Caso Sangiuliano, Makkox: “È la doppia morale della destra, posano davanti al presepe e poi hanno l’amante”
di Concetto VecchioMakkox, qual è l’immagine che resterà di Gennaro Sangiuliano?
“Non riesco a togliermi dalla mente la foto che lo mostra in posa davanti al presepe nell’ultimo Natale, nell’atto di celebrare la grande tradizione italiana”.
Perché proprio quella?
“Perché la raffronto con quella di questa estate: Sangiuliano alle prese con l’altra tradizione del maschio nostrano…”.
Il tradimento?
“Sì, unito all’immediata richiesta di perdono che lavi il peccato”.
La confessione.
“E quindi le lacrime in diretta tv, le scuse alla moglie, ‘la donna più importante della mia vita’, e a Giorgia Meloni”.
Che cosa ha pensato quando l’ha visto?
“Ammazza che sbrego che ha sulla capoccia!”
E sull’efficacia della comunicazione?
Perché l’ex ministro ha acconsentito a quell’espiazione pubblica?
“Perché pensava di poter salvare così la poltrona”.
Makkox, qual è l’immagine che resterà di Gennaro Sangiuliano?
“Non riesco a togliermi dalla mente la foto che lo mostra in posa davanti al presepe nell’ultimo Natale, nell’atto di celebrare la grande tradizione italiana”.
Perché proprio quella?
“Perché la raffronto con quella di questa estate: Sangiuliano alle prese con l’altra tradizione del maschio nostrano…”.
Il tradimento?
“Sì, unito all’immediata richiesta di perdono che lavi il peccato”.
La confessione.
“E quindi le lacrime in diretta tv, le scuse alla moglie, ‘la donna più importante della mia vita’, e a Giorgia Meloni”.
Che cosa ha pensato quando l’ha visto?
“Ammazza che sbrego che ha sulla capoccia!”
E sull’efficacia della comunicazione?
Perché l’ex ministro ha acconsentito a quell’espiazione pubblica?
“Perché pensava di poter salvare così la poltrona”.
Non era meglio dimettersi prima?
“Sangiuliano è la classica vittima dell’ubriacatura del potere. In cui si mescolano arroganza e mitomania. Basta vedere come trattava in pubblico i suoi ex colleghi giornalisti”.
Adesso Maria Rosaria Boccia dice che non c’era alcuna relazione.
“Ma, perché allora lui l’ha detto in tv? No, tendo credere a lui, che infatti temeva che uscissero le chat. Altro che cuoricini”
Boccia ha fatto tutto da sola?
“Penso proprio di sì. Non credo che il Pd abbia la capacità tirare fuori dal cilindro una Mata Hari”.
E’ farina del suo sacco?
“Non mi pare affatto un personaggio costruito”.
Che idea si è fatto?
“Di una donna rampante, sveglia”.
Cosa ci dice della destra questa storia?
“Ci martellano con sta rottura dei cojoni della famiglia tradizionale…”
E invece?
“E invece le due sorelle Meloni si sono separate, e ora Sangiuliano”.
Siamo alla doppia morale?
“Più che doppia threesome”.
L’egemonia della destra non è soprattutto occupazione del potere?
“Ma non hanno nessuno. Al posto di Giuli al Maxxi ci hanno piazzato un odontoiatra…”
Cosa ci dice?
“Non hanno nessuno di cui si sentono di fidarsi veramente, e tra quelli di cui si fidano non c’è granché…”
Meloni si è sempre circondata di fedelissimi.
“La sorella, il cognato, il marito dell’assistente, siamo al familismo”.
Questo è un tratto tipico della politica italiana, però.
“Sì, però qui assume forme tribali. Siamo a livelli di paranoia alla Saddam, contano i legami di sangue, i cugini, quelli della Garbatella…”.
Cosa pensa dei poliziotti fatti sloggiare davanti alla sua stanza a palazzo Chigi?
“E’ un aspetto di questa paranoia, di una che teme il tradimento ovunque”.
Il tradimento però esiste.
“Quelli che hanno paura di essere traditi sono poi pronti a tradire, lo avvertono come un impulso”.
Che conseguenze vede per il governo?
“Alla fine la mancanza di fiducia ti isola, ti paralizza. E’ sempre l’inizio della fine”.
E’ iniziato il declino?
“Non esageriamo, parlerei di normalizzazione”.
In che senso?
“Si erano venduti come i migliori, dai tempi di Garibaldi, invece ora scoprono la realtà”
Non è già un declino?
“Quello inizia con la fine del consenso, qui è ancora forte. E poi ci sono ancora troppi posti da spartirsi prima di dividersi”.
Quanto peserà lo scandalo Boccia?
“Ha dato un bel calcio all’immagine del governo. E’ una tegola mica da poco”.
Come sarà Giuli come ministro?
“Boh. Non mi sembra così ottusamente devoto come lo era Sangiuliano, che era un ministro-talebano”.
Cosa la colpisce del dibattito politico?
“La povertà. I politici parlano come al bar”.
Non da ora è così.
“Non ho capito se lo fanno perché incapaci di pensieri complessi, o se i pensieri semplici esprimono la cultura della maggioranza degli italiani”.
Che risposta si dà?
“In larga parte siamo analfabeti. E la politica si adegua”.
Calenda e Renzi lei li imbarcherebbe nel campo largo?
Come mai?
“Renzi è più quello che toglie di quello che mette”.
Duecentomila voti.
“E pensi a quelli che se ne vanno!”.
Schlein sta cercando pazientemente di tirare in coalizione Conte.
“Conte è quello che mi fa più paura di tutti”.
Lei era scettico su Schlein.
“In parte lo sono ancora”.
Cosa non la convince?
“Venendo io da una famiglia di destra istintivamente sono portato a volere una Meloni di sinistra”.
La donna forte, leader?
“Esattamente. Ma è un mio errore pensarla così”.
Cosa ci insegna questa storia?
“Dovevano sconfiggere l’egemonia culturale della sinistra e si sono ritrovati in un film di Vanzina”.