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“Canta che ti passa”. Schlein con J-ax, la leader dem nell’epoca in cui comandare è intrattenere

Solo qualche sera fa la segretaria aveva fatto nottata per assistere per assistere a Barbara D'Urso a “Ballando con le stelle” e complimentarsi con Alan Friedman per la sua performance

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“Zig zigheteaz...”, il rap di Elly Schlein e di J-ax, giù “comunista col Rolex” (e con Fedez), sul palco di Assago, con l'imprimatur dell'ufficio stampa del Nazareno, risuona la colonna sonora di una politica incompiuta, ma sorprendente. La segretaria del Pd irrompe con brio e a suo agio, scandisce il testo a memoria e l'accompagna con la video-gestualità d'ordinanza. Il pubblico, sollecitato all'acclamazione, risponde non si dirà con un'ovazione, ma con moderato entusiasmo.

In forme più accidentate pochi giorni prima si è venuto a sapere che la segretaria del Pd non solo aveva fatto nottata per assistere in differita al revival di Barbara D'Urso a “Ballando con le stelle”, ma poi aveva anche trovato il tempo di congratularsi con Alan Friedman per la sua non del tutto scontata performance.

“Zig zigheteaz...”, il rap di Elly Schlein e di J-ax, giù “comunista col Rolex” (e con Fedez), sul palco di Assago, con l'imprimatur dell'ufficio stampa del Nazareno, risuona la colonna sonora di una politica incompiuta, ma sorprendente. La segretaria del Pd irrompe con brio e a suo agio, scandisce il testo a memoria e l'accompagna con la video-gestualità d'ordinanza. Il pubblico, sollecitato all'acclamazione, risponde non si dirà con un'ovazione, ma con moderato entusiasmo.

In forme più accidentate pochi giorni prima si è venuto a sapere che la segretaria del Pd non solo aveva fatto nottata per assistere in differita al revival di Barbara D'Urso a “Ballando con le stelle”, ma poi aveva anche trovato il tempo di congratularsi con Alan Friedman per la sua non del tutto scontata performance.

Nel 2014 Renzi andò ad “Amici” vestito da Fonzie, poi Salvini al Papeete con le cuffie da dj, Bersani ha duettato con Crozza che l'imitava, Conte ha suonato anche le tamburelle, ciò che per quarant'anni si è con comprensibile pigrizia definita politica-spettacolo si è evidentemente ribaltata nello spettacolo della politica, con ovvie conseguenze dal punto di vista del contegno di chi governa e un po' anche di chi assiste, vede, giudica, incoraggia o scuote la testa.

Schlein rapper a sorpresa: canta con J-Ax sul palco degli Articolo 31

Se è vero che al giorno d'oggi comandare è intrattenere, Schlein deve perciò saper cantare, ballare, giocare, far ridere, interessarsi a ciò che fa numero in tv, così come nel caso di Meloni avviene con efficace simmetria a destra. E tuttavia, dopo il rap di Assago, quella figura che svolazzava con gli Articolo 31 puntando e scuotendo le mani, “zig zigheteaz,/indovina chi bussa alla porta/ sono io/ e io vengo con lei/ e non so perché né come mai...”, ecco che qui doppiamente incuriosisce la figura di Schlein, il sorriso da giovane donna di buona volontà e la sorpresa di certe sue insistite apparizioni, l'eloquio tuttora fumoso, però anche l'ardente dedizione che la porta a gettare il cuore e il corpo, soprattutto, oltre l'ostacolo del prevedibile e forse anche della compostezza - ammesso che sia ancora una virtù agli occhi di un popolo disperso, provato e del tutto incerto sui suoi stessi valori.

Quindi la chitarra, la play, “Occhi di gatto”, l'amica armocromica, la suonatina di pianoforte in tv, il gruppo d'ascolto su Sanremo, la foto in tenuta calcistica alla partita dei Vips. Darsi in pasto è al giorno d'oggi un'irresistibile risorsa dei leader, ma pure la loro dannazione, “cerimonia cannibale” la definisce graziosamente l'evoluta politologia.

Schlein è appena all'inizio del suo percorso, ma leggendo la recentissima autobiografia in movimento che Susanna Turco ha raccolto ne “L'imprevista” (Feltrinelli) si resta colpiti dal salto tutto generazionale di specie e da una vocazione d'irrequieta creatività già manifestatasi nel personaggio in tempi non sospetti. Per cui uno dei primi atti politici della giovanissima Elly fu uno spot nel corridoio di casa con la partecipazione di un coniglietto che abbatteva un obelischetto; così come, contro certe derive del Pd, progettò un biscotto mono-razione che ancora oggi conserva sulla sua scrivania. Dopo tutto, il vero esordio nel mondo del lavoro fu come aiuto-regista di un film di Roland Sejko, “Anija la nave”, sull'esodo albanese, finito di montare il quale si precipitò al circo Massimo a vedere il concerto di Lady Gaga. Tra parentesi: durante le riprese visitò con Sejko la località di Gjader, dove erano ospitati i Mig albanesi e sta per aprirsi il campo dove le autorità italiane deporterà gli immigrati.

Così attenta a togliere la briglia alla fantasia che una volta eletta a Strasburgo accarezzò il sogno di una sit-com sull'Unione europea. Molto seria e molto rock: fino al punto di spiegare la delusione che nel 2015 la portò a uscire dal Pd con quella provata dinanzi al coevo cd di un gruppo indie britannico, Mumford & sons. Il fatto che l'altra sera la prima segretaria nativa del Pd, eppure discendente della tradizione comunista e democristiana, si sia esibita si spiega probabilmente con l'idea, sempre da lei espressa nel libro di Turco, secondo cui nel mondo giovanile si sta affermando “un'estetica dell'impegno collettivo”. Concetto complesso e magari anche degno di speranza – a patto di declinarlo con il dovuto disincanto nell'unico paese al mondo in cui si dice: canta che ti passa.

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