Pontida — Che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara potesse regalare soddisfazioni, per così dire, lo si era già intuito sabato alla pre-Pontida dei giovani della Lega. Questi ultimi avevano sfilato con uno striscione in cui davano dello “scafista” ad Antonio Tajani, poi al leader di FI avevano dedicato il coro «vaffanc... — vaffanc...» e ancora dopo dal palco avevano rivolto all’altro vicepremier «il più grande dei vaffa...». Quando tocca a lui parlare, il solitamente severo Valditara non fa un plissé, anzi, quasi si commuove: «Nei vostri occhi vedo quelli dei miei figli».
Le accuse alla sinistra
Ieri nel suo secondo intervento è tornato a parlare di scuola, raccontando la sua realtà: «La sinistra detesta il principio di autorità che è fondamentale in ogni stato democratico, detesta il merito, è per l’egualitarismo grigio». Oppure: «La sinistra è contro l’idea di patria, creano le condizioni per subire l’immigrazione, non vedo differenza tra questa sinistra e la tradizione c…
Pontida — Che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara potesse regalare soddisfazioni, per così dire, lo si era già intuito sabato alla pre-Pontida dei giovani della Lega. Questi ultimi avevano sfilato con uno striscione in cui davano dello “scafista” ad Antonio Tajani, poi al leader di FI avevano dedicato il coro «vaffanc... — vaffanc...» e ancora dopo dal palco avevano rivolto all’altro vicepremier «il più grande dei vaffa...». Quando tocca a lui parlare, il solitamente severo Valditara non fa un plissé, anzi, quasi si commuove: «Nei vostri occhi vedo quelli dei miei figli».
Le accuse alla sinistra
Ieri nel suo secondo intervento è tornato a parlare di scuola, raccontando la sua realtà: «La sinistra detesta il principio di autorità che è fondamentale in ogni stato democratico, detesta il merito, è per l’egualitarismo grigio». Oppure: «La sinistra è contro l’idea di patria, creano le condizioni per subire l’immigrazione, non vedo differenza tra questa sinistra e la tradizione comunista e anarchica». O ancora: «Per loro chi devasta una scuola non deve essere punito, invece chi rompe paga. La sinistra non vuole restituire autorevolezza ai docenti perché detesta il principio di autorità, vorrebbe una istruzione identica per tutti ma così impedisce di far risaltare i talenti, detesta il merito». Un discorso ben poco istituzionale ma parecchio ideologico e che non poteva non scatenare le proteste degli accusati.
La replica al “ministro capopolo”
«La scuola italiana deve fare i conti con un ministro che fa il capopopolo, prigioniero di una visione ideologica legata alla scuola dei primi del ‘900. A Valditara ricorderei il caos che ha contraddistinto questo avvio di anno scolastico, il precariato che esplode perché il suo partito nel 2018 ha deciso di cancellare una riforma del Pd che avrebbe ridotto gradualmente il numero di insegnanti precari, la procedura di infrazione della Ue per abuso di contratti a tempo determinato, le cattedre scoperte sul sostegno», replica Irene Manzi, responsabile nazionale scuola dem. «Tagliano i servizi e nelle periferie le scuole chiudono. Per non parlare della desertificazione scolastica nelle aree interne del Paese. Il Pd — sottolinea il presidente dei senatori dem Francesco Boccia — chiede di difendere la scuola pubblica. Siamo noi a promuovere la tutela della dignità degli insegnanti. E i ministri della Lega la smettano di accusare i governi precedenti: negli ultimi cinque anni la Lega è stata sempre al governo».