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Meloni si fa premiare da Musk, l’Atlantic Council in imbarazzo

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, incontra a Palazzo Chigi Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX, Roma, 15 giugno 2023 (ANSA)

 

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Sull’imprenditore pende un’inchiesta per le minacce a Biden e Harris. Ma la premier lo ha voluto alla cerimonia dell’istituzione dove ora molti sollevano dubbi: “Troppo estremista”
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Elon Musk è sotto inchiesta del Secret Service, per il messaggio con cui si era allegramente chiesto come mai nessuno abbia ancora cercato di ammazzare Joe Biden e Kamala Harris, eppure lunedì sera consegnerà a Giorgia Meloni il premio dell’Atlantic Council a New York. Una scelta fortemente voluta dalla premier italiana, magari per bilanciare il solido rapporto del nemico/amico Matteo Salvini col fondatore di Tesla e Donald Trump. Una scelta che però, secondo il sito Politico, sta imbarazzando l’autorevole think tank di Washington, che avrebbe preferito una soluzione meno polarizzante a quasi un mese dal voto del 5 novembre. Per non parlare dei potenziali effetti sulle future relazioni tra Casa Bianca e Palazzo Chigi, se a vincere le presidenziali americane fosse la candidata che Musk non sta solo osteggiando, ma ha spesso offeso. L’inchiesta del Secret Service è un atto dovuto in simili casi, anche se si tratta solo di minacce scherzose, però certamente non aiuta.

Meloni riceverà il …

Elon Musk è sotto inchiesta del Secret Service, per il messaggio con cui si era allegramente chiesto come mai nessuno abbia ancora cercato di ammazzare Joe Biden e Kamala Harris, eppure lunedì sera consegnerà a Giorgia Meloni il premio dell’Atlantic Council a New York. Una scelta fortemente voluta dalla premier italiana, magari per bilanciare il solido rapporto del nemico/amico Matteo Salvini col fondatore di Tesla e Donald Trump. Una scelta che però, secondo il sito Politico, sta imbarazzando l’autorevole think tank di Washington, che avrebbe preferito una soluzione meno polarizzante a quasi un mese dal voto del 5 novembre. Per non parlare dei potenziali effetti sulle future relazioni tra Casa Bianca e Palazzo Chigi, se a vincere le presidenziali americane fosse la candidata che Musk non sta solo osteggiando, ma ha spesso offeso. L’inchiesta del Secret Service è un atto dovuto in simili casi, anche se si tratta solo di minacce scherzose, però certamente non aiuta.

Meloni riceverà il Global Citizen Award, ma secondo Politico «il malcontento si diffonde nel Council per la decisione di onorarla e invitare il controverso magnate a presentarla. I membri si sono lamentati per la passata intimità della premier con la Russia, e la retorica anti immigrati e anti LGBTQ+ del suo partito. Ma la rabbia ha raggiunto l’ebollizione quando il Council ha annunciato che, su richiesta di Meloni, sarebbe stata presentata da Musk. Molti membri sostengono l’Ucraina, e lui ha spesso compiuto passi o rilasciato dichiarazioni che hanno indebolito Kiev. La decisione di Musk di pubblicare i “file Twitter” nel 2022 ha provocato un’ondata di molestie contro il personale del Council impegnato contro le fake news». Non sono solo lamentele da corridoio: «Molti hanno espresso l’insoddisfazione durante una chiamata del 3 settembre col ceo Fredrick Kempe: “Non pensiamo sia in alcun modo adatto a ciò che cerchiamo di proiettare”. Kempe ha risposto che il Council è apartitico e non poteva respingere la richiesta di Meloni, basandosi solo sulle opinioni di Musk». Un ruolo lo avrebbe svolto il vice presidente Matthew Kroenig, che potrebbe avere un ruolo nell’amministrazione Trump. Paolo Messa, nonresident senior fellow del Council, spiega che «è un’istituzione assolutamente non-partisan. Numerosi suoi studiosi hanno scritto analisi apprezzando la politica estera di Meloni e la guida del G7. La premiazione non è una sorpresa, neanche fra gli addetti ai lavori di Washington. La scelta di Musk era sua prerogativa, ma credo che abbia prevalso la valutazione sull’imprenditore e non la sua proiezione politica nel dibattito domestico americano».

Poteva però indicare una figura meno controversa. Per intenderci: Mario Draghi concordò che a celebrarlo al Council col Distinguished Leadership Award fosse Janet Yellen. Un’amica, con cui aveva condiviso una collaborazione decisiva quando si ritrovarono ai vertici di Fed e Bce. Meloni ha scelto invece Musk. Anzi, l’ha quasi preteso, con l’unica alternativa dell’ex segretaria di Stato Condoleezza Rice, che però non poteva. Allora la premier, riferiscono fonti di governo, ha molto insistito per ricevere il riconoscimento dalle mani di Elon. Avrebbe addirittura posto questa come condizione. Probabilmente la verità sta nel mezzo: è bastato l’orientamento — informale ma risoluto — della premier, e la mancata disponibilità di Rice, per spingere il think tank ad accettare l’opzione Musk.

Non è una scelta banale. Elon, infatti, è oggetto da mesi di un corteggiamento da parte di Salvini. Il leghista gli ha chiesto di costruire un ponte che lo avvicini a Trump (anche se finora è fallito il tentativo di organizzare un colloquio). E proprio Musk si è speso sui social a difesa del vicepremier italiano dopo la richiesta di condanna nel processo Open Arms. Meloni, in questa logorante rincorsa a destra, prova a scavalcare Salvini. E rafforzare a sua volta la relazione col proprietario di X, in modo da mandare un chiaro segnale a Trump: ci sono, e sono pronta a collaborare, facendo dimenticare l’ottimo rapporto con Biden. È il doppio forno della premier, fuori dai Patrioti trumpiani in Europa, in freddo con Orban — che del tycoon è sodale — e che molto si è mostrata con i democratici negli ultimi due anni. Il problema si porrebbe però se vincesse Harris: mentre Salvini manterrebbe una linea ostile alla democratica, Meloni dovrebbe invece costruire una collaborazione.

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