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Rai, lo stop dell’opposizione: “Prima le regole, poi le nomine”

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Dal Pd a Iv frenata sui nuovi consiglieri: “Serve la riforma chiesta dalla Ue”
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Ha già prodotto un effetto, lo stallo in maggioranza sui vertici Rai: rinsaldare il fronte delle opposizioni. Dopo essersi viste respingere la richiesta di varare la riforma dell’emittenza pubblica prima di procedere con il rinnovo del Cda scaduto a maggio, i gruppi del centrosinistra in Vigilanza sono ripartiti all’attacco, spedendo un messaggio chiaro al centrodestra. Poiché per eleggere il presidente serve il quorum dei due terzi, ovvero 28 voti, e i partiti di governo ne hanno 25, senza la minoranza qualsiasi nome — in questo caso la forzista Simona Agnes — verrebbe impallinato.

Una posizione in grado di fugare ogni dubbio sull’aiutino chiesto al M5S per chiudere la partita. Messa nero su bianco nel corso del vertice organizzato al termine dell’ufficio di presidenza: «Le opposizioni sono indisponibili a rinnovare il Cda Rai in assenza della riforma della governance», ribadiscono i capigruppo in commissione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Maria Elena Boschi (Iv), Ang…

Ha già prodotto un effetto, lo stallo in maggioranza sui vertici Rai: rinsaldare il fronte delle opposizioni. Dopo essersi viste respingere la richiesta di varare la riforma dell’emittenza pubblica prima di procedere con il rinnovo del Cda scaduto a maggio, i gruppi del centrosinistra in Vigilanza sono ripartiti all’attacco, spedendo un messaggio chiaro al centrodestra. Poiché per eleggere il presidente serve il quorum dei due terzi, ovvero 28 voti, e i partiti di governo ne hanno 25, senza la minoranza qualsiasi nome — in questo caso la forzista Simona Agnes — verrebbe impallinato.

Una posizione in grado di fugare ogni dubbio sull’aiutino chiesto al M5S per chiudere la partita. Messa nero su bianco nel corso del vertice organizzato al termine dell’ufficio di presidenza: «Le opposizioni sono indisponibili a rinnovare il Cda Rai in assenza della riforma della governance», ribadiscono i capigruppo in commissione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Maria Elena Boschi (Iv), Angelo Bonelli (Avs), Giuseppe De Cristofaro (Avs), Maria Stella Gelmini (Azione). «Come abbiamo già dichiarato il 6 agosto — sottolineano — invitiamo la maggioranza a lavorare subito alla riforma, recependo le nuove disposizioni europee per la libertà dei media».

Soddisfatta la segretaria dem, Elly Schlein: “Le opposizioni insieme si sono dette indisponibili a ulteriori lottizzazioni del cda della Rai prima di procedere ad una riforma che è necessaria”. Un muro invalicabile che costringe la maggioranza a rinviare l’elezione dei 4 consiglieri di amministrazione di indicazione parlamentare che prima della pausa estiva era stata fissata per il 12 settembre. Non ci sono le condizioni: né l’accordo nel centrodestra sugli assetti interni a Viale Mazzini, né la disponibilità della minoranza a collaborare. Impasse che ora potrebbe spingere i titolari del dossier a ritirare la candidatura di Agnes per orientarsi su quel «nome di garanzia» invocato da Giuseppe Conte. Identikit che per qualcuno potrebbe corrispondere a quello dell’attuale ad Roberto Sergio.

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