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Il Csm sospende la consigliera laica Natoli, indicata da Ignazio La Russa

Rosanna Natoli, il consigliere del Plenum del Csm

 

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Ha incontrato in uno studio di Paternò la magistrata Maria Fascetto Sivillo, sotto procedimento disciplinare. Per il vicepresidente Pinelli sarebbe reato di rivelazione di segreto d’ufficio
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Cinque pagine di memoria difensiva, un po’ lette, un po’ recitate con tono a tratti aggressivo nei confronti dei colleghi che da lì a poco si sarebbero espressi per la sua sospensione dal Consiglio superiore della magistratura. Con 22 voti a favore, uno in più del necessario quorum dei due terzi, sei voti contrari (i membri laici di centrodestra e il consigliere indipendente Andrea Mirenda), e due schede bianche, il plenum ha infatti votato per la sospensione di Rosanna Natoli.

Ha provato a difendersi contrattaccando, la consigliera laica votata dal Parlamento in quota Fratelli d’Italia su indicazione del presidente del Senato Ignazio La Russa. Lo ha fatto prendendo la parola subito dopo l’intervento del vicepresidente Fabio Pinelli, che ha chiesto di votare a scrutinio segreto per la sospensione dell’avvocata.

Natoli, nel luglio scorso, si è dimessa dalla commissione disciplinare dopo lo scandalo che l’ha coinvolta avendo incontrato in uno studio di Paternò la magistrata Maria Fascet…

Cinque pagine di memoria difensiva, un po’ lette, un po’ recitate con tono a tratti aggressivo nei confronti dei colleghi che da lì a poco si sarebbero espressi per la sua sospensione dal Consiglio superiore della magistratura. Con 22 voti a favore, uno in più del necessario quorum dei due terzi, sei voti contrari (i membri laici di centrodestra e il consigliere indipendente Andrea Mirenda), e due schede bianche, il plenum ha infatti votato per la sospensione di Rosanna Natoli.

Ha provato a difendersi contrattaccando, la consigliera laica votata dal Parlamento in quota Fratelli d’Italia su indicazione del presidente del Senato Ignazio La Russa. Lo ha fatto prendendo la parola subito dopo l’intervento del vicepresidente Fabio Pinelli, che ha chiesto di votare a scrutinio segreto per la sospensione dell’avvocata.

Natoli, nel luglio scorso, si è dimessa dalla commissione disciplinare dopo lo scandalo che l’ha coinvolta avendo incontrato in uno studio di Paternò la magistrata Maria Fascetto Sivillo, sotto procedimento disciplinare. Quest’ultima ha registrato il colloquio e ha consegnato la chiavetta usb contenente l’audio al Csm e alla Procura di Roma. L’avvocata, durante questo incontro, ha fornito suggerimenti sulla strategia difensiva, rivelandole gli «umori» della camera di consiglio e affermando di essersi interessata al suo caso perché «amica degli amici».

Dunque Pinelli ha sottolineato che la condotta appare riconducibile al «reato di rivelazione di segreto d’ufficio», per la «violazione dei doveri di imparzialità e terzietà».

Prima di tutto Natoli, ieri mattina di fronte ai colleghi, si è scagliata contro la Procura di Roma «che non è competente perché l’incontro tra me e Sivillo Fascetto è avvenuto a Paternò», in Sicilia. Poi ha contestato anche il mancato rispetto dei termini e la mancanza dell’istruzione probatoria. Ha auspicato l’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello del Pg di Cassazione Luigi Salvato. Poi ancora la Procura di Roma, secondo Natoli, «ha minato l’autonomia e l’indipendenza del Csm» perché «le indagini non sono state completate».

Ne ha per tutti. Sostiene anche che contro di lei ci sia stata «una campagna di fango» messa in atto da una parte della stampa che mi ha definita «amica di un uomo: il presidente del Senato Ignazio La Russa è amico di più di mille persone a Paternò» e «io in quel paese ci sono solo nata perché c’è l’ospedale ma abito da un’altra parte».

È un fiume in piena, sa che la strada è segnata. «Farò la nonna», dice mentre continua a sostenere l’inconsistenza delle accuse penali nei suoi confronti: «La violazione del segreto della camera di consiglio non esiste, non devo essere io a spiegarvelo. E all’abuso d’ufficio, nel momento in cui sono stata iscritta, mancava solo la firma del presidente della Repubblica per essere abrogato».

Per i consiglieri di AreaDg «il Consiglio, sospendendo la consigliera Natoli, ha ristabilito le condizioni per operare con serenità e credibilità». Ad avviso del consigliere indipendente Roberto Fontana, il caso Natoli evidenzia un «buco» nella disciplina della sospensione e della decadenza dei consiglieri del Csm che favorisce i laici rispetto ai togati. «Se di questa vicenda fosse stato protagonista un consigliere magistrato, a prescindere dalla rilevanza penale della condotta in questione, la Procura generale della Cassazione — rileva Fontana — avrebbe aperto un procedimento disciplinare che pressoché certamente sarebbe sfociato in una sanzione superiore all’ammonimento con conseguente decadenza di diritto dal Consiglio». Natoli invece non si dimette e il suo posto resterà congelato.

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