I margini diplomatici erano risicati. Adesso sono saltati anche questi nella grande guerra che oppone i due leader che non si sono mai amati e che adesso si detestano e si combattono con tutta la forza che hanno. «Non ho bisogno né piacere - dice Giuseppe Conte in queste ore - di confrontarmi o parlare con Grillo». E infatti il presidente M5s ha messo da parte carta e penna, anzi posta elettronica certificata, e ha deciso che non impiegherà un minuto di più per rispondere al Garante: «Parlasse con gli avvocati. Ha scelto lui la modalità distruttiva».
Purtroppo per lui, però, lo vedrà a inizio novembre quando si celebrerà l’assemblea costituente della discordia, quella che il Garante sta cercando di boicottare con un gruppo di suoi seguaci. In quest’occasione Conte …
I margini diplomatici erano risicati. Adesso sono saltati anche questi nella grande guerra che oppone i due leader che non si sono mai amati e che adesso si detestano e si combattono con tutta la forza che hanno. «Non ho bisogno né piacere - dice Giuseppe Conte in queste ore - di confrontarmi o parlare con Grillo». E infatti il presidente M5s ha messo da parte carta e penna, anzi posta elettronica certificata, e ha deciso che non impiegherà un minuto di più per rispondere al Garante: «Parlasse con gli avvocati. Ha scelto lui la modalità distruttiva».
Purtroppo per lui, però, lo vedrà a inizio novembre quando si celebrerà l’assemblea costituente della discordia, quella che il Garante sta cercando di boicottare con un gruppo di suoi seguaci. In quest’occasione Conte e Grillo si incontreranno e al quartier generale M5s mettono già in conto un’incursione, anzi una piazzata del fondatore in modalità agitatore di popolo. «Mi aspetto che lui prenderà la parola e non la lascerà più. Ma mica si può portare il microfono a casa», ironizza Conte, anche se dentro M5s c’è molto poco da ridere. E lo sanno bene i parlamentari che si aggirano increduli nei corridoi di Montecitorio. «Siamo sicuri che il simbolo resterebbe a Conte?», è la domanda densa di terrore che circola tra i 5Stelle consapevoli che il brand ha ancora una sua importanza.
L’ex premier è convinto che, finché sarà presidente dell’associazione, nessuno glielo potrà sottrarre. L’ultima lettera al vetriolo, firmata Grillo e anticipata dal Foglio, in cui il Garante gli imputa «manovre striscianti», è quella che ha messo la parola fine a ogni possibile ricomposizione del conflitto. Quanto ai 300 mila euro annui, legati a un contratto di consulenza che Conte ha annunciato di voler strappare, il fondatore sostiene che questi soldi siano «strettamente legati alle funzioni che ho svolto e continuo svolgere», quindi anche al suo ruolo di Garante, anzi - come tiene a precisare - di Elevato.
Quindi annuncia, a sua volta, di voler rivolgersi agli organi di garanzia per segnalare le minacce ricevute. Del comitato dei Garanti fanno parte Virginia Raggi, sua fedelissima malgrado a lei non piaccia questo termine, Laura Bottici vicina a Conte, e Roberto Fico, un tempo suo pupillo, ora in ambasce per aver fallito ogni tentativo di mediazione. Fa leva su questo Grillo, in una lotta, quella per il simbolo, dall’esito niente affatto scontato. Intanto da comico quale è consiglia a Conte di provvedere a un nuovo logo: «Movimento 5 pec». Con il simbolo della e-mail certificata. Un modo per dire che non intende mollare il suo M5s.