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Sala federatore dei centristi, l’idea che piace al Pd per il centrosinistra del futuro

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Il sindaco di Milano potrebbe diventare il prossimo presidente dell’Anci. Per poi assumere un ruolo di rilievo nella costruzione della coalizione
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“La maionese è impazzita”. Sono le parole con cui Goffredo Bettini commenta le vicende del campo largo dopo la rottura dei 5Stelle. Per il “demiurgo” del Pd romano non è tempo ora di mettersi attorno a un tavolo: ci sono le regionali, le partite della Liguria, dell’Emilia- Romagna e dell’Umbria sono delicate. C’è da affrontarle. Ma un ragionamento politico va fatto e, alle prossime regionali, altro test di mezzo termine, mai più il Pd si deve trovare a sfogliare la margherita “Renzì sì, Renzi no”. Né a fare il gioco della Torre con Giuseppe Conte “chi impone l’alleato a chi” nel centrosinistra.

Per gli esponenti della sinistra storica dentro il Pd di Elly Schlein (da Bettini a Cuperlo a Speranza) c’è una strada maestra da percorrere: chiamare in…

“La maionese è impazzita”. Sono le parole con cui Goffredo Bettini commenta le vicende del campo largo dopo la rottura dei 5Stelle. Per il “demiurgo” del Pd romano non è tempo ora di mettersi attorno a un tavolo: ci sono le regionali, le partite della Liguria, dell’Emilia- Romagna e dell’Umbria sono delicate. C’è da affrontarle. Ma un ragionamento politico va fatto e, alle prossime regionali, altro test di mezzo termine, mai più il Pd si deve trovare a sfogliare la margherita “Renzì sì, Renzi no”. Né a fare il gioco della Torre con Giuseppe Conte “chi impone l’alleato a chi” nel centrosinistra.

Per gli esponenti della sinistra storica dentro il Pd di Elly Schlein (da Bettini a Cuperlo a Speranza) c’è una strada maestra da percorrere: chiamare in combattimento, nello schieramento di centrosinistra Beppe Sala. Il sindaco di Milano ha incontrato Elly a Milano. Hanno parlato di Anci e della possibilità che sia proprio Sala il successore di Antonio Decaro alla guida dei sindaci italiani. Ma anche, e a lungo, di scommessa politica nazionale, a cui il primo cittadino di Milano del resto sta pensando da tempo. “Elly sa che io ho certamente la disponibilità a dare un contributo al centrosinistra”: ha fatto sapere Sala. Adesso non è ancora il tempo, perché è nel pieno del mandato da sindaco. “Però ce l’avrò al momento giusto”. E, scavando nelle intenzioni del primo cittadino meneghino, l’obiettivo è quello di federatore di una lista che raggruppi il mondo moderato e riformista. Per il Pd che verrà sarebbe un modo per uscire dalle secche dell’alterativa: se c’è Conte non ci può essere Renzi e viceversa. Meno lontana a venire di quanto si pensi. Intanto la guida dell’Anci sarebbe l’impegno giusto.

La tela politica è in tessitura. D’altra parte viene da lontano questa idea di Sala che ha una rete di rapporti vasta, fatta di amicizie personali le più ampie, come quella con Beppe Grillo. Insomma l’era del tezopolismo Renzi/Calenda è al declino. Sempre Bettini, nel cui salotto romano passano molti esponenti politici, invita a guardare oltre perché un “supporto liberale di centro ci vuole per il centrosinistra”, ma è da costruire. Sala, quindi. Bettini pensa pure a Francesco Rutelli, il fondatore della Margherita. Il campo largo, come era stato immaginato finora, si assottiglia sempre più: ieri la proposta di legge, che doveva essere unitaria, sulla riduzione dell’orario di lavoro ha visto la reunion di Pd, 5Stelle e Avs, ma ha perso altri due pezzi, oltre a Iv, anche Calenda e +Europa. C’è da rimettere mano a tutto il cantiere politico.

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