✕

Salvini, sondaggi ed elezioni in Usa: perché Meloni ha fatto sparire il riferimento alle armi a Kiev dal comunicato sull’Ucraina

(ansa)

Ascolta l'audio

Il comunicato di Palazzo Chigi diverge da quello congiunto inviato al termine della riunione del G7: manca il riferimento al sostegno militare per il paese aggredito dalla Russia. Solo l’ultimo caso di un progressivo “disimpegno” dell’Italia dal conflitto
1 minuti di lettura

Il governo Meloni ha cambiato linea su Kiev? Prima la scelta di partecipare soltanto in videocall al summit di New York organizzato da Joe Biden con Volodymyr Zelensky. Poi la sparizione delle armi a Kiev dalla nota di Palazzo Chigi che cita solo le riforme economiche, in difformità dal comunicato congiunto degli alleati. Sono soltanto gli ultimi due passi della premier che confermano il progressivo disimpegno italiano nella guerra in Ucraina.

I motivi sono molteplici e vanno dal pressing del vicepremier leghista Matteo Salvini, ai sondaggi che rivelano la freddezza degli elettori di Fratelli d’Italia sulle forniture militari a Kiev. Intanto colpisce la vicinanza con Elon Musk, con la sua Starlink abbastanza ondivago nel conflitto, e vicino al candidato repubblicano Donald Trump, che proprio nelle ore del G7 allargato ha alzato il tiro contro Zelensky: “Non vuole la pace”.

“L’Italia non cambia posizione come cambia il vento”, ha ribadito col consueto vigore Meloni prima di lasciare i…

Il governo Meloni ha cambiato linea su Kiev? Prima la scelta di partecipare soltanto in videocall al summit di New York organizzato da Joe Biden con Volodymyr Zelensky. Poi la sparizione delle armi a Kiev dalla nota di Palazzo Chigi che cita solo le riforme economiche, in difformità dal comunicato congiunto degli alleati. Sono soltanto gli ultimi due passi della premier che confermano il progressivo disimpegno italiano nella guerra in Ucraina.

I motivi sono molteplici e vanno dal pressing del vicepremier leghista Matteo Salvini, ai sondaggi che rivelano la freddezza degli elettori di Fratelli d’Italia sulle forniture militari a Kiev. Intanto colpisce la vicinanza con Elon Musk, con la sua Starlink abbastanza ondivago nel conflitto, e vicino al candidato repubblicano Donald Trump, che proprio nelle ore del G7 allargato ha alzato il tiro contro Zelensky: “Non vuole la pace”.

“L’Italia non cambia posizione come cambia il vento”, ha ribadito col consueto vigore Meloni prima di lasciare il Palazzo di Vetro dell’Onu e imbarcarsi per Roma (bissando anche il forfait alla tradizionale cena di gala offerta dai coniugi Biden al Metropolitan Museum), eppure i segnali dell’ambiguità non mancano.

Lo conferma il voto recente di Strasburgo, con gli europarlamentari italiani che dicono no all’uso in territorio russo delle armi inviate a Kiev, in un passaggio della risoluzione del Parlamento Ue che invece ottiene la maggioranza della plenaria. Un voto in linea con la posizione del governo - lo stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani la anticipa in mattinata - mettendo nero su bianco quanto provato a dissimulare solo pochi giorni prima.

Stiamo parlando del pasticcio del doppio comunicato del cosiddetto vertice dei leader di fine agosto, quando la Lega “per errore” critica l’offensiva ucraina oltre confine allineandosi pericolosamente all’ungherese Orbán. “Siamo contrari a ogni ipotesi di interventi militari fuori dai confini ucraini”, la nota del Carroccio che poi si corregge.

Ma è tardi, ciò che si pensa davvero nell’esecutivo esce allo scoperto, e gli alleati iniziano a innervosirsi. Tanto che l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell ci rampogna: “Ridicolo dire che se si permettono di colpire obiettivi militari in Russia allora vuol dire essere in guerra contro Mosca, come dicono alcuni Stati membri”.

Insomma, le obiezioni sono tutte di natura politica, e rivelano il fragile equilibrio su cui fonda l’appoggio di Meloni a Kiev anche in vista del voto in Usa per la Casa Bianca. Un gioco di equilibrio "ad alto rischio in vista delle elezioni presidenziali americane che i leader europei stanno osservando da vicino", come osserva il Wall Street Journal, commentando la premiazione all’Atlantic Council.

Leggi i commenti