La questione principale non viene affrontata e neanche sfiorata. La richiesta che nei mesi scorsi era arrivata da più parti, e soprattutto dai sindacati, di modificare la legge Bossi-Fini, non è stata presa in considerazione. Il decreto Flussi, approvato mercoledì in consiglio dei ministri, dopo un tira e molla tra i partiti di maggioranza e una lite tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il titolare del Viminale Matteo Piantedosi andati in scena nella precedente riunione, non prevede i permessi temporanei. Strumento fondamentale per un migrante in cerca di lavoro, osserva Pierfrancesco Majorino, responsabile politiche migratorie del Pd, necessario per “far emergere chi attualmente vive da sfruttato nella dimensione dell'irregolarità”. Per questo anche Riccardo Magi di +Europa parla di un provvedimento “che è acqua fresca”.
La questione principale non viene affrontata e neanche sfiorata. La richiesta che nei mesi scorsi era arrivata da più parti, e soprattutto dai sindacati, di modificare la legge Bossi-Fini, non è stata presa in considerazione. Il decreto Flussi, approvato mercoledì in consiglio dei ministri, dopo un tira e molla tra i partiti di maggioranza e una lite tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il titolare del Viminale Matteo Piantedosi andati in scena nella precedente riunione, non prevede i permessi temporanei. Strumento fondamentale per un migrante in cerca di lavoro, osserva Pierfrancesco Majorino, responsabile politiche migratorie del Pd, necessario per “far emergere chi attualmente vive da sfruttato nella dimensione dell'irregolarità”. Per questo anche Riccardo Magi di +Europa parla di un provvedimento “che è acqua fresca”.
Pur essendoci passi in avanti sul fronte della lotta al caporalato e più controlli sui datori di lavoro, il testo resta comunque in gran parte restrittivo. Si introduce infatti nel Testo unico immigrazione una nuova ipotesi di respingimento, con accompagnamento alla frontiera su provvedimento del questore, anche dei cittadini stranieri condotti in aree di frontiera poiché rintracciati in seguito a operazioni di ricerca o soccorso in mare, nel corso delle attività di sorveglianza delle frontiere esterne dell'Ue (non più soltanto nei confronti di coloro che sono fermati all'ingresso o subito dopo il loro ingresso sul territorio nazionale). Anche in caso di procedura che si svolga direttamente alla frontiera o nelle zone di transito, la decisione di rigetto della domanda di protezione internazionale produce gli stessi effetti di quello di respingimento.
Inoltre vengono ampliate le ipotesi in cui la domanda di protezione internazionale può considerarsi ritirata implicitamente, senza un'espressa rinuncia da parte del cittadino straniero: oggi è prevista solo l'ipotesi dell'allontanamento ingiustificato del richiedente dal centro di accoglienza o dal luogo in cui è trattenuto prima di aver sostenuto il colloquio con le Commissioni territoriali per il diritto di asilo; a questa si aggiunge quella in cui il richiedente non si presenti al colloquio indipendentemente dal fatto che si sia allontanato o meno dal luogo di accoglienza o di trattenimento. Quanto alla revoca della protezione speciale, nei confronti dello straniero per il quale sussistano fondati motivi di pericolosità per la sicurezza dello Stato, si stabilisce che questa rientri tra le attribuzioni della Commissione nazionale per il diritto di asilo, che già la adotta in relazione alla protezione internazionale 'ordinaria'. E poi ancora, per fare ricorso giurisdizionale contro le decisioni delle Commissioni territoriali per la protezione internazionale introdotto, il termine viene ridotto da 14 a 7 giorni.
Per quanto riguarda le Ong vengono introdotti nuovi obbligo. Gli aeromobili, che effettuano attività non occasionale di ricerca e soccorso in mare, dovranno informare immediatamente di ogni situazione di emergenza l'ente dei servizi del traffico aereo competente e il Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo responsabile. All'Enac si attribuisce la possibilità di irrogare sanzioni (di natura sia pecuniaria che interdittiva) ai piloti che violino tali indicazioni.
La norma che riguarda i cellulari dei migranti e che aveva destato perplessità al ministero della Giustizia è stata in parte modificata. Quando un migrante, anche un richiedente asilo, arriva in Italia e non ha i documenti, dovrà mostrare il suo cellulare per risalire alla sua identità. Per evitare problemi di privacy, però, è stato previsto che non si potrà accedere alle chat di whatsapp o alle email. "È stata - ha spiegato il sottosegretario Mantovano - poi prevista la possibilità della presenza all'operazione di un mediatore culturale", sarà redatto "un verbale" e "questa ispezione deve essere autorizzata dall'autorità giudiziaria".
A differenza di quanto annunciato in precedenza, i flussi - la quantità, cioè, di migranti con contratto di lavoro che può arrivare in Italia regolarmente - non saranno stabiliti su base regionale. Ci saranno, però, più click day, divisi in base ai settori di lavoro. Introdotto, poi, come era già stato annunciato e salutato positivamente anche dalle opposizioni, un permesso di soggiorno speciale per le vittime di caporalato che collaborano con la giustizia. Nell'ambito di una serie di norme che provano a limitare gli abusi del click day - con lavoratori fatti arrivare in Italia e mai regolarizzati - ci saranno più controlli sugli ingressi dal Bangladesh, dallo Sri Lanka e dal Pakistan. Per il datore di lavoro che dopo la domanda non firma il contratto è invece prevista "una sanzione con la preclusione per un triennio dal formulare nuove richieste". Si stabilisce inoltre un tetto massimo di domande per datore di lavoro, in relazione alle dimensioni dell'azienda: qualora si tratti di domande non presentate attraverso le organizzazioni datoriali, il loro numero non può essere superiore a tre.
Per quanto riguarda stagionali e badanti, si introduce la possibilità di restare in Italia per 60 giorni, e non 30, così da poter trovare un nuovo impiego. Inoltre, il lavoratore stagionale potrà convertire, al termine del periodo di ‘stagionalità’, il permesso di soggiorno in un altro titolo a tempo determinato o indeterminato al di fuori delle quote del decreto flussi. Viene inoltre aggiunto uno 'stock' di circa 10mila permessi, al di fuori del meccanismo delle quote, per lavoratori da impiegare nel settore dell'assistenza sociosanitaria e familiare da reclutare attraverso le agenzie per il lavoro. Vengono infine incrementate le risorse umane a disposizione del ministero dell'Interno per la gestione dei flussi migratori, con la proroga dell'utilizzo di oltre mille lavoratori interinali e l'assunzione di 500 assistenti amministrativi.