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“Violenza privata e minacce”. Il militante espulso Marco Belviso denuncia i vertici del comitato di Vannacci

Da sinistra: Bruno Spatara, Roberto Vannacci, Gianluca Priolo e Fabio Filomeni 

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Tensione nell’Associazione “Il mondo al contrario”. Coinvolti tre dirigenti. Il vicepresidente De Angelis si dimette in rotta col Movimento
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I reati ipotizzati sono violenze private e minacce, intanto la presunta vittima ha sporto denuncia ai carabinieri di Udine in tarda mattinata: una vicenda inquietante che getta ulteriori e pesanti ombre sul nascente movimento riconducibile al generale sospeso dall'esercito e oggi eurodeputato della Lega, Roberto Vannacci. Il protagonista, suo malgrado, è Marco Belviso, giornalista ed editore della rivista il Corsaro della Sera, che ha creato la sigla Amici del nord-est per Vannacci. Nella giornata di ieri ha però ricevuto una visita inaspettata presso la propria abitazione udinese: il presidente del comitato il Mondo al contrario Fabio Filomeni, tenente colonnello in congedo; Bruno Spatara, segretario dell'associazione, ex parà e in passato esponente di movimenti di estrema destra; Gianluca Priolo, tesoriere della stessa associazione politica e anche lui in passato nella Folgore.

A sentire il racconto di Belviso, messo …

I reati ipotizzati sono violenze private e minacce, intanto la presunta vittima ha sporto denuncia ai carabinieri di Udine in tarda mattinata: una vicenda inquietante che getta ulteriori e pesanti ombre sul nascente movimento riconducibile al generale sospeso dall'esercito e oggi eurodeputato della Lega, Roberto Vannacci. Il protagonista, suo malgrado, è Marco Belviso, giornalista ed editore della rivista il Corsaro della Sera, che ha creato la sigla Amici del nord-est per Vannacci. Nella giornata di ieri ha però ricevuto una visita inaspettata presso la propria abitazione udinese: il presidente del comitato il Mondo al contrario Fabio Filomeni, tenente colonnello in congedo; Bruno Spatara, segretario dell'associazione, ex parà e in passato esponente di movimenti di estrema destra; Gianluca Priolo, tesoriere della stessa associazione politica e anche lui in passato nella Folgore.

A sentire il racconto di Belviso, messo nero su bianco nella querela, è stato una specie di raid squadristico. «Ho ricevuto un messaggio da Filomeni che mi diceva "tra venti minuti sono lì"», spiega. Negli ultimi giorni tra i due c'erano stati dissidi politici, anche lo stesso Vannacci si era risentito con Belviso per alcune sue dichiarazioni pubbliche e telefonicamente gli aveva espresso il proprio disappunto.

«Pensavo che Filomeni, che vive in Toscana, avesse fatto tanta strada per chiarirsi, ero anche uscito a comprare qualche birra», continua Belviso. Il quale invece si ritrova non solo Filomeni ma tre persone in casa, i quali rifiutano i convenevoli e hanno invece toni e atteggiamenti minacciosi: «Mi hanno detto che dovevo stare zitto, fermo e seduto sul divano».

In mano i tre avevano un foglio con carta intestata del movimento il Mondo al contrario dove si cita una riunione di quel mattino a Mestre – sempre degli stessi tre - e durante la quale era stata decisa l'espulsione di Belviso. Una specie di processo fai-da-te di un fantomatico "Consiglio di gestione". «Volevano che lo firmassi, oppure che rinunciassi alla mia attività giornalistica, cosa che non posso fare perché è il mio lavoro, così mi sono rifiutato». Nella lettera recapitata a mano e non controfirmata, si contesta a Belviso di “aver espresso giudizi politici sulla Lega (...) che si ricorda essere il partito nel quale è stato eletto Vannacci”.

Da sinistra: Bruno Spatara, Roberto Vannacci, Gianluca Priolo e Fabio Filomeni 

L'impasse si è sbloccata quando il citofono dell’abitazione di Belviso (che si trovava da solo a casa) ha suonato, a quel punto i tre sono usciti e, secondo la testimonianza della persona amica che ha raggiunto Belviso, ad aspettare sotto casa i tre ospiti inaspettati c'era un'auto accesa con una quarta persona alla guida. «Voglio specificare che, per quanto io ne sappia, Vannacci non è coinvolto in questa storia», aggiunge Belviso parlando con Repubblica. Ecco invece la replica scritta di Filomeni, al quale abbiamo chiesto conto della querela: «La questione sollevata dal dottor Belviso riguardo la sua espulsione dal comitato è contenuta, senz'altro aggiungere, nella lettera a lui diretta e consegnata personalmente, con preavviso, correttezza e rispetto, in quanto coordinatore d'area. Ci tuteleremo nelle sedi opportune dalle espressioni lesive della onorabilità propria dell'associazione e dei suoi appartenenti pubblicate a margine di questa vicenda». Ora nel Mondo al contrario si parla già di “scissione” del nord-est, più vicino a Belviso. E il vicepresidente nazionale dell’associazione, Norberto De Angelis, dopo i fatti avvenuti domenica, comunica a tutti le sue dimissioni per «insindacabili motivi personali».

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