno bisogno non solo di conoscere, ma anche di “far” conoscere lo stato degli atti.
Che cosa potrà fare d’ora in poi il giornalista?
Potrà rendere pubblico solo un riassunto dell’ordinanza, con il rischio di errori, perché basta cambiare una parola in un verbale di interrogatorio per modificarne anche il senso.
Che cosa rischia il giornalista che pubblica lo stesso il testo dell’ordinanza?
A oggi il reato in cui incorre è il 684 del codice penale, che punisce la “pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale”. Arresto fino a trenta giorni e multa da 51 a 258 euro. Un reato che già in passato, e adesso al Senato nell’ambito della legge Balboni sulla diffamazione, può essere modificato, eliminando l’arresto, ma alzando di molto il tetto della pena pecuniaria. Proprio come ci si propone di fare contro chi non pubblica una rettifica.
Ci sono aspetti contraddittori nel bavaglio Costa-Nordio?
Certo che ci sono. Principalmente uno. Nella legge Nordio sull’abuso d’ufficio, operativa dal 25 agosto, il Guardasigilli ha imposto l’interrogatorio preventivo del potenziale arrestato. In quella sede - come fa notare a Repubblica più di una toga - c’è una piena discovery degli atti, a partire proprio dalla richiesta del pm. Atti che ovviamente, una volta mostrati all’arrestando nel corso dell’interrogatorio, potranno anche essere pubblicati. A meno che non si metta il “bavaglio” anche all’avvocato di chi rischia di andare in galera impedendogli di rendere pubblici gli atti in difesa del suo stesso cliente.