✕

Cittadinanza, autonomia differenziata e Jobs Act: ipotesi referendum day in primavera

Ascolta l'audio

La data sarà fissata in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno del prossimo anno. Se il percorso non avrà ostacoli. Sarà la Consulta a inizio del prossimo anno a dare o meno il via libera
2 minuti di lettura

Il quorum, come si è visto, c’è: sarà anzi un mega quorum perché le firme per il referendum sulla cittadinanza saranno consegnate in Cassazione il 30 settembre, lunedì prossimo, dal “cartello” di promotori con Riccardo Magi e le associazioni del Terzo Settore in testa, e il contatore delle sottoscrizioni corre ancora molto, oltre il mezzo milione necessario.

Ma le urne per cambiare la legge sulla cittadinanza italiana saranno aperte in primavera. La data sarà fissata in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno del prossimo anno. Se il percorso non avrà ostacoli. Sarà la Consulta a inizio del prossimo anno a dare o meno il via libera: non solo al referendum sulla cittadinanza, ma anche a quello…

Il quorum, come si è visto, c’è: sarà anzi un mega quorum perché le firme per il referendum sulla cittadinanza saranno consegnate in Cassazione il 30 settembre, lunedì prossimo, dal “cartello” di promotori con Riccardo Magi e le associazioni del Terzo Settore in testa, e il contatore delle sottoscrizioni corre ancora molto, oltre il mezzo milione necessario.

Ma le urne per cambiare la legge sulla cittadinanza italiana saranno aperte in primavera. La data sarà fissata in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno del prossimo anno. Se il percorso non avrà ostacoli. Sarà la Consulta a inizio del prossimo anno a dare o meno il via libera: non solo al referendum sulla cittadinanza, ma anche a quello per abrogare l’autonomia differenziata di Calderoli e a quello sul Jobs Act. Tutti in fila per una possibile primavera elettorale? Ci sarà un referendum day?

Dopo la consegna in Cassazione di quel milione e 300 mila firme che le sinistre hanno raccolto contro l’autonomia differenziata, ora tocca al referendum sulla cittadinanza avviare l’iter formale. E quindi, dopo la consegna lunedì delle firme, tra poco più di un mese, il 31 ottobre , la Corte di Cassazione emetterà ordinanza non definitiva per rilevare eventuali irregolarità. È un momento dirimente. Se infatti c’è una indicazione di irregolarità da parte della Corte, il comitato promotore del referendum può presentare una sanatoria nel termine indicato dall’ordinanza non definitiva, termine che non può andare oltre il 20 novembre di quest’anno.

La decisione definitiva della Cassazione sulla legittimità del referendum è prevista con una ordinanza entro il 15 dicembre. Si passa poi alle decisioni della Consulta.

E siamo nel nuovo anno. Il 20 gennaio il presidente della Corte costituzionale fissa il giorno della deliberazione e il 10 febbraio si attende la pubblicazione della sentenza della Consulta sull’ammissibilità del referendum.

Ma non saranno acque tranquille perché gli alti magistrati sono in scadenza e si stanno per rinnovare le cariche. Sono tuttora ben sette le fumate nere del Parlamento in seduta comune per la sostituzione di Silvana Sciarra alla Consulta e pare che la maggioranza di centrodestra voglia attendere dicembre quando scadranno altri tre componenti, così da procedere a un “pacchetto completo di nomine”.

La riforma della cittadinanza attende da 20 anni, sa quando cioè si fede il primo tentativo per cambiare la legge del 1992 che la regola. Il referendum ora proposta ne abroga una norma: non entra nel merito di Ius soli o Ius scholae, ovvero cittadini italiani per nascita o dopo un ciclo di istruzione, bensì il quesito mira a ridurre a 5 anni (da dieci) il termine di residenza legale ininterrotta in Italia per diventare cittadino italiano. Dopo 5 anni di permesso, i residenti immigrati potranno fare richiesta e ottenere la cittadinanza. A potere diventare italiani secondo gli ultimi dati Istat, avendo 5 anni continuativi di permesso di soggiorno Ue (che prevede come requisiti reddito adeguato, alloggio), sono 2.300.000 italiani di fatto e non di diritto. I figli minori conviventi acquisirebbero la cittadinanza automaticamente.

Leggi i commenti