Poliziotti allontanati dal piano degli uffici di Meloni, Cgil insiste: “La presenza degli agenti sparita dall’ordine di servizio”
di Antonio FraschillaAnche oggi non è stato previsto alcun stazionamento della polizia al piano degli uffici della presidente del Consiglio. Dopo le polemiche per quello che è stato definito un allontanamento dei poliziotti dal primo piano a Palazzo Chigi, dove vi sono gli uffici della premier e dei sottosegretari, derubricato dall’ufficio stampa di Giorgia Meloni come un fraintendimento dovuto a una richiesta, della stessa presidente del Consiglio, “di rivalutare la presenza di un agente di polizia destinato esclusivamente agli accompagnamenti in ascensore”, il sindacato di Polizia Silp Cgil insiste: “Abbiamo chiesto ai colleghi e non c’è più nell’ordine di servizio non solo l’accompagnamento in ascensore ma anche lo stazionamento al piano della premier”, dice il segretario Pietro Colapietro, che aggiunge: “Nella stessa nota dell’ufficio stampa si fa riferimento a una richiesta di “rivalutare”, ma perché è stata subito accolta?”.
Sia Palazzo Chigi, sia il ministero dell’Interno guidato da Matteo Pianted…
Anche oggi non è stato previsto alcun stazionamento della polizia al piano degli uffici della presidente del Consiglio. Dopo le polemiche per quello che è stato definito un allontanamento dei poliziotti dal primo piano a Palazzo Chigi, dove vi sono gli uffici della premier e dei sottosegretari, derubricato dall’ufficio stampa di Giorgia Meloni come un fraintendimento dovuto a una richiesta, della stessa presidente del Consiglio, “di rivalutare la presenza di un agente di polizia destinato esclusivamente agli accompagnamenti in ascensore”, il sindacato di Polizia Silp Cgil insiste: “Abbiamo chiesto ai colleghi e non c’è più nell’ordine di servizio non solo l’accompagnamento in ascensore ma anche lo stazionamento al piano della premier”, dice il segretario Pietro Colapietro, che aggiunge: “Nella stessa nota dell’ufficio stampa si fa riferimento a una richiesta di “rivalutare”, ma perché è stata subito accolta?”.
Sia Palazzo Chigi, sia il ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi, hanno ribadito che non c’è stato alcun allontanamento dei poliziotti che facevano quel servizio, ma solo una richiesta di non avere più una sorta di “ascensorista” della polizia per accompagnare premier ed eventuali ospiti al primo piano. Ma il tema resta lo stazionamento, a quanto pare non gradito della premier, al primo piano se non in occasioni eccezionali: ieri ad esempio si è tenuta una riunione sul tema della sicurezza e oltre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno partecipato all’incontro anche il ministro dell'Interno, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il responsabile della Difesa Guido Crosetto e i vertici dei Servizi e delle forze dell'ordine: argomenti sul tavolo, dl sicurezza e immigrazione. Gli staff al seguito dei ministri hanno notato la presenza al piano dei poliziotti in servizio a Palazzo Chigi. “Ma di sicuro non vi è più nell’ordine di servizio questo dell’ispettorato di Palazzo Chigi, e non ci sarà quindi alcun stazionamento programmato al primo piano e questo per una richiesta arrivata dalla premier. Su come si è arrivati a questa decisione, che fa trapelare una mancanza di fiducia, chiediamo chiarezza che non abbiamo ancora avuto”, continua Colapietro.
Insomma il sindacato di polizia della Cgil non molla l’argomento, mentre il sindacato Cosip getta acqua sul fuoco e parla di “notizie infondate”: “In passato alcuni presidenti del Consiglio hanno scelto di rimuovere completamente il dispositivo di scorta e tutela della polizia a favore di altre forze dell'ordine – dice il segretario Domenico Pianese - pertanto ci risulta difficile comprendere le ragioni di questa polemica. Chi sostiene il contrario, diffondendo anche documenti contenenti dati sensibili, ha divulgato solo una mezza verità: i poliziotti distolti dai loro ruoli originari non sono stati 'cacciati', ma semplicemente ridestinati a compiti più operativi. Ad esempio: un poliziotto era assegnato all'ascensore. È stato deciso che questo compito fosse superfluo, preferendo invece destinare l'agente a funzioni più operative”.
Italia viva porterà comunque il caso in Parlamento anche dopo la precisazione di Palazzo Chigi: "La premier rischia di valicare un confine che non deve essere superato da nessuno. Se si sdogana il concetto che è la politica a scegliersi i poliziotti o i carabinieri o i finanzieri che fanno determinate operazioni, allora il passo successivo è che non c'è più il criterio della fedeltà alla Repubblica a fare da riferimento. Ma c'è l'affiliazione, c'è la condivisione politica, insomma si entra nella dinamica dei pretoriani ed è la cosa che noi dobbiamo assolutamente evitare", dice il senatore Enrico Borghi, capogruppo di Italia Viva al Senato e componente del Copasir, intervistato a Radio Popolare. "Se è vero che la premier non si fida di strutture statali preposte alla pubblica sicurezza all'interno di Palazzo Chigi, che chi guida lo Stato non si fida di un pezzo dello Stato, ci rendiamo conto che rischiamo il cortocircuito su questa vicenda?". Intanto la premier Meloni ha chiesto anche un maggior filtro sulla presenza dei commessi parlamentari sempre al primo piano di Palazzo Chigi.