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Lucio Malan: “Lo Ius Scholae è interessante. Discutiamone”

(ansa)

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Intervista al presidente dei senatori di Fratelli d’Italia: Fpö a Pontida? “Ognuno ha gli ospiti che crede, dicono cose inaccettabili ma non li definirei nazisti”
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BRUCOLI (Augusta) — «La proposta di FI sullo Ius Scholae ha diversi spunti interessanti, se ne può discutere». Il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, non stronca il ddl presentato dagli azzurri l’altro ieri, come ha fatto subito la Lega. Anzi, dalla convention dei meloniani a Brucoli, provincia di Siracusa, Malan sembra possibilista.

Ma che margini ci sono che FdI converga davvero sull’iniziativa di Tajani?

«Non sono riuscito a leggere la proposta nel suo complesso, perché ero impegnato qui. Ma ci sono spunti interessanti, che analizzeremo. Non è assolutamente una riforma devastante, sono proposte di aggiustamento delle attuali norme, non solo sulla scuola. Mi sembra giusta anche la parte in cui si mette un limite al diritto di avere la cittadinanza italiana se discendenti da italiani: il legame dev’essere reale».

Quindi non c’è un no a priori a discuterne?

«Assolutamente no».

Anche perché, ricordiamolo, pure FdI anni fa proponeva lo Ius Scholae, con La Russa…

«Sì, è vero. Poi u…

BRUCOLI (Augusta) — «La proposta di FI sullo Ius Scholae ha diversi spunti interessanti, se ne può discutere». Il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, non stronca il ddl presentato dagli azzurri l’altro ieri, come ha fatto subito la Lega. Anzi, dalla convention dei meloniani a Brucoli, provincia di Siracusa, Malan sembra possibilista.

Ma che margini ci sono che FdI converga davvero sull’iniziativa di Tajani?

«Non sono riuscito a leggere la proposta nel suo complesso, perché ero impegnato qui. Ma ci sono spunti interessanti, che analizzeremo. Non è assolutamente una riforma devastante, sono proposte di aggiustamento delle attuali norme, non solo sulla scuola. Mi sembra giusta anche la parte in cui si mette un limite al diritto di avere la cittadinanza italiana se discendenti da italiani: il legame dev’essere reale».

Quindi non c’è un no a priori a discuterne?

«Assolutamente no».

Anche perché, ricordiamolo, pure FdI anni fa proponeva lo Ius Scholae, con La Russa…

«Sì, è vero. Poi un conto è il nome, un altro è l’articolato. Ma quello che ho letto l’ho trovato interessante. E sarà sicuramente esaminato».

La Lega intanto rilancia l’Autonomia, da Pontida. Se ci fosse una bocciatura della Consulta sulla legge, che farebbe il governo?

«Lo trovo improbabile, la nostra è una legge applicativa di una norma approvata 25 anni fa. Sarebbe un problema non attuarla, semmai. E noi l’attuiamo con una serie di garanzie sull’unità nazionale e sui Lep».

Non temete il referendum?

«No. Poi è previsto dalla legge, purché ci sia l’ammissibilità della Corte. Vorrei aggiungere però che le critiche attorno alla riforma sono basate su uno spauracchio: dicono che l’unità d’Italia sia in pericolo, che ci saranno quelli che staranno meglio e quelli che staranno peggio, come se non fosse già una realtà consolidata. Vorrei capire perché mai se la Lombardia esercita alcune funzioni in più potrebbe danneggiare la Sicilia».

FI non vuole che le Regioni del Nord ottengano le materie non Lep prima che siano definiti i livelli essenziali di prestazione. FdI che dice?

«Questo è un aspetto che dobbiamo valutare. In ogni caso, non è che chiunque potrà fare qualunque cosa, una Regione non può svegliarsi e chiedere, faccio un esempio, di gestire la Difesa. La legge e la Costituzione prevedono un controllo del Parlamento».

Torniamo a Pontida. Salvini ha radunato Orbán, Wilders, gli estremisti austriaci di Fpö. Non temete di essere scavalcati a destra?

«Non temiamo scavalcamenti. Noi portiamo avanti il programma comune del centrodestra e il nostro di FdI. Siamo una coalizione, non un partito unico: la Lega ha i suoi eventi».

Apprezza le posizioni di Fpö?

«Non credo che il 30% degli austriaci sia diventato nazista. Sicuramente però ci sono dirigenti di Fpö che hanno detto cose inaccettabili. Ma dipingerlo come partito neonazista fa un torto agli elettori. Detto questo, li ospita la Lega e ognuno sceglie gli ospiti che preferisce…».

Parliamo di manovra. Arianna Meloni ha detto: non sarà una finanziaria di sacrifici. Il ministro Giorgetti ha fatto male a intervenire a borse aperte?

«Quelle di Giorgetti sono state parole che interpreto in questo modo: le risorse non sono illimitate, bisogna spendere bene ed evitare sprechi. Sicuramente continueremo a sostenere famiglie, imprese e lavoratori».

Però le accise non le tagliate, come invece prometteva Meloni.

«Costava 10-12 miliardi prolungare la misura temporanea del governo Draghi sulle accise. Ora il prezzo è ai livelli più bassi degli ultimi anni, senza quella misura. E intanto siamo intervenuti per aiutare i redditi più bassi, mi sembra notevole».

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