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Lupi: “Meloni lavora per farci crescere. Carfagna e Gelmini rafforzano noi centristi”

Maurizio Lupi 

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Intervista al leader di Noi Moderati: “Sulla Rai è giusto confrontarsi con le opposizioni. Ma è anche doveroso attenersi alla legge che chiede di rinnovare il cda”
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Onorevole Maurizio Lupi, allora arrivano in Noi moderati Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Giusy Versace?

«Il calcio mercato è finito ad agosto e la politica è una cosa seria. È sotto gli occhi di tutti che le ultime elezioni europee hanno sancito la fine del progetto del Terzo Polo. Ed è evidente che il compito di chi crede nel centro, perché si ispira ai valori della responsabilità, è quello di tornare nel centrosinistra o nel centrodestra. Noi moderati deve aprirsi alla società civile e alla classe politica che in questi anni ha lavorato a un progetto politico che ci accomuna nel Ppe. Con Carfagna, Gelmini e Versace c’è una storia comune».

Dica la verità, lei ne ha parlato con Giorgia Meloni di questi ingressi? È vero che c’è la regia della premier che forse teme un rafforzamento di Forza Italia?

«I retroscena giornalistici sono sempre meravigliosi. Ma qui è tutto sulla scena, la guida di Giorgia Meloni nell’azione di governo del centrodestra ha avuto sempre tra i suoi pilastri …

Onorevole Maurizio Lupi, allora arrivano in Noi moderati Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Giusy Versace?

«Il calcio mercato è finito ad agosto e la politica è una cosa seria. È sotto gli occhi di tutti che le ultime elezioni europee hanno sancito la fine del progetto del Terzo Polo. Ed è evidente che il compito di chi crede nel centro, perché si ispira ai valori della responsabilità, è quello di tornare nel centrosinistra o nel centrodestra. Noi moderati deve aprirsi alla società civile e alla classe politica che in questi anni ha lavorato a un progetto politico che ci accomuna nel Ppe. Con Carfagna, Gelmini e Versace c’è una storia comune».

Dica la verità, lei ne ha parlato con Giorgia Meloni di questi ingressi? È vero che c’è la regia della premier che forse teme un rafforzamento di Forza Italia?

«I retroscena giornalistici sono sempre meravigliosi. Ma qui è tutto sulla scena, la guida di Giorgia Meloni nell’azione di governo del centrodestra ha avuto sempre tra i suoi pilastri quello di riconoscere storie politiche che magari in questo momento hanno meno consenso degli altri. Il rafforzamento dei singoli partiti del centrodestra è frutto della buona visione politica di Meloni. In queste settimane ci siamo visti tante volte, non solo con Giorgia ma anche con Antonio Tajani».

Ecco a proposito: Noi moderati in che rapporti si pone con Forza Italia? Nessuna concorrenza?

«I rapporti sono ottimi, siamo nella famiglia comune del Partito popolare europeo e veniamo dalla sintesi che fece Silvio Berlusconi delle tradizioni moderate e centriste. E dobbiamo raccogliere di nuovo quei pezzi di società civile. Alle Europee ci siamo presentati insieme, credo che adesso noi abbiamo un compito: quello di allargare e recuperare una parte di elettorato che oggi si astiene».

Secondo lei ci saranno altri cambi nell’esecutivo, dopo il caso Sangiuliano? Noi moderati rivendicherà un ministero?

«In questi due anni, fin da quando siamo nati, abbiamo avuto una caratteristica: noi diamo un contributo in senso di proposte e serietà. Mai posto questioni di spazi, sarà Giorgia Meloni a decidere come proseguire nell’azione di governo che comunque sta andando bene: ha fatto bene a sostituire in tempi brevissimi Sangiuliano, perché non ha lasciato un vuoto».

Andando al governo, in questi giorni al centro del dibattito più che la manovra c’è stato il tema dei complotti. Crede a quello contro Arianna Meloni? E a quello denunciato da Crosetto che mette in mezzo “mele marce” dell’Aise e della Finanza?

«Intanto in questi giorni ci siamo visti con i leader di governo per parlare di economia e manovra di bilancio. Meloni a Confindustria ha tracciato la visione dell’azione di governo dei prossimi tre anni: piani strutturali d’investimento e priorità da affrontare. I complotti non sono stati al centro del nostro lavoro. Comunque io non credo ai complotti, credo alla responsabilità della politica di essere presente: se manca qualcun altro li riempie ed è una incapacità sempre della politica in tal caso».

Una ultima domanda: sulla Rai Noi moderati in commissione di Vigilanza voterà come presidente Simona Agnes cara a Forza Italia? Oppure pensa che occorra andare verso un ruolo di garanzia per coinvolgere anche pezzi dell’opposizione?

«Abbiamo firmato un documento insieme con Meloni, Tajani e Salvini: è giusto, a dieci anni dalla riforma voluta dal Pd di Renzi, verificare un aggiornamento della legge di governance della Rai anche per essere in linea con il Freedom Media Act dell’Europa. Ed è giusto, in questa direzione, confrontarsi con le opposizioni. Nel frattempo però la legge è vigente e ha le sue regole: credo che l’errore che non si deve fare è lasciare la Rai senza un rinnovo del cda. L’opposizione avrà i suoi rappresentanti, la maggioranza deve mettere ai vertici persone che abbiano rappresentanza e la Agnes ha tutte le carte in regola».

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