Gribaudo (Pd): “Salvini diserta la Commissione d’inchiesta sui morti sul lavoro. Per il governo non è una priorità”
di Lorenzo De CiccoTre morti in un emporio a Milano, un macchinista ferito sulla ferrovia lombarda. Soltanto nelle ultime ore. “Vediamo incidenti sul lavoro ogni giorno, ma il governo finora non si è impegnato”, denuncia Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli incidenti sul lavoro.
Presidente Gribaudo, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, mandando un messaggio ieri per la presentazione della relazione della Commissione, ha affermato che “i morti sul lavoro sono un’offesa alla coscienza collettiva". Il Parlamento cosa sta facendo?
“La verità è che il Parlamento fatica a lavorare. Anche nel decreto legislativo Lavoro che stiamo discutendo in questi giorni il tema della sicurezza è presente in modo marginale. La parte sul caporalato è finita in un altro decreto, approvato in estate. Hanno fatto un decreto urgente sulla patente a punti per dire che entrava in vigore il 1 ottobre, ma hanno combinato un pasticcio dietro l’altro. Risultato? A 15 g…
Tre morti in un emporio a Milano, un macchinista ferito sulla ferrovia lombarda. Soltanto nelle ultime ore. “Vediamo incidenti sul lavoro ogni giorno, ma il governo finora non si è impegnato”, denuncia Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli incidenti sul lavoro.
Presidente Gribaudo, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, mandando un messaggio ieri per la presentazione della relazione della Commissione, ha affermato che “i morti sul lavoro sono un’offesa alla coscienza collettiva". Il Parlamento cosa sta facendo?
“La verità è che il Parlamento fatica a lavorare. Anche nel decreto legislativo Lavoro che stiamo discutendo in questi giorni il tema della sicurezza è presente in modo marginale. La parte sul caporalato è finita in un altro decreto, approvato in estate. Hanno fatto un decreto urgente sulla patente a punti per dire che entrava in vigore il 1 ottobre, ma hanno combinato un pasticcio dietro l’altro. Risultato? A 15 giorni dalla sua entrata in vigore non si sa ancora nulla del decreto attuativo e la prima bozza presentata è stata criticata da tutti gli attori del settore, comprese le parti sociali. Tutte. Rischia di restare lettera morta questa patente, se non viene fatta bene e subito”.
Dopo la strage di Brandizzo, il governo ha cambiato il codice degli appalti, però.
“Ma non basta, perché come ho ricordato nella mia relazione c’è qualche aspetto positivo, sì, come i costi incomprimibili per il personale, è passato insomma il messaggio per cui l’appalto e il subappalto non possono essere solo una strategia per risparmiare sui costi e sui diritti. Purtroppo però nei subappalti a cascata continua a concentrarsi la maggior parte degli infortuni sul lavoro. E con questo dobbiamo farci i conti”.
Qualche giorno fa, il 30 agosto, l’anniversario di Brandizzo, i familiari delle vittime hanno lamentato l’assenza di membri del governo. In Commissione d’inchiesta Salvini si è mai presentato?
“No, anche se l’abbiamo invitato più volte, sia informalmente che formalmente. E ricordo che le infrastrutture ferroviarie sono di sua diretta responsabilità”.
Mai?
“Mai. E poteva almeno presentarsi il giorno dell’incidente o all’anniversario, come avrebbe fatto qualsiasi ministro in un Paese normale. Invece l’unica ad esserci era la ministra Calderone. È un brutto segnale, perché appare come un disinteresse per gli incidenti e per le vite delle persone, su cui non vediamo mai un tweet, a differenza di altre vicende non di sua competenza, su cui invece commenta a tutte le ore, alimentando il clima d’odio nel Paese”.
Le ditte coinvolte negli incidenti, indagate, come a Brandizzo, cambiano nome e continuano a lavorare anche per la pubblica amministrazione. Come è possibile?
“Purtroppo accade. Esiste la presunzione d’innocenza, ma da cittadina sono sconvolta. E c’è un tema di opportunità soprattutto quando parliamo di grandi società, in cui c’è anche una partecipazione pubblica. Serve maggiore consapevolezza e responsabilità da parte della committenza”.
Se ogni anno contiamo mille morti sul lavoro è anche perché mancano gli ispettori. Nel distretto di Torino-Aosta, quello di Brandizzo, ci sono appena 95 ispettori per 234mila imprese. Al di là della denuncia, si riuscirà ad aumentarli?
“Si deve aumentarli. Ma non bisogna solo assumere nuovi ispettori, va rafforzata tutta la filiera, incluse le Asl, perché i numeri parlano chiaro: siamo troppo indietro rispetto al numero di aziende e soprattutto rispetto a un percorso per una cultura della sicurezza. Ecco perché il governo dovrebbe pensare a un grande piano di investimenti nella pubblica amministrazione legato a questo settore”.
Un altro tarlo è la lentezza della macchina giudiziaria. I tribunali lamentano poco personale. Così rischiano di moltiplicarsi le prescrizioni e di conseguenza i casi di impunità per i colpevoli degli incidenti.
“In queste condizioni è difficile parlare di giustizia giusta. Sono convinta che serva una procura nazionale, come per l’antimafia, così chi rimane o ha subito una perdita inaccettabile può avere giustizia in tempi decenti. È una proposta di cui vorrei discutere con la maggioranza”.