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Enrico Costa lascia la presidenza della Giunta per le autorizzazioni della Camera: “Mai stato uno che tiene alle poltrone”

(ansa)

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Con una lettera inviata al presidente Fontana il neo deputato di Forza Italia esclude l’atto dovuto, come dimostrano i precedenti, perché non esistono “obiezioni di merito al lavoro svolto”, ma dice di voler “scongiurare tensioni che posso giudicare strumentali, ma che distoglierebbero la giunta dai suoi compiti delicati”
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ROMA - Enrico Costa, neo deputato di Forza Italia da una settimana, lascia la presidenza della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. In una lettera, inviata poco prima delle 16 al presidente Lorenzo Fontana, spiega che non si tratta di un atto tecnicamente dovuto, visti i precedenti, ma compiuto “per scongiurare tensioni che posso giudicare strumentali, ma che distoglierebbero la Giunta dai suoi compiti delicati”. Sottolinea di “essere stato eletto all'unanimità” e di aver “cercato di condurre i lavori con equilibrio, consapevole della responsabilità che mi è stata affidata”.

Dalle pagine del Fatto quotidiano, con la rassegna stampa, gli era giunto il messaggio delle opposizioni - Pd, M5S, Avs - su una sua incompatibilità, che Costa considera del tutto presunta, tra la presidenza della Giunta e il suo passaggio da un partito di opposizione, Azione di Carlo Calenda, alla maggioranza dove siede Forza Italia. Tra le riflessioni anche quella del costituzionalista Gaetano …

ROMA - Enrico Costa, neo deputato di Forza Italia da una settimana, lascia la presidenza della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. In una lettera, inviata poco prima delle 16 al presidente Lorenzo Fontana, spiega che non si tratta di un atto tecnicamente dovuto, visti i precedenti, ma compiuto “per scongiurare tensioni che posso giudicare strumentali, ma che distoglierebbero la Giunta dai suoi compiti delicati”. Sottolinea di “essere stato eletto all'unanimità” e di aver “cercato di condurre i lavori con equilibrio, consapevole della responsabilità che mi è stata affidata”.

Dalle pagine del Fatto quotidiano, con la rassegna stampa, gli era giunto il messaggio delle opposizioni - Pd, M5S, Avs - su una sua incompatibilità, che Costa considera del tutto presunta, tra la presidenza della Giunta e il suo passaggio da un partito di opposizione, Azione di Carlo Calenda, alla maggioranza dove siede Forza Italia. Tra le riflessioni anche quella del costituzionalista Gaetano Azzariti che sottolineava come non ci sia “un obbligo di legge che imponga le dimissioni”, ma prevalga in un caso come questo “la necessità di preservare il rispetto degli equilibri tra maggioranza e opposizione dimostrando così buon senso e sensibilità costituzionale”.

Ma la prima a chiedere il passo indietro, già giovedì scorso, era stata la capogruppo di Avs Luana Zanella. Poche righe d’agenzia per sottolineare che “con il passaggio a Forza Italia il collega Costa dovrebbe lasciare la presidenza della Giunta, organismo tradizionalmente affidato alle opposizioni”. Il giorno dopo ecco sullo stesso tema un articolo su “Pagella politica”. Ma stamattina, anche dall’opposizione, arrivano a Costa telefonate personali di sostegno, che però non attenuano il suo dubbio più forte, quel suo ripetere “non sono mai stato uno che tiene alle poltrone”.

All’ora di pranzo spariscono gli ultimi dubbi e Costa si mette a scrivere la lettera di dimissioni da inviare a Fontana. Scrive il deputato che siede a Montecitorio dal 2006: “Dal punto di vista regolamentare, questa scelta è del tutto priva di conseguenze in relazione all'incarico ricoperto, e ciò è confortato da numerosi precedenti. Tuttavia, oltre al profilo giuridico, per cui sarebbe assolutamente legittimo mantenere il ruolo in cui sono stato eletto, senza trascurare il fatto che nessuno muove obiezioni di merito al lavoro svolto, prendo in considerazione anche il piano politico-istituzionale”.

E qui ecco il passaggio sulla sua responsabilità tutta politica rispetto a un organismo delicato come la Giunta per le autorizzazioni: “Ritengo che essa vada tutelata con la responsabilità di scongiurare tensioni che posso giudicare strumentali, ma che la distoglierebbero dai suoi compiti delicati”. Poi un flash sui due anni di lavoro collettivo, che non hanno fatto registrare dissidi e scontri sulle decisioni assunte: “Abbiamo creato un clima di ottima collaborazione e confronto, siamo stati capaci di affrontare temi complessi in modo costruttivo e non pregiudiziale, e questo processo non deve interrompersi solo perché il presidente ha fatto una scelta politica”.

Infine un riferimento del tutto personale: “Allo stesso modo, per mantenere una carica, non sacrificherei mai le battaglie garantiste per una giustizia liberale, che da sempre conduco e che condurrò con impegno a fianco dei colleghi di Forza Italia”. E dunque, “con grande serenità”, Costa lascia la Giunta per le autorizzazioni. In una battuta, Calenda aveva detto “non si smuoverà neanche con il Napalm”. E invece è andata esattamente nel modo opposto, nel solo giro di poche ore.

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