La mossa ha come regista la premier Giorgia Meloni e il suo entourage. Obiettivi: allargare la maggioranza parlamentare senza concedere spazio al centrosinistra e costruire un’area centrista che vada oltre Forza Italia e che sia autonoma dagli azzurri. Dietro l’uscita da Azione delle ex ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, al momento iscritte al gruppo misto ma date in ingresso sulla scialuppa di Noi moderati di Maurizio Lupi, ci sarebbe il via libera della leader di Fratelli d’Italia che sfrutta anche le difficoltà di Antonio Tajani ad accogliere ex forzisti di peso in un partito che ha cambiato molti dirigenti.
Non a caso ieri il vicepremier azzurro si è subito affrettato a precisare: «Non c’è nessuna trattativa per il rientro di Gelmini e Carfagna». Tajani sa che in caso contrario avrebbe difficoltà nel partito. Soprattutto in Campania, dove Fulvio Martusciello è il suo uomo forte e non vuole concorrenza interna. Tanto meno quella di una Mara Carfagna di nuovo in pista.
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La mossa ha come regista la premier Giorgia Meloni e il suo entourage. Obiettivi: allargare la maggioranza parlamentare senza concedere spazio al centrosinistra e costruire un’area centrista che vada oltre Forza Italia e che sia autonoma dagli azzurri. Dietro l’uscita da Azione delle ex ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, al momento iscritte al gruppo misto ma date in ingresso sulla scialuppa di Noi moderati di Maurizio Lupi, ci sarebbe il via libera della leader di Fratelli d’Italia che sfrutta anche le difficoltà di Antonio Tajani ad accogliere ex forzisti di peso in un partito che ha cambiato molti dirigenti.
Non a caso ieri il vicepremier azzurro si è subito affrettato a precisare: «Non c’è nessuna trattativa per il rientro di Gelmini e Carfagna». Tajani sa che in caso contrario avrebbe difficoltà nel partito. Soprattutto in Campania, dove Fulvio Martusciello è il suo uomo forte e non vuole concorrenza interna. Tanto meno quella di una Mara Carfagna di nuovo in pista.
In questo scenario, con la fuga in corso da Azione e Italia Viva, una volta naufragato il progetto del Terzo polo, da FdI è arrivato l’ok anche per lanciare un segnale a Forza Italia. Tanto più in questa fase di fibrillazioni tra la famiglia Berlusconi e Palazzo Chigi. Lupi ha avviato quella che alcuni chiamano “operazione calamita”. E nel mirino c’è proprio quel pezzo di classe dirigente che aveva lasciato il centrodestra scommettendo sul progetto di Carlo Calenda e Matteo Renzi. E nei prossimi giorni non sono esclusi altri colpi di scena.
Sia Gelmini sia Carfagna, che hanno avuto interlocuzioni con alti dirigenti di FdI nelle scorse settimane, hanno chiesto garanzie sul loro rientro in coalizione. Così, il passaggio in Noi moderati potrebbe diventare una prima tappa. Del resto, le elezioni al momento sono assai lontane.
D’altro canto Lupi - con i nuovi ingressi non solo delle due ex ministre berlusconiane ma anche di Giusy Versace - potrà vantare crediti agli occhi della premier. E non è escluso che possa rivendicare più spazio al governo: un ministero o un sottosegretario di peso, si vedrà. Al momento il trio Carfagna-Gelmini-Versace passerà al gruppo Misto.
Lupi commenta così quel che è avvenuto nelle ultime ore: «Noi Moderati da sempre è un partito impegnato a rafforzare l’area centrista, popolare, liberale, sussidiaria e riformatrice del centrodestra, che si riconosce nei valori e nei principi del Ppe. Dobbiamo avere il coraggio di aprirci a tutti coloro che nella società civile in questi anni si sono allontanati, e agli amici impegnati in politica che vengono dalla nostra storia — persone come Carfagna, Gelmini e Versace — e che possono con la loro autorevolezza costruire un percorso per rafforzare l’area moderata del centrodestra».
In questo scenario si inserisce Renzi che lancia l’ennesima stoccata a Calenda: «Tutti sappiamo che la scelta di distruggere il Terzo polo era un errore, adesso sta distruggendo anche Azione». L’ex alleato definisce un «tradimento del voto» la scelta delle tre deputate e in direzione ribadisce il posizionamento di Azione, «distinto dal campo largo e dai populismi di destra e di sinistra», «al centro dello schieramento politico così come hanno voluto gli elettori». Tutto è ancora in movimento.