«Io ho votato in dissenso dalla indicazione del Nazareno perché sono convinta che bisogna avere una posizione chiara e netta a sostegno dell’Ucraina. Il suo diritto all’autodifesa va salvaguardato fino in fondo». Elisabetta Gualmini è l’eurodeputata del Pd che, insieme a Pina Picierno, ha disobbedito alla sua segretaria e preferito votare a favore del paragrafo 8, ossia il passaggio della risoluzione che autorizza l’utilizzo delle armi occidentali per colpire obiettivi militari in territorio russo.
Il Pd non è abbastanza chiaro e netto nel sostegno a Kiev?
«Al contrario. Tant’è vero che la nostra delegazione, con qualche eccezione, si è espressa compatta a favore della risoluzione. Con il mio sì al paragrafo 8 ho però voluto segnalare che qui la posta in gioco non è la protezione, pure sacrosanta, di un singolo Paese aggredito da un autocrate come Vladimir Putin, ma la tutela delle democrazie da una certa fascinazione per i regimi illiberali che, purtroppo, mi pare si stia face…
«Io ho votato in dissenso dalla indicazione del Nazareno perché sono convinta che bisogna avere una posizione chiara e netta a sostegno dell’Ucraina. Il suo diritto all’autodifesa va salvaguardato fino in fondo». Elisabetta Gualmini è l’eurodeputata del Pd che, insieme a Pina Picierno, ha disobbedito alla sua segretaria e preferito votare a favore del paragrafo 8, ossia il passaggio della risoluzione che autorizza l’utilizzo delle armi occidentali per colpire obiettivi militari in territorio russo.
Il Pd non è abbastanza chiaro e netto nel sostegno a Kiev?
«Al contrario. Tant’è vero che la nostra delegazione, con qualche eccezione, si è espressa compatta a favore della risoluzione. Con il mio sì al paragrafo 8 ho però voluto segnalare che qui la posta in gioco non è la protezione, pure sacrosanta, di un singolo Paese aggredito da un autocrate come Vladimir Putin, ma la tutela delle democrazie da una certa fascinazione per i regimi illiberali che, purtroppo, mi pare si stia facendo largo in Europa».
E le democrazie si tutelano usando le armi su suolo russo?
«La conservazione delle democrazie è una battaglia talmente importante che operare dei distinguo sul piano pratico, sul come farlo, se utilizzando o no le armi contro obiettivi russi, mi sembra logicamente sbagliato. Anche la nostra Costituzione nasce dalla resistenza contro l’invasore e il diritto all’autodifesa di un popolo aggredito va tutelato senza se e senza ma».
Strada e Tarquinio sulla risoluzione si sono astenuti: pure loro sono affascinati da Putin?
«Ma no, hanno delle posizioni note a tutti e che io rispetto. Non sono neppure iscritti al Pd, il pluralismo e l’autonomia sono da sempre la nostra ricchezza».
Teme i rimbrotti della segretaria dopo il suo dissenso?
«Ma figuriamoci. Io peraltro mi sono allineata alla posizione dei socialisti & democratici europei. Lo stesso Borrell aveva invitato a evitare la restrizione sulle armi, io e Pina abbiamo votato in sintonia con il gruppo. Non credo ci sia nulla di scandaloso. Ho semplicemente manifestato una posizione di coerenza».
Il doppio voto, a favore della risoluzione e contro le armi in Russia, è incoerente?
«A differenza del testo votato a luglio, quest’ultima risoluzione è molto buona, tra l’altro c’è la parola pace ripetuta più volte, si dice che l’Europa deve far ripartire i negoziati. Semmai ciò che bisogna evitare è il rischio di essere accostati a posizioni sovraniste, nazionaliste, come quelle che vanno da Vannacci a Bardella, la cui vicinanza a Mosca è acclarata. Una sovrapposizione che il Pd non può permettersi».