Il decreto flussi per l’ingresso in Italia dei lavoratori extracomunitari non funziona, e va cambiato: sindacati, organizzazioni datoriali e terzo settore ieri a Palazzo Chigi si sono trovati pienamente d’accordo su questo primo passo. Ma qui finiscono le convergenze, perché a una richiesta abbastanza generalizzata di abolizione del Click Day, e di forte semplificazione delle procedure, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha replicato con l’ipotesi di Click Day settoriali. Per la Cgil questa forma di «lotteria» andrebbe invece sostituita con «un meccanismo che copra l’intero anno, rispondendo al reale fabbisogno».
Per il superamento dei Click Day e un flusso continuo di ingressi anche la Cisl (che chiede una «governance partecipata» d…
Il decreto flussi per l’ingresso in Italia dei lavoratori extracomunitari non funziona, e va cambiato: sindacati, organizzazioni datoriali e terzo settore ieri a Palazzo Chigi si sono trovati pienamente d’accordo su questo primo passo. Ma qui finiscono le convergenze, perché a una richiesta abbastanza generalizzata di abolizione del Click Day, e di forte semplificazione delle procedure, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha replicato con l’ipotesi di Click Day settoriali. Per la Cgil questa forma di «lotteria» andrebbe invece sostituita con «un meccanismo che copra l’intero anno, rispondendo al reale fabbisogno».
Per il superamento dei Click Day e un flusso continuo di ingressi anche la Cisl (che chiede una «governance partecipata» della riforma) e la Uil, ma anche diverse organizzazioni datoriali, come Coldiretti e Fidaldo (federazione dei datori di lavoro domestico). Sì ai Click Day declinati per settore invece da parte dell’Ance, che però chiede anche «una fortissima semplificazione per le procedure che riguardano i lavoratori che vengono selezionati e formati nei Paesi di provenienza».
Le modifiche alla Bossi-Fini potrebbero già arrivare nel prossimo Cdm, il 27 settembre. Il governo sta ragionando anche su un caricamento molto anticipato delle domande da parte dei datori di lavoro. Un sistema che, attraverso controlli preliminari per accertare la compatibilità tra numero di dipendenti e numero di lavoratori richiesti, permetterebbe di prevenire abusi da parte delle organizzazioni criminali.
Per la Uil però «ci vorrebbe più coraggio da parte del governo: la Bossi-Fini non ha mai funzionato». Uil e Cgil chiedono una riforma radicale, e misure di emersione per i lavoratori che già adesso si trovano in Italia. Proposta che difficilmente verrà accolta, mentre potrebbe essere recepita la richiesta di Coldiretti di una procedura semplificata, senza quote, per il passaggio dei lavoratori stagionali ai contratti a tempo determinato o indeterminato.