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Presidenza Rai, lo strappo di M5s e Avs: “Così la destra sarà costretta a trattare”

La presidente della Fondazione Biagio Agnes, Simona Agnes, durante la conferenza stampa di presentazione del Premio Biagio Agnes, Roma 19 giugno 2023. ANSA/FABIO FRUSTACI. (ansa)

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I dem sull’Aventino, mentre i due partiti puntano alla bocciatura in Vigilanza di Simona Agnes, la candidata della destra
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La vicenda Rai vista dai 5 Stelle e da Alleanza verdi sinistra è semplice: un rischio calcolato ma finalizzato a costringere il centrodestra a trattare per la presidenza. Un percorso a tappe, studiato a tavolino, «e a dire il vero era stato concordato anche col Pd», si lamentano dai due partiti. La strategia messa a terra prevede la bocciatura compatta delle opposizioni in commissione di Vigilanza (il voto è previsto per l’8 o il 9 ottobre) della presidente designata dalla maggioranza Simona Agnes (FI), visto che servirebbero i due terzi dei voti. Quando con ogni probabilità dopo le elezioni regionali (Liguria, Umbria, Emilia-Romagna) il centrodestra proverà a tornare in Commissione, le opposizioni dovranno fare lo stesso. E a quel punto FdI e soci saranno costretti a scendere a patti con Pd, M5S, Avs.

La vicenda Rai vista dai 5 Stelle e da Alleanza verdi sinistra è semplice: un rischio calcolato ma finalizzato a costringere il centrodestra a trattare per la presidenza. Un percorso a tappe, studiato a tavolino, «e a dire il vero era stato concordato anche col Pd», si lamentano dai due partiti. La strategia messa a terra prevede la bocciatura compatta delle opposizioni in commissione di Vigilanza (il voto è previsto per l’8 o il 9 ottobre) della presidente designata dalla maggioranza Simona Agnes (FI), visto che servirebbero i due terzi dei voti. Quando con ogni probabilità dopo le elezioni regionali (Liguria, Umbria, Emilia-Romagna) il centrodestra proverà a tornare in Commissione, le opposizioni dovranno fare lo stesso. E a quel punto FdI e soci saranno costretti a scendere a patti con Pd, M5S, Avs.

Gli scenari che si prospettavano erano due. Il primo: le opposizioni tutte unite sceglievano l’Aventino (come ha fatto il Pd) e la destra si nominava tutti e quattro i membri del cda scelti dal Parlamento. A questi si sarebbero aggiunti i due di nomina governativa, tra cui Agnes. Quest’ultima dopo una eventuale seconda bocciatura in Vigilanza sarebbe restata nel cda perché la maggioranza avrebbe avuto gioco facile a far dimettere il meno votato dei quattro in Parlamento.

Il secondo scenario invece, è ciò che è avvenuto due giorni fa con la scelta di M5S e Avs. Il calcolo fatto è che dopo la seconda bocciatura di Agnes sarà impossibile far dimettere l’esponente in cda in quota Lega, Antonio Marano, fino a quel momento presidente ad interim. Allo stesso modo sarebbe impossibile far dimettere l’esponente in cda d’area FdI, Federica Frangi, la più votata in quota parlamentare visto che espressione del partito più grande. L’unica che si potrebbe far dimettere sarebbe quindi proprio Agnes, specie dopo la doppia bocciatura in Vigilanza. Ciò creerebbe enorme scompiglio nella maggioranza, perché Forza Italia, Gianni Letta e la famiglia Berlusconi perderebbero una persona di fiducia. «Quelle nel cda che abbiamo votato non sono “poltrone” ma presidi di controllo dove era ed è fondamentale la presenza delle opposizioni, specie se si ha a cuore la tutela del pluralismo e del rispetto delle diverse sensibilità», spiega la presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia.

Di fronte alle accuse di un pezzo di Pd e di Italia viva, cioè di un voto mosso da un accordo sottobanco con la destra, in via di Campo Marzio si dicono sdegnati: «Solo chi vuole inquinare i discorsi può pensare che con una Rai senza una governance piena si possano trattare le direzioni». Anzi, si fa notare che lo strappo col Pd, se di strappo si può parlare, ha coinvolto anche i rossoverdi: l’asse del Movimento con Avs, suggellata dall’ingresso in Europa nel gruppo The Left, rinvigorita dalla comune battaglia anti-renziana, starebbe lì a confermare la bontà della propria azione. Niente giochetti, solo — assicurano — opposizione ragionata.

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