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Crosetto al Copasir, la sua verità sui dossieraggi

(ansa)

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Nei prossimi giorni il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ascolterà anche il sottosegretario Alfredo Mantovano, insieme con il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli
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Prima l’interrogatorio in procura a Perugia nel quale raccontava di rapporti “non particolarmente buoni con l’Aise” che “in più di un’occasione avrebbero potuto anche creare problemi alla sicurezza nazionale”. Poi la rassicurazione pubblica che no, i rapporti con l’Agenzia sono eccellenti e che il riferimento era soltanto a poche mele marce coinvolte nel caso Striano. Infine lo sfogo privato: “Spero che il Copasir mi chiami, ho ancora molto altro da dire”.

Ecco, è arrivato quel momento: oggi, alle 15, il ministro della Difesa Guido Crosetto verrà ascoltato al Copasir proprio a riguardo della vicenda Striano. Si partirà dal verbale che Crosetto ha fatto davanti al procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, nell’ambito degli accessi abusivi…

Prima l’interrogatorio in procura a Perugia nel quale raccontava di rapporti “non particolarmente buoni con l’Aise” che “in più di un’occasione avrebbero potuto anche creare problemi alla sicurezza nazionale”. Poi la rassicurazione pubblica che no, i rapporti con l’Agenzia sono eccellenti e che il riferimento era soltanto a poche mele marce coinvolte nel caso Striano. Infine lo sfogo privato: “Spero che il Copasir mi chiami, ho ancora molto altro da dire”.

Ecco, è arrivato quel momento: oggi, alle 15, il ministro della Difesa Guido Crosetto verrà ascoltato al Copasir proprio a riguardo della vicenda Striano. Si partirà dal verbale che Crosetto ha fatto davanti al procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, nell’ambito degli accessi abusivi alle banche dati del finanziere Pasquale Striano. Crosetto aveva denunciato la pubblicazione di notizie coperte da segreto a suo carico e da lì si era scoperto come l’ufficiale della Finanza nel corso degli anni ha effettuato decine di migliaia di accessi a banche date riservate (alla ricerca di Sos, Segnalazioni di operazioni sospette, dichiarazioni di redditi) a carico di politici, imprenditori e personaggi dello spettacolo.

Ascoltato da Cantone, Crosetto aveva detto tra le altre cose che riteneva come “qualcuno mi abbia potuto anche considerare responsabile di mancate conferme in posizioni di vertice in società partecipate di Stato e mi riferisco a qualcuno che aveva avuto ruoli all’interno dell’Aise. Non so se gli esiti degli accertamenti che io ho chiesto di svolgere siano stati riferiti in sede politica”. In sostanza il ministro della Difesa adombrava la possibilità che dietro al dossieraggio a suo carico ci potessero essere pezzi di Servizi. E implicitamente legava la vicenda alla mancata assunzione di sua moglie proprio all’Aise, notizia riservata pubblicata però sui giornali. Il profilo che Crosetto aveva delineato sembrava quello di Luciano Carta, ex capo dell’Aise poi a Leonardo: Carta ha querelato quando il suo nome è stato pubblicato sui giornali, seppur con molti condizionali. Crosetto si è affrettato a dire che no, non si riferiva a lui, è possibile che oggi al Copasir gli venga chiesto chi è questo “qualcuno che aveva avuto ruoli all’interno dell’Aise poi non confermato in pozioni di vertice di proprietà di Stato”.

Così come certamente gli verrà domandato se il ministro della Difesa davvero ritiene che dietro Striano ci potessero essere pezzi dei Servizi, ipotesi però esclusa formalmente alla Procura con una nota dall’Autorità delegata, Alfredo Mantovano, che spiegava che era da escludere, dagli accertamenti effettuati, che dietro i “dossieraggi”, la definizione è di Chigi, ci potessero essere persone legate all’intelligence. Inoltre il sottosegretario alla Presidenza si era affrettato, dopo la pubblicazione del verbale di Crosetto una volta depositato in Antimafia, a rinnovare la sua fiducia al direttore dell’Aise Caravelli. Una mossa che era sembrata quasi una presa di distanza dalle parole del ministro della Difesa anche se, rispetto a gennaio quando l’esponente di Fratelli d’Italia era stato ascoltato a Perugia, i rapporti con il direttore dell’Agenzia di intelligence erano notevolmente migliorati (nei giorni scorsi si sono fatti fotografare insieme, in un abbraccio, nel corso di un evento pubblico).

Fatto sta che, davanti all’ennesima assenza in consiglio dei ministri di Crosetto in questi giorni (che in uno sfogo aveva detto di essere pronto anche a lasciare la sua sedia da ministro) qualche suo collega ha adombrato l’ipotesi di una tensione: “Forse Guido non si è sentito tutelato da Chigi, e cioè da Giorgia e Alfredo, nella vicenda Perugia”, ha immaginato qualche collega. Chissà. Intanto lui precisa: “Non sono presente a tutti i Cdm per altri impegni”.

Certo è che oggi Crosetto sarà al Copasir e nei prossimi giorni toccherà proprio a Mantovano, insieme con il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli.

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