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Mattarella contro gli imbonitori che negano l’emergenza climatica: “Conseguenze nefaste dai nostri ritardi”

(reuters)

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Seconda tappa del viaggio in Germania. Lo sguardo del capo dello Stato (che cita Draghi) sull’ambiente differisce sensibilmente dalla destra: urge una transizione ecologica “concreta e pragmatica. Serve un'Europa dell'energia”
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COLONIA – Li chiama “imbonitori”. Quelli che non vogliono vederla l’emergenza climatica, “offrendo soluzioni semplicistiche”. Le anime belle che dicono che in fondo “il peso dell’Europa è relativo” nel disastro ecologico.

Ce l’ha con i Salvini, Sergio Mattarella?

Beh, con quelli come lui.

Ammonisce i negazionisti: “Le conseguenze dei nostri ritardi sono sotto gli occhi di tutti e sempre più nefaste”.

A Bonn, nell’ex capitale tedesca malinconicamente svuotata del potere che fu, il presidente espone la sua dottrina sulla transizione ecologica. L’occasione: il seminario sull’ambiente al polo delle Nazioni unite.

Il suo pensiero si può riassumere così: urge una “transizione energetica che sia concreta,…

COLONIA – Li chiama “imbonitori”. Quelli che non vogliono vederla l’emergenza climatica, “offrendo soluzioni semplicistiche”. Le anime belle che dicono che in fondo “il peso dell’Europa è relativo” nel disastro ecologico.

Ce l’ha con i Salvini, Sergio Mattarella?

Beh, con quelli come lui.

Ammonisce i negazionisti: “Le conseguenze dei nostri ritardi sono sotto gli occhi di tutti e sempre più nefaste”.

A Bonn, nell’ex capitale tedesca malinconicamente svuotata del potere che fu, il presidente espone la sua dottrina sulla transizione ecologica. L’occasione: il seminario sull’ambiente al polo delle Nazioni unite.

Il suo pensiero si può riassumere così: urge una “transizione energetica che sia concreta, pragmatica, sostenibile, efficace”. In soldoni: “Affrancarsi dai combustibili fossili per il raggiungimento di un sistema energetico sostenibile in grado di coniugare un’ambiziosa politica climatica con la salvaguardia delle filiere industriali, della crescita, e del benessere”. È anche una sfida per l’innovazione. Il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier concorda: “Dobbiamo decarbonizzare senza sconvolgimenti sociali”.

Tutela del clima e benessere. È il nodo da sciogliere. Fosse facile, viste le inevitabili resistenze. Ma non abbiamo alternative, perché le catastrofi naturali “sono sotto gli occhi di tutti”, ci ricorda Mattarella. Ecco perché, nell’“indispensabile accelerazione”, bisogna marciare “tutti insieme”. Gli Stati. Le aziende. A cominciare da Germania e Italia. A sussumere gli sforzi l’Unione europea, che deve profilarsi come “avanguardia nell’individuazione delle tecnologie di punta”.

Non sarà gratis. Servono “risorse straordinarie”. Come fare? Indica tre punti.

Bisogna divenire un’avanguardia tecnologica di punta.

Decarbonizzare l’economia.

Differenziare le fonti.

Attrezzarsi agli shock esterni.

“Per troppo tempo abbiamo affrontato in modo inadeguato la questione del cambiamento climatico, opponendo artificiosamente fra loro le ragioni della gestione dell’esistente a quelle del futuro dei nostri figli e nipoti. Abbiamo pensato di poterla affrontare procedendo in ordine sparso, con lo sguardo rivolto alle scoperte del passato, con risorse ordinarie e con strumenti obsoleti”.

È la seconda tappa del suo viaggio in Germania. A Bonn Steinmeier lo fa salire sul battello Poseidon. Una crociera sul Reno, per raggiungere in un’oretta Colonia. Il ministro Tajani che è con lui, lo informa sul raid in Libano. Colonia è la città con il più alto numero di italiani. Giornata limpida, ma fredda. Tira un gran vento quando la delegazione mette piede nel Duomo. Mattarella cita Adenauer, “figlio di questa terra”.

Insomma, bisogna cambiare passo. Per troppo tempo le risposte contro il disastro climatico sono state inadeguate. È che siamo dentro a una continua contraddizione. L’anno scorso con Steinmeier andarono nella Sicilia arsa dagli incendi, e lì fecero visita alla 3Sun Gigafactory di Enel Green Power, la “Fabbrica del Sole”, stabilimento di pannelli solari, “esempio della capacità europea di innovare e sostenere la filiera in settori strategici”.

Mattarella cita il rapporto di Mario Draghi. Per garantire la competitività dell’Europa è necessario abbandonare i combustibili fossili e compiere la transizione. Lo sguardo del Quirinale (e di Draghi) sull’ambiente differisce sensibilmente dalla destra. Prendere nota.

Oggi terza tappa, in Italia. Con e Steinmeier saranno a Marzabotto, in Emilia, per gli 80 anni della strage nazista dell’“orribile 1944”. Un’altra tappa per rinfrescare la memoria ai troppi smemorati.

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