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“Tagli alle bollette”. L’esordio di Schlein con gli industriali

La segretaria del Pd, Elly Schlein (fotogramma)

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L’incontro a Milano. La segretaria dem: “Serve una politica energetica che aiuti la competitività. Ricostruire la sinistra è un lavoro difficile”. E vede il sindaco Beppe Sala
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Milano — Prima, un incontro a porte chiuse con un gruppo scelto di industriali ed esponenti della finanza per confrontarsi sulle prospettive di crescita del Paese, tutt’altro che rosee. Quindi, un breve ma intenso faccia a faccia con il sindaco Beppe Sala, indiziato numero uno a raccogliere la sfida della ricostruzione dell’area riformista che serve alla sinistra per vincere: oltre ad analizzare le difficoltà in cui versa l’alleanza progressista, la discussione si è concentrata sulle politiche industriali e il rapporto con gli imprenditori del Nord. Che per il Pd non è mai stato particolarmente idilliaco.

È una tappa importante di accreditamento in vista del duello elettorale con Giorgia Meloni quella che Elly Schlein consuma in un pomerigg…

Milano — Prima, un incontro a porte chiuse con un gruppo scelto di industriali ed esponenti della finanza per confrontarsi sulle prospettive di crescita del Paese, tutt’altro che rosee. Quindi, un breve ma intenso faccia a faccia con il sindaco Beppe Sala, indiziato numero uno a raccogliere la sfida della ricostruzione dell’area riformista che serve alla sinistra per vincere: oltre ad analizzare le difficoltà in cui versa l’alleanza progressista, la discussione si è concentrata sulle politiche industriali e il rapporto con gli imprenditori del Nord. Che per il Pd non è mai stato particolarmente idilliaco.

È una tappa importante di accreditamento in vista del duello elettorale con Giorgia Meloni quella che Elly Schlein consuma in un pomeriggio uggioso a Milano, concluso con la presentazione de L’imprevista, biografia della leader dem in trasferta nella city. Organizzato da Fabrizio Pagani, per anni consigliere economico a Palazzo Chigi e al Mef, nonché partner della boutique finanziaria Vitale&Co, il meeting con un pezzo dell’establishment meneghino è utile alla segretaria del Pd per rompere il ghiaccio con un mondo poco frequentato e forse anche un po’ diffidente nei suo confronti. L’inizio di un (necessario) percorso di avvicinamento inaugurato, una ventina di giorni fa, con l’intervento al Forum Ambrosetti di Cernobbio.

(ansa)

A emergere è soprattutto una preoccupazione: mai come ora l’Italia rischia di perdere competitività e produttività nel contesto europeo. Colpiti, i campioni della finanza tricolore — da Corrado Passera ad Alberto Barban — dai numeri bassi inseriti nelle previsioni del Piano strutturale di bilancio presentato dal governo. Inquietudine condivisa da Schlein: pensare all’oggi — dice — non è sufficiente, occorre una strategia di medio-lungo periodo per coniugare crescita sostenibile ed equità sociale. «La prima priorità è come è ridurre i costi energetici che vedono in Italia i prezzi più alti di tutto il continente», spiega la segretaria dem. «Questo vuole dire una perdita secca di competitività per le imprese e una grande fatica per le famiglie che non riescono a pagare le bollette. Si può fare molto per slegare il prezzo dell’energia da quello del gas, immettere i benefici delle rinnovabili che comunque produciamo e riuscire ad abbassare le bollette a imprese e famiglie». Miele per le orecchie degli industriali, da cui arriva una forte richiesta di impegno bipartisan sia sugli investimenti comuni europei, la battaglia che presto si dovrà combattere a Bruxelles, sia sugli incentivi per le imprese (serve migliorare Transizione 5.0) e per gli investitori stranieri, che occorre attrarre nel Paese per far sì che portino innovazione e occupazione.

Una lunga giornata di lavoro, utile anche a tenere lontane le polemiche sulla coalizione progressista in frantumi. Ma non è facile. «La destra è andata al governo e fa la destra, noi dobbiamo ricostruire la sinistra ed è un lavoro difficile», ammette Schlein a sera, presentando il suo libro. «Alle Europee il 50% di quelli che potevano andare a votare hanno scelto di non farlo, noi dobbiamo continuare a ricucire, realizzare un nuovo modo di fare politica e riaccendere insieme una speranza: solo così potremo dar vita a un’alternativa al governo più a destra della storia repubblicana».

Non si rassegna, l’inquilina del Nazareno: resta testardamente unitaria. Convinta di riuscire, alla fine, a tenere insieme tutti: Renzi e Conte, Fratoianni e Calenda. Anche di questo ha parlato con Beppe Sala, l’uomo che potrebbe federare il centro più litigioso del globo terraqueo, anche per metterlo al riparo dalle ostilità grilline. «Io non sono tranquilla quando in una comunità non vola una mosca», conclude fiduciosa Schlein: «Noi siamo più rumorosi, ma evviva i partiti dove si discute perché dall’altra parte non è detto che le cose vadano meglio».

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