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Scontro Mastella-Calenda, il leader di Azione sconfitto. La Giunta per le immunità dà il primo via libera al giudizio per diffamazione

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Ora dovrà pronunciarsi l’Aula del Senato. Per la relatrice Ada Lopreiato la decisione “sarà confermata”. A favore Pd, M5S, Avs e Iv. Astenuto il centrodestra, con un’esitazione poi rientrata, di Forza Italia
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Si avvicina il giudizio per diffamazione, dopo la querela presentata da Clemente Mastella, per il leader di Azione Carlo Calenda. La Giunta per le immunità del Senato ha dato il primo via libera, dopo tre sedute molto tormentate. Dopo il voto lo annuncia la relatrice di M5S Ada Lopreiato che si dice “certa di una conferma del verdetto anche nel passaggio in Aula”.

Ma ricordiamo i fatti e analizziamo le posizioni politiche emerse durante la seduta della Giunta. Tenendo conto che, politicamente, oggi Calenda è vicino al “campo largo” dove, pur con alterne vicende come a Genova, c’è anche Italia viva. Partiamo dalla vicenda specifica per vedere poi gli schieramenti politici. Dunque. Siamo prima delle elezioni europee, mentre si sta formando, su input di Matteo Renzi, il gruppo che correrà sotto la sigla Stati Uniti d’Europa. Calenda esprime, con la nettezza che gli è abituale, la sua contrarietà politica. Butta lì la frase che gli costerà subito la collera furibonda del sindaco di Beneve…

Si avvicina il giudizio per diffamazione, dopo la querela presentata da Clemente Mastella, per il leader di Azione Carlo Calenda. La Giunta per le immunità del Senato ha dato il primo via libera, dopo tre sedute molto tormentate. Dopo il voto lo annuncia la relatrice di M5S Ada Lopreiato che si dice “certa di una conferma del verdetto anche nel passaggio in Aula”.

Ma ricordiamo i fatti e analizziamo le posizioni politiche emerse durante la seduta della Giunta. Tenendo conto che, politicamente, oggi Calenda è vicino al “campo largo” dove, pur con alterne vicende come a Genova, c’è anche Italia viva. Partiamo dalla vicenda specifica per vedere poi gli schieramenti politici. Dunque. Siamo prima delle elezioni europee, mentre si sta formando, su input di Matteo Renzi, il gruppo che correrà sotto la sigla Stati Uniti d’Europa. Calenda esprime, con la nettezza che gli è abituale, la sua contrarietà politica. Butta lì la frase che gli costerà subito la collera furibonda del sindaco di Benevento Clemente Mastella.

Merita riportare quel giudizio che poi ha dato origine alla denuncia e alla questione di sindacabilità del Senato. Aveva detto Calenda: “Non ha alcun senso fare una lista che include movimenti che andranno in gruppi politici europei diversi. Non ha alcun senso portarsi dietro, sia pure per interposta persona, Cuffaro, Cesaro e Mastella. La cultura della mafia è l'opposto dei valori europei".

Apriti cielo. Mastella non si tiene proprio quella considerazione che giudica inaccettabile e offensiva. Parte la querela che finisce alla procura di Roma. E qui il giudice per le indagini preliminari Costantino De Robbio chiede al Senato se può andare avanti con il caso oppure se deve fermarsi di fronte all’insindacabilità delle affermazioni dei parlamentari.

Ed eccoci alla Giunta. Dove l’atteggiamento politico della maggioranza appare ondivago. Come ha raccontato Repubblica due settimane fa si materializza una posizione “improvvisamente“ garantista nei confronti di Calenda del meloniano Sergio Rastrelli, pronto a difendere il leader di Azione. Tant’è che la stessa Lopreiato, già in quel momento favorevole a dare la sindacabilità, nell’evidente incertezza degli altri gruppi anche d’opposizione (qualche esitazione sembra emergere nel Pd), preferisce attendere ancora una settimana. Ovviamente Calenda, sentito dalla stessa Giunta, aveva parlato di un chiaro fraintendimento perché lui non ce l’aveva con Mastella, ma con Cuffaro.

E siamo a oggi. Come racconta la stessa relatrice Lopreiato "Fratelli d'Italia ha avuto un atteggiamento altalenante, dando prima l'ok alla mia relazione, poi facendo un passo indietro, e oggi un ulteriore timido passo in avanti decidendo di astenersi". Anche la Lega a quel punto opta per l’astensione. Mentre Forza Italia all’inizio della seduta annuncia di essere contraria all’autorizzazione, ma poi decide di seguire la scelta dei partner di governo che invece si astengono. Quanto all’esito dell’Aula non ci dovrebbero essere dubbi, dovrebbe passare il via libera all’inchiesta giudiziaria.

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