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La visita di Mattarella nella Germania che ricorda l’Italia del governo gialloverde

(ansa)

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Il Capo dello Stato a Berlino e Bonn per tre giorni mentre crescono i consensi per l’estrema destra dell’Afd e dei populisti di sinistra di Sahra Wagenknecht
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Come nasce la rabbia che minaccia le democrazie?, si domanda Die Zeit. La Germania tentata dai populismi vive i suoi giorni più inquieti dal Dopoguerra. Tutto sembra in bilico. Il governo del socialdemocratico Olaf Scholz appeso a un filo, la recessione morde le famiglie, l’82 per cento dei tedeschi, secondo un sondaggio, invoca regole più severe sull’immigrazione. E così l’esecutivo che tiene (faticosamente) insieme rossi, liberali, verdi, la coalizione semaforo, ha chiuso le frontiere, sospendendo Schengen per sei mesi. Si insegue la destra con la linea dura. Dieci anni fa Angela Merkel accolse un milione di siriani. Sembra passato un secolo. Ora ce l’hanno anche con noi che facciamo passare i migranti che non registriamo.

In questo contesto pieno di tensioni giovedì a Berlino arriva il presidente Sergio Mattarella, per una visita di tre giorni che toccherà anche Bonn e Colonia. La crisi tedesca ci riguarda da vicino, perché la Germania resta di gran lunga il nostro primo partner c…

Come nasce la rabbia che minaccia le democrazie?, si domanda Die Zeit. La Germania tentata dai populismi vive i suoi giorni più inquieti dal Dopoguerra. Tutto sembra in bilico. Il governo del socialdemocratico Olaf Scholz appeso a un filo, la recessione morde le famiglie, l’82 per cento dei tedeschi, secondo un sondaggio, invoca regole più severe sull’immigrazione. E così l’esecutivo che tiene (faticosamente) insieme rossi, liberali, verdi, la coalizione semaforo, ha chiuso le frontiere, sospendendo Schengen per sei mesi. Si insegue la destra con la linea dura. Dieci anni fa Angela Merkel accolse un milione di siriani. Sembra passato un secolo. Ora ce l’hanno anche con noi che facciamo passare i migranti che non registriamo.

In questo contesto pieno di tensioni giovedì a Berlino arriva il presidente Sergio Mattarella, per una visita di tre giorni che toccherà anche Bonn e Colonia. La crisi tedesca ci riguarda da vicino, perché la Germania resta di gran lunga il nostro primo partner commerciale. E perdipiù il virus populista rischia di infettare a morte il cuore dell’Europa. Le affermazioni dell’estrema destra dell’Afd e dei veterocomunisti guidati da Sahra Wagenknecht a sinistra rendono la situazione in parte simile a quella che Mattarella dovette affrontare a Roma nel 2018 quando si trovò a dover battezzare il governo gialloverde di Salvini e Conte.

La Germania diventerà come l’Italia?

Mattarella, che venerdì vedrà sia il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier, e poi il premier Olaf Scholz, potrà, se glielo chiederanno, dispensare qualche buon consiglio su come fare i conti con gli opposti estremismi.

Noi abbiamo avuto il populismo di Silvio Berlusconi (i tedeschi non se ne capacitavano allora: ci irridevano), quello grillino, e ora quello del duo Meloni-Salvini. In Germania si vota tra un anno esatto e si potrebbe trovare per la prima volta con gli estremisti al potere. Il Paese va a destra. Gli xenofobi esercitano la loro seduzione anche tra i giovani e gli strati popolari. La vittoria socialdemocratica di Brandeburgo non illuda. L’ha detto lo stesso vincitore Dietmar Woidke, che ha vinto senza avere la maggioranza. La destra è lì, che gli alita sul collo. La rabbia nutre il rancore e il rancore si fa politica. E’ un fatto nuovo. Nemmeno era mai successo che la Volkswagen licenziasse.

Mattarella e il socialdemocratico Steinmeier sono vecchi amici. Si frequentano da anni. L’anno scorso andarono insieme in Sicilia. Domenica saranno a Marzabotto, per gli 80 anni della strage nazista. Mai un anniversario fu così significativo. “L’avanzata della destra estrema inquieta i nostri interlocutori” ammettono al Quirinale. Le misure restrittive sull’immigrazione sono un tentativo di frenare la crescita dei nazionalisti e il tema delle migrazioni sarà al centro dei colloqui tedeschi del nostro Capo dello Stato. Così come resta delicato lo stato dei rapporti della Germania con la Cina sulle misure da prendere per contrastare l’invasione di auto elettriche di Pechino. Non entrerà probabilmente nei colloqui bilaterali ma la polemica per la scalata di Unicredit in Commerzbank vi farà da sfondo. Scholz ha parlato di "atto ostile”.

Insomma, questo viaggio assume un’importanza anche in chiave europea.

Resta da capire, in Italia e in Germania, come assorbire la rabbia che mette in pericolo le nostre democrazie. “Affrontandola sul piano emotivo, dando l’impressione concreta di capire le paure dei cittadini”, sarebbe già un punto di partenza, scrive Die Zeit.

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