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Cosa prevedono le norme anti-Gandhi e anti-Salis approvate dalla maggioranza

(ansa)

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Il via libera anche dalla Camera. Fino a due anni di reclusione per chi manifesta in maniera pacifica e fino a sette per chi occupa un casa
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Chi blocca una strada o una ferrovia rischia fino a un mese di carcere, se nel farlo si è in più persone riunite si rischia la reclusione da sei mesi a due anni. La norma ribattezzata dalle opposizioni “anti-Gandhi”, dopo essere stata approvata in commissione, ha avuto il via libera anche dell’Aula di Montecitorio che sta esaminando il disegno di legge Sicurezza, firmato dai ministri Nordio e Piantedosi. Viene rievocato il nome del fondatore della lotta di resistenza non violenta perché il governo, con questa legge, intende reprimere anche le manifestazioni pacifiche. Quindi un classico picchetto di operai davanti a una fabbrica o una libera manifestazione di dissenso.

Ed è per questo che il deputato Pd Gianni Cuperlo evidenzia che “se un migliaio di studenti occupa la sede stradale rischia di incorrere in un reato penale”. Il collega Arturo Scotto ricorda le lotte dei lavoratori che verrebbero penalizzati e Laura Boldrini lo considera “un articolo liberticida contro i lavoratori…

Chi blocca una strada o una ferrovia rischia fino a un mese di carcere, se nel farlo si è in più persone riunite si rischia la reclusione da sei mesi a due anni. La norma ribattezzata dalle opposizioni “anti-Gandhi”, dopo essere stata approvata in commissione, ha avuto il via libera anche dell’Aula di Montecitorio che sta esaminando il disegno di legge Sicurezza, firmato dai ministri Nordio e Piantedosi. Viene rievocato il nome del fondatore della lotta di resistenza non violenta perché il governo, con questa legge, intende reprimere anche le manifestazioni pacifiche. Quindi un classico picchetto di operai davanti a una fabbrica o una libera manifestazione di dissenso.

Ed è per questo che il deputato Pd Gianni Cuperlo evidenzia che “se un migliaio di studenti occupa la sede stradale rischia di incorrere in un reato penale”. Il collega Arturo Scotto ricorda le lotte dei lavoratori che verrebbero penalizzati e Laura Boldrini lo considera “un articolo liberticida contro i lavoratori e contro gli eco attivisti”. Il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri respinge le accuse: “La sinistra non la capisco. Ma quale norma anti-Gandhi. Gandhi è stato un eroe della libertà, qui parliamo di teppisti della stupidità. Ce l'avete presenti gli eco-attivisti che a Roma si calano dai ponti sul Gra con i loro cartelli, col rischio di causare incidenti stradali?".

Come se non bastassero le nuove norme repressive contro chi manifesta in maniera pacifica, l’esponente azzurro annuncia che ha in mente di proporre “anche l'introduzione del ripristino dei luoghi: cioè chi imbratta, chi blocca, chi danneggia, poi con l'olio di gomito dovrà rimediare”.

Pugno durissimo della destra anche contro l’occupazione abusiva di un immobile destinato a domicilio altrui. La pena prevista è il carcere da due a sette anni mentre fino ad ora si è trattato di un reato civile. Il pensiero di molti è andato a Ilaria Salis, l’eurodeputata di Avs al centro di una polemica perché in passato avrebbe occupato una casa popolare.

La norma dispone anche lo sgombero in tempi rapidi qualora l'immobile occupato sia l'unica abitazione effettiva del denunciante. Con questo articolo, attacca il M5S, “governo e maggioranza hanno portato a termine un'operazione raccapricciante per punire tutt'altro fenomeno: vogliono colpire tutti, anche chi ha subito uno sfratto per morosità incolpevole. Una norma socialmente spietata e incostituzionale”.

Ma per Fratelli d'Italia si tratta al contrario di “un altro passo in avanti a difesa del diritto alla proprietà minacciato dalle occupazioni abusive. Nonostante le ostilità delle sinistre – dice il capogruppo alla Camera Tommaso Foti - con Salis paladina delle occupazioni, il governo Meloni mette al centro la sicurezza dei cittadini e il bene per loro più caro: la casa”. Esulta anche Matteo Salvini parlando di “grande vittoria per una battaglia storica della Lega”. Una bandiera che i leghisti hanno voluto piantare in ottica repressiva.

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