«Sono grata a FdI, ma mi sento più moderata, non così a destra». Rachele Mussolini, nipote del Duce e stra-votata consigliera meloniana (ormai ex) in Campidoglio, trasloca in Forza Italia: ora è ufficiale.
Perché?
«Ci ho pensato a lungo, è stata una scelta sofferta. FdI - e prima ancora An - è stata la mia casa per vent’anni. Ma ho una sensibilità più centrista. E FI è lo sbocco naturale. Perderò tante preferenze, ma mi rimbocco le maniche per prenderne di nuove».
Ha sentito Giorgia Meloni? O Arianna?
«L’indiscrezione di Repubblica ieri mi ha colto un po’ impreparata. Però avevo detto ai vertici del partito la mia intenzione. Credevo di avere più tempo, per dirlo a tutti».
Da quanto mostrava insofferenza per il suo ex partito?
«A volte in FdI ho fatto un po’ da controcanto sui diritti, ma non mi ha mai chiamato nessuno per farmi la ramanzina. C’è sempre stato rispetto. Però in politica un conto è esprimere il proprio pensiero, un altro è poterlo realizzare. Per questo ho deciso di las…
«Sono grata a FdI, ma mi sento più moderata, non così a destra». Rachele Mussolini, nipote del Duce e stra-votata consigliera meloniana (ormai ex) in Campidoglio, trasloca in Forza Italia: ora è ufficiale.
Perché?
«Ci ho pensato a lungo, è stata una scelta sofferta. FdI - e prima ancora An - è stata la mia casa per vent’anni. Ma ho una sensibilità più centrista. E FI è lo sbocco naturale. Perderò tante preferenze, ma mi rimbocco le maniche per prenderne di nuove».
Ha sentito Giorgia Meloni? O Arianna?
«L’indiscrezione di Repubblica ieri mi ha colto un po’ impreparata. Però avevo detto ai vertici del partito la mia intenzione. Credevo di avere più tempo, per dirlo a tutti».
Da quanto mostrava insofferenza per il suo ex partito?
«A volte in FdI ho fatto un po’ da controcanto sui diritti, ma non mi ha mai chiamato nessuno per farmi la ramanzina. C’è sempre stato rispetto. Però in politica un conto è esprimere il proprio pensiero, un altro è poterlo realizzare. Per questo ho deciso di lasciare. Ma resto orgogliosa del governo Meloni».
Perché è a favore dello Ius Scholae?
«E perché no? È naturale concedere la cittadinanza, dopo un ciclo di studi di 10 anni, a un ragazzo che magari è nato in Italia e parla il dialetto romano meglio di me! È un modo per sedare i problemi di integrazione, che altrimenti si acuiscono. Ed è anche un arricchimento se le culture s’incontrano, nel rispetto delle tradizioni».
Perché FdI è contro?
«Fino a qualche anno fa FdI era a favore... Ora mi è stato detto che il tema non è nell’agenda di governo. Capisco che i problemi siano tanti, è vero, ma nulla toglie al fatto che si possa comunque inserire. Le mie figlie, i nostri figli sono già avanti. Spero che FdI lo voti».
È a favore del matrimonio egualitario?
«A livello personale avrei votato convintamente le unioni civili, ma oggi non offrono una tutela a 360 gradi. Bisogna avanzare sui diritti. Lo dice peraltro una che non si è mai sposata, anche se ha due figlie. E si è pure lasciata da tempo, anche se col mio ex sono in ottimi rapporti».
Beh la tendenza è in voga…
«Sì, diciamo che porto avanti la famiglia tradizionale! (risata, ndr)».
C’è ipocrisia a destra su questo tema?
«Certo che c’è. Se due persone si vogliono bene, devono avere diritti. Con buon senso, senza derive».
FdI non l’ha candidata alle Europee per il suo cognome, come si è scritto, perché Meloni voleva presentarsi in Ue da moderata?
«Non voglio credere che non sia stata presa in considerazione la mia candidatura per questo. Io peraltro non ho mai chiesto di correre, anche se va di moda farlo. Forse non sono stata ritenuta all’altezza».
Sua sorella Alessandra che dice?
«Mi ha scritto: ben arrivata. E ci siamo scambiate un cuore».
Che idea si è fatta del caso Boccia? C’è un problema di classe dirigente in FdI?
«Bisogna essere molto cauti con le persone che si frequentano. Soprattutto quando si hanno cariche così alte, è fondamentale andarci coi piedi di piombo. Ci sono state leggerezze. È stata una questione di cuore, diciamo così. Di sicuro è costata tanto».