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“Latina patrimonio dell’Unesco”, la proposta della Lega per valorizzare l’architettura fascista

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La risoluzione, a firma di Giovanna Miele, è stata presentata lo scorso 8 marzo e verrà discussa in commissione Cultura alla Camera
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Littoria, poi Latinia, insomma Latina va candidata come patrimonio dell’Unesco. Questa la proposta della Lega, che impegnerebbe il governo, in calendario oggi in commissione Cultura della Camera. Non è la prima volta che la città dell’Agro Pontino, bonificato da Mussolini, riceve attenzioni particolari dalla maggioranza: ad agosto, per prepararsi al centenario di Latina, sono stati stanziati quasi 7 milioni di euro.

"Includere gli edifici di fondazione del comune di Latina quale sito del patrimonio mondiale Unesco”. Questo si legge nella risoluzione di Giovanna Miele, leghista di Latina, in discussione a Montecitorio. Presentata l’8 marzo scorso, troverà spazio in commissione Cultura alla Camera. Oltre a raccontare la fondazione di Littoria, la depu…

Littoria, poi Latinia, insomma Latina va candidata come patrimonio dell’Unesco. Questa la proposta della Lega, che impegnerebbe il governo, in calendario oggi in commissione Cultura della Camera. Non è la prima volta che la città dell’Agro Pontino, bonificato da Mussolini, riceve attenzioni particolari dalla maggioranza: ad agosto, per prepararsi al centenario di Latina, sono stati stanziati quasi 7 milioni di euro.

"Includere gli edifici di fondazione del comune di Latina quale sito del patrimonio mondiale Unesco”. Questo si legge nella risoluzione di Giovanna Miele, leghista di Latina, in discussione a Montecitorio. Presentata l’8 marzo scorso, troverà spazio in commissione Cultura alla Camera. Oltre a raccontare la fondazione di Littoria, la deputata del Carroccio chiede così di valorizzare l’architettura fascista, razionalista e l’avanguardia futurista presente nel capoluogo del basso Lazio. Da Piazza del Popolo o del Littorio al Palazzo M, edificio tirato su durante il Ventennio che ricalca l’iniziale del Duce. Di più: la Torre Civica dell’Orologio, la piazza dove sorgeva l’Opera Nazionale Balilla, il Palazzo delle Poste di Angiolo Mazzoni (architetto molto attivo durante il regime). “Degni di menzione”, continua il testo, anche il garage Ruspi, la casa del combattente e, perché no, lo stadio comunale Domenico Francioni.

Tutte opere costruite in epoca fascista e che, secondo Miele, vanno catalogate tra i patrimoni dell’umanità. L’iniziativa leghista, che chiede al governo di "impegnarsi per includere gli edifici di fondazione di Latina quali siti Unesco" e quindi di certificare il valore artistico e storico, non si esaurisce qui: la discussione di oggi è solo "il primo tassello per il riconoscimento del percorso della città di Fondazione (Pontinia, Sabaudia, Aprilia e Pomezia)". E a dir la verità non è nemmeno inedita la smodata attenzione della destra per le sorti dell’ex Littoria.

Prima della chiusura estiva del Parlamento, l’8 agosto, una legge licenziata in commissione Cultura alla Camera, riunita in sede deliberante dopo l’ok del Senato, ha istituito la Fondazione Latina 2032, ente nato per organizzare il centenario della città con un finanziamento da 6,6 milioni suddivisi in otto anni. Mentre si discuterà della candidatura all’Unesco in commissione Cultura, il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, anche lui di Latina, presenterà in conferenza stampa le celebrazioni del centenario della sua città. Soldi e progetti che per l’ex Littoria non finiscono mai.

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