Mentre Giorgia Meloni in America rincorre Elon Musk e si fa premiare da lui all’Atlantic Council Matteo Salvini, che ha invitato il patron di Twitter e Tesla a Pontida, para il colpo e prepara la contromossa per accreditarsi lui, e solo lui, come il riferimento dei trumpiani in Italia. Così in vista del grande raduno del Carroccio tenta di coinvolgere direttamente il vertice dei Repubblicani americani per ottenere almeno un messaggio esclusivo dal “suo” candidato, Donald Trump, da leggere dal palco nell’evento del 6 ottobre.
Di sicuro comunque a Pontida ci saranno gli (ex) amici della Meloni che invece di dialogare con i Conservatori, come sperava la presidente del Consiglio, hanno fondato con il leader legh…
Mentre Giorgia Meloni in America rincorre Elon Musk e si fa premiare da lui all’Atlantic Council Matteo Salvini, che ha invitato il patron di Twitter e Tesla a Pontida, para il colpo e prepara la contromossa per accreditarsi lui, e solo lui, come il riferimento dei trumpiani in Italia. Così in vista del grande raduno del Carroccio tenta di coinvolgere direttamente il vertice dei Repubblicani americani per ottenere almeno un messaggio esclusivo dal “suo” candidato, Donald Trump, da leggere dal palco nell’evento del 6 ottobre.
Di sicuro comunque a Pontida ci saranno gli (ex) amici della Meloni che invece di dialogare con i Conservatori, come sperava la presidente del Consiglio, hanno fondato con il leader leghista il gruppo sovranista dei Patrioti a Bruxelles. Dopo l’annuncio del presidente ungherese Viktor Orbán, felice di essere sul palco insieme al «grande amico Matteo», ieri ha confermato la sua presenza anche il leader della ultradestra olandese Geert Wilders: «Sono molto felice di partecipare e parlare a Pontida, in Italia, domenica 6 ottobre al raduno della Lega insieme ai miei cari amici e alleati Matteo Salvini e Viktor Orbán». «Grazie amico mio, non vedo l’ora di vederti», è la risposta del vicepremier e segretario del Carroccio, che sogna in grande.
Salvini, è evidente, vuole diventare il primo riferimento di Trump in Italia e sta cercando sostegno nello staff del candidato alla Casa Bianca. Nei giorni scorsi ci sono stati vari contatti con il senatore repubblicano Vivek Ramaswamy, grande amico non solo di Trump ma anche di Musk. Lo scorso giugno è stato proprio Ramaswamy a fare da tramite per una telefonata tra il candidato alla Casa Bianca e Salvini. Adesso, la richiesta recapitata al senatore Usa dalla Lega è quella di un messaggio o di un (improbabile) collegamento video di Trump a Pontida. Una richiesta che rischia di non poter avere una risposta positiva, considerando che sono i giorni della volata per le elezioni americane e Trump è sommerso da incontri ed eventi. Ma Salvini ci prova. Probabile anche la presenza a Pontida dello stesso senatore Ramaswamy, che è il vero tessitore di molti legami tra il cerchio magico di Trump (e Musk) e i leader della destra europea. «Ma vedrete ci saranno altre sorprese a Pontida, sarà un evento di cui si parlerà non solo in Italia», dicono da via Bellerio. Incerta però è la presenza di Marine Le Pen, che non vuole fare uscite troppo sovraniste mentre è in fase di lancio a Parigi il governo di Michel Barnier.
Salvini a Pontida vuole inviare un messaggio chiaro non solo agli alleati di governo ma anche all’esterno: e cioè che lui è nell’asse sovranista internazionale e in questo campo intende muoversi. Da protagonista. Questo vuol dire che la Lega scivolerà sempre più alla destra di Meloni, per raccogliere consensi laddove la leader di FdI, al governo, non può più agire. Salvini anche ieri ha ribadito la linea: «Se a qualcuno non sto simpatico io e non sta simpatico Orbán libero di pensarlo: basta che non prevedano il carcere agli antipatici».
Dal palco di Pontida arriveranno poi segnali alla Russia di Vladimir Putin. Ieri il vicepremier ha ribadito il no all’utilizzo da parte dell’Ucraina di armi europee sul suolo russo: «Abbiamo sempre sostenuto il diritto alla difesa dell’Ucraina che non vuol dire diritto alla guerra sul territorio russo e terza guerra mondiale — dice — Su questo il governo italiano è compatto e determinato. Le armi per difendersi sì, quelle per scatenare la terza guerra mondiale no, non è il caso».
Intanto proprio per organizzare al meglio il raduno sul pratone leghista oggi Salvini riunirà per la terza volta in poche settimane il consiglio federale del partito. Ha già chiesto a tutti i dirigenti di portare gente a Pontida: soltanto ai giovani leghisti ha chiesto di far arrivare almeno mille ragazzi e ragazzi. «Deve essere un bagno di folla», ha detto ai suoi il capo del Carroccio.