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Andava a prenderla a casa: ecco tutti i viaggi sulle auto di Stato che inguaiano il ministro

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Dal concerto del Volo allo show dei Coldplay. Tragitti lunghi tracciati dai documenti ufficiali di scorta. Non è ancora chiara la questione dei rimborsi e restano dubbi sull’accesso di Boccia a documenti riservati relativi al prossimo G7
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Ci sono un registro e una scatola nera che possono inguaiare definitivamente il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Sono i percorsi di viaggio della sua auto di scorta sulla quale, a quanto risulta a Repubblica, ha viaggiato molto spesso Maria Rosaria Boccia. Non erano viaggi istituzionali. Non erano piccoli tragitti: Sangiuliano andava a prendere Boccia da casa, a Roma e a Pompei, per portarla in giro con sé per l’Italia. Sono stati in Puglia, in Liguria, in Sicilia. Sono andati a vedere il concerto dei Coldplay a Roma e quello del Volo. È tutto nei documenti ufficiali di scorta dove dovrebbero essere indicati i tragitti e anche i passeggeri: che esigenza c’era, per esempio, di allungare i tragitti fino a Pompei in viaggi diversi rispetto a quelli nella città napoletana?

I viaggi

È una delle risposte che dovrà dare la procura di Roma dove ieri ha depositato un esposto il deputato di Avs, Angelo Bonelli, lo stesso che con una sua denuncia aveva dato il via all’indagine…

Ci sono un registro e una scatola nera che possono inguaiare definitivamente il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Sono i percorsi di viaggio della sua auto di scorta sulla quale, a quanto risulta a Repubblica, ha viaggiato molto spesso Maria Rosaria Boccia. Non erano viaggi istituzionali. Non erano piccoli tragitti: Sangiuliano andava a prendere Boccia da casa, a Roma e a Pompei, per portarla in giro con sé per l’Italia. Sono stati in Puglia, in Liguria, in Sicilia. Sono andati a vedere il concerto dei Coldplay a Roma e quello del Volo. È tutto nei documenti ufficiali di scorta dove dovrebbero essere indicati i tragitti e anche i passeggeri: che esigenza c’era, per esempio, di allungare i tragitti fino a Pompei in viaggi diversi rispetto a quelli nella città napoletana?

I viaggi

È una delle risposte che dovrà dare la procura di Roma dove ieri ha depositato un esposto il deputato di Avs, Angelo Bonelli, lo stesso che con una sua denuncia aveva dato il via all’indagine sul sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, oggi a processo. «Complessivamente tra il mese di giugno e agosto — scrive Bonelli — sarebbero almeno 8 le trasferte del Ministro della Cultura alle quali avrebbe preso parte la signora Boccia». Durante l’intervista al direttore del Tg1, Sangiuliano ha giurato — con tanto di copia dell’estratto conto bancario — di aver pagato con la sua carta di credito personale i biglietti aerei utilizzati da Boccia. Ci sono due problemi.

Il primo: al ministero della Cultura, infatti, funziona diversamente che in altri dicasteri come Esteri o Interno, la prassi vuole che le spese per ragione d’ufficio vengano coperte con soldi propri e successivamente rimborsate attraverso la Direzione generale Bilancio. Quindi, anziché l’estratto conto, Sangiuliano dovrebbe mostrare tutti i mandati di pagamento a lui intestati e fin qui autorizzati. In più, il Gabinetto del ministro ha un fondo di dotazione destinato genericamente alle attività del titolare della funzione, che sfugge a qualsiasi controllo.

Secondo: a Polignano, dove Sangiuliano racconta di aver pagato il biglietto per Boccia (il suo è stato a spese del festival), ricordano che il ministro è arrivato in due momenti diversi dalla sua (non) assistente. Prima lui. E poi lei con la scorta.

Il vitto e l’alloggio

A Polignano, come altrove, il Festival si è fatto carico dell’intero costo di vitto e alloggio per Boccia e Sangiuliano. Lo stesso è accaduto nei pranzi e nelle cene per esempio in Campania, a cui hanno partecipato i membri della segreteria. O in Sicilia: per esempio il pranzo pagato al ristorante Anciovi di Taormina. Chi ha pagato? «Pare evidente — scrive Bonelli — che l’ospitalità concessa al Ministro e alla dottoressa Boccia sia avvenuta in virtù del fatto sia stata presentata come membro dello staff del ministro e che questa ospitalità non avrebbe potuto essere concessa in qualità del “rapporto privato” tra i due perché ci troveremmo di fronte ad una chiara forma di distrazione di fondi».

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I documenti riservati

Delicato è anche il capitolo sicurezza. Sangiuliano ha detto: «Mai nessun documento riservato è andato in possesso della dottoressa Boccia». In realtà mai alcun documento “classificato”, cioè segreto, è stato a disposizione del ministro. Ma al contrario — risulta a Repubblica — sono stati inviati a Boccia documenti delicati: per esempio il percorso che i ministri del G7 avrebbero dovuto compiere all’interno del parco archeologico. Un’informazione, evidentemente, delicata sul piano della sicurezza. Queste informazioni, inoltre, non sono state soltanto inviate dal direttore del parco archeologico ma anche dalla segreteria del ministro.

Le registrazioni

Infine le registrazioni. Sono tante. E tante sono le informazioni che Boccia ha, avendo viaggiato a fianco del ministro per settimane: ha ascoltato telefonate, letto messaggi. Raccolto sfoghi. C’è di più: sullo sfondo di questa storia ha lasciato intravedere la non linearità di una nomina fatta da Sangiuliano, per aiutare dirigenti del suo partito. Lo sa la dottoressa Boccia e lo sanno alti papaveri del ministero. Quello stesso ministero in cui l’affaire Boccia-Sangiuliano era più che un pettegolezzo. Soprattutto dopo che alcuni settimanali erano entrati in possesso di alcune fotografie. Qualcuno ha avvisato il ministro che ha lanciato l’allarme rosso. La carriera della dottoressa Boccia al ministero è cominciata a finire proprio in quei giorni.

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