Meloni, il complottismo e Boccia in missione per conto di Moretti e Muccino
di Stefano CappelliniQuesto è il numero di venerdì 13 settembre 2024 della newsletter Hanno tutti ragione, firmata da Stefano Cappellini. Per attivare l'iscrizione clicca qui
Complotta l’opposizione. Complottano i giornali e le tv. Complottano i poteri forti, ci mancherebbe. Complotta il cinema italiano, mandante di Maria Rosaria Boccia e sicario di Gennaro Sangiuliano. Forse complotta anche la polizia di Stato. Nella visione di Giorgia Meloni il mondo complotta contro di lei, i suoi ministri, il suo governo. Si potrebbe ironizzare, e molto, su questa propensione alla dietrologia più assurda, però il fenomeno è meno folcloristico di quel che appare.
Dopo che Donald Trump ha perso il duello tv con Kamala Harris molti sostenitori dell’ex presidente hanno rilanciato la teoria secondo cui un vistoso orecchino indossato dalla candidata democratica era in realtà un auricolare dal quale riceveva istruzioni in tempo reale. Quante persone ci credono? Tante. Per allontanare da sé le accuse sul tentato golpe a Capi…
Questo è il numero di venerdì 13 settembre 2024 della newsletter Hanno tutti ragione, firmata da Stefano Cappellini. Per attivare l'iscrizione clicca qui
Complotta l’opposizione. Complottano i giornali e le tv. Complottano i poteri forti, ci mancherebbe. Complotta il cinema italiano, mandante di Maria Rosaria Boccia e sicario di Gennaro Sangiuliano. Forse complotta anche la polizia di Stato. Nella visione di Giorgia Meloni il mondo complotta contro di lei, i suoi ministri, il suo governo. Si potrebbe ironizzare, e molto, su questa propensione alla dietrologia più assurda, però il fenomeno è meno folcloristico di quel che appare.
Dopo che Donald Trump ha perso il duello tv con Kamala Harris molti sostenitori dell’ex presidente hanno rilanciato la teoria secondo cui un vistoso orecchino indossato dalla candidata democratica era in realtà un auricolare dal quale riceveva istruzioni in tempo reale. Quante persone ci credono? Tante. Per allontanare da sé le accuse sul tentato golpe a Capitol Hill del 2021 i media e i social trumpiani hanno diffuso la teoria secondo la quale i manifestanti furono attirati in una trappola e le porte del Campidoglio furono loro aperte affinché si creasse l’incidente e se ne potesse incolpare Trump. Quante persone ci credono? Tante, anche in Italia.
Il complottismo è un tratto distintivo dell’ultradestra mondiale, fa parte del suo Dna e si inscrive perfettamente nei tempi che viviamo. Il complottismo è uno dei motori del Partito del Risentimento. Alimentare a tutti i livelli il rancore e l’odio che portano consenso alle forze più estreme: se il Paese va male, è perché qualcuno trama per affossarlo; se la tua vita è uno schifo, è perché un qualcuno ha deciso che debba esserlo. Tutto si tiene. La responsabilità è sempre altrove. Ammesso e non concesso che ci sia un briciolo di verità nelle affermazioni, tanto meglio, sarà più facile spacciarle per verità tutta intera.
Meloni stessa, prima di diventare presidente del Consiglio, ha sostenuto l’esistenza del piano Kalergi, ovvero di un secolare disegno per attrarre immigrazione nel continente europeo e favorire la sostituzione etnica (l’ex cognato Francesco Lollobrigida ha il solo torto di aver esposto pubblicamente tale convinzione anche dopo essere diventato ministro, ma non ha detto nulla che nel suo partito non fosse già da anni in vetrina). Da capa dell’opposizione Meloni ha attaccato più volte George Soros, il miliardario considerato il burattinaio delle politiche globaliste e mondialiste, il quale non incidentalmente è anche ebreo. Meloni e il suo partito sono convinti che, se non c’è stato un Pavese di destra, un Visconti sovranista, un Guttuso che ritraesse i funerali di Almirante, è perché una macchinazione culturale ha lavorato all’esclusione dei talenti artistici ascrivibili al mondo postfascista. “Non avevano la tessera giusta”, è la spiegazione a decenni di egemonia culturale altrui. Si capisce bene come un Sangiuliano che arriva al ministero della Cultura con l’idea di vendicare questa ferita ha già fallito in partenza, anche senza invitare Boccia al ministero.
Il complottismo è una convinzione profonda di questa destra o è un’arma di distrazione? La verità, probabilmente, è a metà strada. Da una parte c’è sicuramente la volontà di costruire alibi ai fallimenti e agli inciampi, uno spontaneo infantilismo per il quale la colpa è sempre degli altri, anche se un deputato fa il pistolero a Capodanno, se un ministro ferma un treno o rilancia teorie naziste, se un altro imbarca nello staff un’improbabile consigliera. Ma dall’altra c’è una adesione autentica e paranoica alle griglie di lettura del complottismo. È la componente più pericolosa di questa mentalità, perché se un capo di governo si convince che il suo potere sia assediato da manovratori occulti e scorretti, è più facile che le reazioni cerchino di imitare le caratteristiche del presunto attacco. La premessa di Capitol Hill era la tesi, ovviamente del tutto falsa, che l’esito delle presidenziali fosse stato truccato a favore di Biden. Il complottismo crea le condizioni per una naturale fuoriuscita dai confini dello Stato di diritto. Introduce gli elementi che spostano lo scontro politico dal lecito al meno lecito, dal dicibile all'indicibile. Per fortuna, non è detto che ciò accada con il governo in carica. Ma il solo fatto di crearne le premesse è già un fatto grave in sé, è un altro confine superato. In M - Il figlio del secolo, la bella serie tratta dal libro di Antonio Scurati, c'è una sequenza significativa. Dopo che i deputati fascisti hanno illustrato alla Camera come intendono riscrivere la legge elettorale, una truffa che garantirebbe più del 60 per cento dei seggi a chi raggiunge il 25 per cento dei voti, un deputato dell'opposizione dice: discutiamone. Al che Mussolini commenta soddisfatto: "Bene, il confine è già stato superato". Se nel dibattito pubblico si accetta di discutere se Sangiuliano è stato oppure no affossato da una agente in missione per conto di Moretti e Muccino, il confine è superato. E tornare indietro non è mai semplice.