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La Pontida nera non scalda i militanti. Contro-kermesse degli ex leghisti

Il premier ungherese Viktor Orban e il ministro dell'Interno Matteo Salvini ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

 

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Da oggi l’appuntamento del Carroccio. Sul palco le delegazioni dei gruppi di estrema destra europei
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MILANO — Oggi come da tradizione c’è in programma la pre-Pontida dei giovani leghisti che si faranno fare la lezione dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara; domani quella “vera” degli adulti. Per la Lega ex nord e oggi nazionalista è l’ultimo appuntamento delle origini rimasto, lì dove un tempo si voleva celebrare il giuramento di fondazione della Lega Lombarda (1167) contro il Barbarossa.

Nelle ultime settimane la Lega, specie dalle roccaforti lombarde e venete, ha organizzato i pullman e non senza difficoltà perché le adesioni, anno dopo anno, calano. Secondo gli organizzatori però sono attesi almeno 10 mila militanti lombardi e 3 mila veneti (tanti quasi precettati, ai gazebo e agli eventi ogni parlamentare, consigliere regionale e referente territoriale dovrà essere presente e le assenze saranno “segnate”). Sul palco davanti al pratone sono attese svariate delegazioni straniere e alcuni big come l’ungherese Viktor Orban, l’olandese Geert Wilders, il portoghese André Ventu…

MILANO — Oggi come da tradizione c’è in programma la pre-Pontida dei giovani leghisti che si faranno fare la lezione dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara; domani quella “vera” degli adulti. Per la Lega ex nord e oggi nazionalista è l’ultimo appuntamento delle origini rimasto, lì dove un tempo si voleva celebrare il giuramento di fondazione della Lega Lombarda (1167) contro il Barbarossa.

Nelle ultime settimane la Lega, specie dalle roccaforti lombarde e venete, ha organizzato i pullman e non senza difficoltà perché le adesioni, anno dopo anno, calano. Secondo gli organizzatori però sono attesi almeno 10 mila militanti lombardi e 3 mila veneti (tanti quasi precettati, ai gazebo e agli eventi ogni parlamentare, consigliere regionale e referente territoriale dovrà essere presente e le assenze saranno “segnate”). Sul palco davanti al pratone sono attese svariate delegazioni straniere e alcuni big come l’ungherese Viktor Orban, l’olandese Geert Wilders, il portoghese André Ventura.

Ci sarà anche la vicepresidente di Fpö, il partito che ha vinto le elezioni austriache, Marlene Svazek. Marine Le Pen e Jordan Bardella, impegnati in Francia per una manifestazione del Rassemblement National, manderanno un videomessaggio. Lo stesso farà l’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Gli alleati europei del Carroccio che fanno parte del gruppo dei Patrioti porteranno “solidarietà” a Salvini, dopo la richiesta di condanna a sei anni nell’ambito del processo Open Arms. In questa chiave vittimista del vicepremier a processo, verranno distribuite gratuitamente le tessere da socio fondatore del fantomatico “Comitato per la Sicurezza dei Confini”. Si tratterà banalmente di un attestato per confermare la propria vicinanza al leader e la sua determinazione a “difendere i confini”. Avrà la parola anche Roberto Vannacci, il generale eletto in europarlamento con la Lega che sta parallelamente strutturando una propria organizzazione politica, guidata perlopiù da persone con un background di estrema destra.

Al netto della bandiera dell’autonomia, l’evento di quest’anno sarà una specie di internazionale sovranista; ed è propria questa caratterizzazione sempre più nera della Lega che ormai da tempo sta comportando un abbandono del partito da parte delle componenti legati all’ideale federalista o indipendentista. Il 13 ottobre infatti è prevista la fondazione di Patto per il nord, promotori l’ex ministro leghista Roberto Castelli e Paolo Grimoldi, da poco cacciato dalla Lega. Obiettivo: creare un “grande sindacato del nord”, cioè la vecchia parola d’ordine di Umberto Bossi e soci fondatori. Il senatur intanto a Pontida non ci sarà, i suoi problemi di salute sono noti e la freddezza verso il corso salviniano anche. Ma il peso elettorale di Bossi è ormai poco più che nullo, come hanno dimostrato i risultati dopo il suo annuncio di voto alle europee, via Grimoldi, per un candidato di Forza Italia (l’ex leghista Marco Reguzzoni). La politica non ha più sentimenti, ammesso che li abbia mai avuti.

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