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Stipendi, medici, congedi. Una contromanovra per saldare l’opposizione è il primo atto unitario

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Il Pd promuoverà una mozione con 5S, Avs e centristi, da presentare a Palazzo Chigi. Proposte concrete sulla legge di bilancio per crescita e competitività
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CERNOBBIO — Bene le intese sui territori, da cui è già partita la riscossa in regioni e comuni. Benissimo le lotte da fare insieme in Parlamento, per dare una prova di compattezza delle opposizioni. Ancora meglio la larghissima alleanza, che passa anche per piazze e banchetti, contro le sciagurata riforma dell’Autonomia differenziata, da cancellare mediante referendum. Ma ora, per Schlein la tessitrice, colei che si è messa in testa, con la caparbietà tipica delle donne, di unificare il centrosinistra per provare a battere le destre quando sarà — nel 2027 o pure prima, visti gli scandali e le fibrillazioni interne alla maggioranza — è arrivato il momento di gettare le fondamenta della casa comune, puntare davvero all’alternativa di governo.

I temi concreti, dalla sanità al salario minimo, saranno impilati come mattoni in un unico documento congiunto delle opposizioni, da contrapporre alla manovra dell’esecutivo: la base, in prospettiva, su cui assemblare il programma in cinque …

CERNOBBIO — Bene le intese sui territori, da cui è già partita la riscossa in regioni e comuni. Benissimo le lotte da fare insieme in Parlamento, per dare una prova di compattezza delle opposizioni. Ancora meglio la larghissima alleanza, che passa anche per piazze e banchetti, contro le sciagurata riforma dell’Autonomia differenziata, da cancellare mediante referendum. Ma ora, per Schlein la tessitrice, colei che si è messa in testa, con la caparbietà tipica delle donne, di unificare il centrosinistra per provare a battere le destre quando sarà — nel 2027 o pure prima, visti gli scandali e le fibrillazioni interne alla maggioranza — è arrivato il momento di gettare le fondamenta della casa comune, puntare davvero all’alternativa di governo.

I temi concreti, dalla sanità al salario minimo, saranno impilati come mattoni in un unico documento congiunto delle opposizioni, da contrapporre alla manovra dell’esecutivo: la base, in prospettiva, su cui assemblare il programma in cinque punti, declinato ieri a Reggio Emilia.

La prima tappa di una strategia capace di svelare chi fra i possibili partner intende fare sul serio e chi invece no. Per evitare che a prevalere, in un frangente cruciale per la legislatura, siano le polemiche, i battibecchi continui e talvolta pretestuosi fra le singole forze progressiste, alcune delle quali pare facciano a gara per azzannarsi — l’ultima è sul nucleare, il verde Bonelli contro l’azionista Calenda, al netto del veto di Conte su Renzi — producendo un effetto logoramento letale per la nascente coalizione. Pd, M5S, Avs e centristi: tutti ingaggiati dalla leader bolognese nella sfida per il futuro del Paese che non può più nutrirsi solo di promesse, né fermarsi alle chiacchiere. Deve far parlare i fatti.

Il campo dell’alternativa, secondo la segretaria dem che ormai salta da una protesta in fabbrica alla platea del Forum Ambrosetti con navigata disinvoltura, è arato da tempo. In vaste zone persino seminato. Adesso occorre costruire una proposta condivisa che renda plasticamente l’idea di un fronte coeso e soprattutto «credibile», in grado di combattere e vincere la buona battaglia: «Chiudere la stagione del governo più a destra della storia repubblicana». D’altronde, sono convinti in tanti, se è riuscita a pacificare le correnti del Pd perché non potrebbe fare lo stesso con le tribù del centrosinistra?

È l’obiettivo di Schlein, che ha perciò deciso di accelerare. Alla vigilia della sessione di bilancio — una legge che, prevede, «sarà senz’anima e senza respiro» — occorre mettere nero su bianco i contenuti che uniscono le opposizioni ed espungere ciò che divide. E laddove non fosse possibile, trovare un compromesso, sempre però al rialzo, su cui far convergere l’intero schieramento.

È con questo «approccio pragmatico» fondato sulla «concretezza» che sarà scritta la mozione comune della minoranza in grado di ricalcare la manovra governativa con altrettante controproposte, frutto di un paziente lavoro di ricucitura e ricomposizione. Nella quale scolpire le priorità del polo progressista. Una sorta di agenda dell’esecutivo che verrà. Da offrire anche a Palazzo Chigi, in forma di collaborazione istituzionale, per deviarne le linee programmatiche.

Si parte allora dalla sanità, che è uno degli elementi più unificanti. L’idea potrebbe essere quella di chiedere la rinuncia alla conferma del taglio Irpef, che porta solo briciole nelle tasche dei contribuenti, per impiegare i 4 miliardi di risparmio nell’assunzione di medici e infermieri per tagliare le liste d’attesa e aumentare la qualità delle cure. Per quanto riguarda i salari, che «in Italia dal 1990 non solo non sono aumentati ma sono addirittura diminuiti, unico caso in Europa», bisogna invece rinnovare i contratti collettivi scaduti da anni e introdurre il salario minimo a 9 euro l’ora che, in altri Paesi, ha avuto l’effetto di spostare verso l’alto tutte le retribuzioni. Ancora, per spingere il lavoro, soprattutto femminile, è necessario attivare il congedo paritario di 5 mesi per uomini e donne, come accade già fuori dai nostri confini nazionali.

Senza dimenticare un capitolo, crescita economica e competitività, che la Schlein degli esordi pareva aver trascurato e ora entra di diritto tra i must have delle opposizioni. Poiché l’1% di crescita registrato quest’anno è dovuto ai massicci investimenti del Pnrr, per la segretaria del Pd occorre iniziare a pensare a cosa accadrà dopo il 2026, quando il piano verrà a compimento. Impostare i progetti per accompagnare le imprese nella transizione ecologica e digitale. Le idee sono tante, ora tocca discuterle con gli alleati. Con una sola avvertenza però: basta liti e rinvii. Il tempo della costruzione di una maggioranza alternativa, avverte Schlein, è adesso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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